Quesito

Salve Padre,
in un recente post lei ha citato la presenza di inabitazione, 
presenza di inabilitazione. È quella di cui parla il Signore quando dice: “Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui”.
Ne aveva ampiamente parlato in precedenza, ma solo ora mi viene da chiedere: dal punto di vista “meccanico”, cioè come processo che si verifica, funziona allo stesso modo (ovviamente in positivo) della possessione demoniaca? 
Analogamente al caso (negativo) della possessione demoniaca, come fà la Chiesa cattolica a distinguere i casi genuini dalle mistificazioni o da problemi psicologici dell’individuo?
Infine i due casi, positivo e negativo, hanno effetti l’uno sull’altro? Cioè una persona che vive in uno stato di “presenza di inabitazione“, deve avere qualche tipo di effetto nel venire a contatto con una persona in stato di possessione?
Di nuovo grazie per la sua attenzione 
Cristian


Risposta del sacerdote

Caro Christian, 
1. a vantaggio dei nostri visitatori ricordo che per inabitazione si intende la presenza personale di Dio nell’anima in grazia.
È la presenza promessa dal Signore con le parole che tu hai riportato: “Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui” (Gv 14,23).

2. Secondo San Tommasoè proprio ed esclusivo di Dio penetrare nell’essenza stessa dell’anima (solus Deus illabitur animae; Somma teologica, III, 64, 1). Questo non solo perché Dio è il nostro creatore e dipendiamo da lui nello stesso modo in cui il raggio di luce dipende dalla sorgente luminosa. Ma anche perché solo Dio può causare la grazia, che è una irradiazione della sua vita divina, e può infonderla nella nostra anima.

3. Il demonio in nessun modo può essere presente in un’anima perché è una creatura.
Il demonio può entrare nel corpo, impedire il libero uso delle facoltà, può parlare e agire attraverso le facoltà del posseduto senza che questi se ne accorga o possa impedirlo, può invadere, vessare e dirigere le sue azioni.

4. Il Concilio di Trento ha affermato che “nessuno sa con certezza di fede, incompatibile con ogni errore, se sia in stato di grazia” (DS 1534).
Pertanto neanche la Chiesa può dichiarare con infallibile sentenza se qualcuno tra i viventi sia in grazia di Dio. Lo può presumere dal suo comportamento.
Lo proclama solo post mortem con la canonizzazione, preceduta dall’esame sull’esercizio eroico delle virtù e confermata dal Cielo con qualche segno o miracolo.

5. Per riconoscere la possessione del demonio i segni più certi sono costituiti dal parlare lingue che non si sono mai imparate, dallo scrivere o leggere per un analfabeta, dallo scrivere, dipingere o produrre opere artistiche superiori alle proprie capacità in maniera evidente, non ricordare nulla di quello che si è detto o si è fatto durante la possessione.
Le risposte ottenute mediante gli esorcismi sono un segno di possesso; tuttavia va tenuto presente che il demonio è menzognero per cui non si deve prestarvi fede se non con grandissima cautela.

6. Circa l’ultimo quesito: le persone possedute dal demonio possono avvertire la santità di chi fruisce della inabitazione di Dio dentro di sé. Come i demoni hanno reagito fortemente alla presenza di Nostro Signore e come reagiscono sempre nei confronti della Madonna, così possono avvertire la santità di cui godono alcune persone.
Analogamente alcune persone, particolarmente esimie nella santità, possono avvertire la negatività emanata da persone possedute dal demonio o anche semplicemente sotto il suo influsso.

Con l’augurio di una inabitazione sempre più splendida, come prelibazione del gaudio del paradiso, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo