Quesito

Caro Padre Angelo,
sempre in riferimento al testo di cui le parlavo, vorrei chiederle un commento a questa frase:
“Gesù non ha mai detto di essere nato da una vergine che lo aveva concepito per intervento di un dio, né di essere unica e indistinta sostanza con suo padre”.
Grazie per tutto


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. materialmente Gesù “non ha mai detto di essere nato da una vergine che lo aveva concepito per intervento di un dio, né di essere unica e indistinta sostanza con suo padre”.
Ma non ci si può arrestare alla materialità delle parole!

2. Quando Gesù domanda ai suoi che concetto si fossero fatti di lui, Pietro risponde: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente” (Mt 16,17)
Gesù accetta la risposta di Pietro, anzi gli assicura che può dire questo solo per un’ispirazione divina: “Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l’hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli” (Mt 16,16,17).
Ugualmente davanti al sinedrio, alla domanda dei suoi accusatori: “Tu dunque sei il Figlio di Dio?”, Gesù risponde: “Lo dite voi stessi: io lo sono” (Lc 22,70).
Già molto prima, Gesù si era designato come “il Figlio” che conosce il Padre: “Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare” (Mt 11,27).

3. Dichiara di non essere uno come i servi che Dio in precedenza aveva mandato al suo popolo: “Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: Avranno rispetto di mio figlio! Ma quei vignaioli, visto il figlio, dissero tra sé: Costui è l’erede; venite, uccidiamolo, e avremo noi l’eredità” (Mt 21,37-38).
Gesù inoltre differenzia sempre la sua filiazione divina da quella dei suoi discepoli dicendo: “Padre mio e Padre vostro” (Gv 20,17).
Non dice mai Padre nostro se non per comandar loro: “Voi dunque pregate così: Padre nostro” (Mt 6,9).

4. Gesù presenta se stesso come “il Figlio unigenito di Dio” (Gv 3,16) e con tale titolo afferma la sua preesistenza eterna (Cf Gv 10,36).
Egli chiede la fede “nel Nome del Figlio unigenito di Dio” (Gv 3,18).

5. Ecco la conclusione: se dunque Gesù attesta di essere Dio e nello stesso tempo manifesta di essere in forma umana vuol dire che la sua persona divina ha assunto una natura umana.
Ora se Gesù fosse stato generato oltre che da una donna anche da un uomo, sarebbe una persona umana come tutti gli altri.
Come potrebbe allora attribuire le sue azioni ad un soggetto divino quale attesta di essere?
Ne segue che la natura umana di Gesù è tutta particolare e si giustifica pienamente col fatto di essere generato direttamente da Dio.
Gesù accetta la testimonianza del Padre che lo designa come il suo “Figlio prediletto” (Mt 3,17; Mt 17,5).

6. Circa la sua consustanzialità col Padre: è vero anche qui che non si trova materialmente il termine. Sarà il Magistero della Chiesa a dire che Gesù è della stessa sostanza del Padre.
Ma il Vangelo ne registra il concetto quando riporta queste parole di Gesù che attesta di essere “il Figlio unigenito di Dio” (Gv 3,16) e soprattutto: “Io e il Padre siamo una cosa sola” (Gv 10,30).
La Bibbia di Gerusalemme annota a quest’ultima affermazione: “Secondo il contesto, questa affermazione riguarda in primo luogo la comune potenza di Gesù e del Padre; ma, volutamente indeterminata, lascia intravvedere un mistero di unità più ampio e più profondo. I giudei, che vi vedono la pretesa di Gesù di essere Dio, non si ingannano”.

Ti ringrazio del quesito, ti prometto un ricordo al Signore ti benedico.
Padre Angelo