Quesito

Buongiorno padre,
io e mia moglie ci stiamo avvicinando al parto della nostra piccola primogenita, Francesca.
La sua rubrica mi e ci ha accompagnato in questi ultimi anni con tante grazie e di questo non finirò mai di ringraziare lei e lodare Dio, chiedendoGli di renderci capaci di ridare a nostra volta quanto ci ha concesso di ricevere.
Le scrivo anche per un piccolo dubbio. Fino a quando non sarà battezzata, qual è la preghiera più adatta da recitare per la nostra piccola? In particolare, la preghiera "Angelo di Dio" ha senso? Dio da che momento in poi affida l’Angelo custode a ciascuno di noi? Solo dal battesimo? dal momento del concepimento? o della nascita?
La ringrazio e prego sempre per lei
Egidio


Risposta del sacerdote

Caro Egidio,
1. vi sono particolarmente vicino in questo momento così importante per la vostra famiglia. Finalmente potete vedere con i vostri occhi Francesca, da voi tanto desiderata e invocata dal Signore.
È una grazia in tutti i sensi.
La nascita di Francesca di offre l’opportunità per esprimere il pensiero dei teologi sull’angelo custode.

2. L’esistenza degli Angeli è dogma di fede.
Mentre l’esistenza dell’Angelo custode è sentenza certa in teologia.
Questa certezza si basa su molti testi della Sacra Scrittura, sulle sentenze dei santi Padri e dei Dottori della Chiesa.

3. La Sacra Scrittura rivela che alcuni angeli, tra le loro varie miriadi, sono stati posti a fianco degli uomini per proteggerli ed assiderli.
È la lettera agli Ebrei che lo dice in maniera esplicita: “Non sono forse tutti spiriti incaricati di un ministero, inviati a servire coloro che erediteranno la salvezza?” (Eb 1,14).
Ne fa riferimento anche il Signore quando dice: “Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli, perché io vi dico che i loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli” (Mt 18,10).

3. In particolare la Scrittura attribuisce al ministero degli angeli vari compiti.
In primo luogo essi trasmettono agli uomini le istruzioni divine secondo quanto si legge nel Salmo 103: “Benedite il Signore, angeli suoi, potenti esecutori dei suoi comandi, attenti alla voce della sua parola.
Benedite il Signore, voi tutte sue schiere, suoi ministri, che eseguite la sua volontà” (Sal 103, 20-21).
In secondo luogo trasmettono a Dio le preghiere degli uomini secondo quanto si legge in Tobia: “Ebbene, quando tu e Sara eravate in preghiera, io presentavo l’attestato della vostra preghiera davanti alla gloria del Signore. Così anche quando tu seppellivi i morti” (Tb 12,12).
E anche secondo quanto si legge in Zaccaria: “Allora l’angelo del Signore disse: «Signore degli eserciti, fino a quando rifiuterai di avere pietà di Gerusalemme e delle città di Giuda, contro le quali sei sdegnato? Sono ormai settant’anni!»” (Zac 1,12).
In terzo luogo proteggono gli uomini. Qui i passi scritturistici sono molti: “egli stesso manderà il suo angelo davanti a te, perché tu possa prendere di là una moglie per mio figlio” (Gn 24,7);
“L’angelo che mi ha liberato da ogni male, benedica questi ragazzi!” (Gn (48,16);
“Ecco, io mando un angelo davanti a te per custodirti sul cammino e per farti entrare nel luogo che ho preparato” (Es 23,20);
“L’angelo del Signore si accampa attorno a quelli che lo temono, e li libera” (Sal 34,8);
Egli per te darà ordine ai suoi angeli di custodirti in tutte le tue vie. Sulle mani essi ti porteranno, perché il tuo piede non inciampi nella pietra. Calpesterai leoni e vipere, schiaccerai leoncelli e draghi” (Sal 91,11-13);
“Figlio, prepara quanto occorre per il viaggio e parti con questo tuo fratello. Dio, che è nei cieli, vi conservi sani fin là e vi restituisca a me sani e salvi; il suo angelo vi accompagni e vi conduca a salvezza, o figlio!” (Tb 5,17).
In quarto luogo aiutano gli uomini nel disbrigo dei loro affari: “Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?».
Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio” (Lc 1,34-35);
“Ed ecco, gli si presentò un angelo del Signore e una luce sfolgorò nella cella. Egli toccò il fianco di Pietro, lo destò e disse: «Àlzati, in fretta!». E le catene gli caddero dalle mani. L’angelo gli disse: «Mettiti la cintura e légati i sandali». E così fece. L’angelo disse: «Metti il mantello e seguimi!». Pietro uscì e prese a seguirlo, ma non si rendeva conto che era realtà ciò che stava succedendo per opera dell’angelo: credeva invece di avere una visione. Essi oltrepassarono il primo posto di guardia e il secondo e arrivarono alla porta di ferro che conduce in città; la porta si aprì da sé davanti a loro. Uscirono, percorsero una strada e a un tratto l’angelo si allontanò da lui. Pietro allora, rientrato in sé, disse: «Ora so veramente che il Signore ha mandato il suo angelo e mi ha strappato dalla mano di Erode e da tutto ciò che il popolo dei Giudei si attendeva»” (At 12,7-11).

4. Nel Nuovo Testamento essi sono intimamente associati alla storia della salvezza: annunciano la venuta di Cristo e lo servono (Mt 4,11); prendono parte alla gioia per la conversione del peccatore (Lc 15,10), allo sviluppo della Chiesa (1 Cor  4,9; Ef. 3, 10); offrono a Dio le preghiere dei santi (Ap 8,2-4); proteggono i piccoli (Mt 18,10), gli Apostoli (Atti 12,15); accompagnano i giusti, nel momento della morte, verso Dio (Lc 16, 22); prenderanno parte con Cristo al giudizio finale (Mt 16,27; 13,39; 24,31; 25,31).

5. I Santi Padri ricordano l’opera dell’angelo custode.
Anzi sembra che considerino come fine degli angeli quello di servire gli uomini.

6. I Dottori medievali unanimemente parlano degli Angeli custodi e dicono che non soltanto i cristiani, ma tutti gli uomini siano custoditi da uno spirito celeste.
In particolare San Tommaso, dopo aver citato San Girolamo il quale afferma che "ciascun’anima ha un angelo deputato alla sua custodia", dice: “Finché vive in questo mondo, l’uomo si trova come su una strada che deve condurlo alla patria. Lungo la strada, molti pericoli incombono su di lui, sia dall’interno che dall’esterno, come dice il Salmista: "Sulla strada per cui cammino, hanno nascosto dei lacci a mio danno". Quindi, come si dà una scorta alle persone che devono transitare per strade malsicure, così si dà un angelo custode all’uomo, finché dura il suo stato di viatore. Quando invece sarà giunto al termine della strada, allora l’uomo non avrà più un angelo custode; ma avrà in cielo un angelo conregnante, o nell’inferno un demonio tormentatore” (Somma teologica, I, 113, 4).

7. Sul momento dell’assegnazione dell’Angelo custode San Tommaso cita di nuovo S. Girolamo il quale sostiene che "ciascun’anima, fin dalla nascita, ha un angelo”.
E poi: “Come Origene riferisce, ci sono in proposito due opinioni. Alcuni dicevano che l’angelo custode è assegnato all’uomo dal momento del battesimo; altri dal momento della nascita.
San Girolamo difende la seconda opinione; e a ragione. Infatti, i benefici largiti da Dio all’uomo in quanto cristiano, hanno inizio dal momento del battesimo, p. es., la Comunione Eucaristica e altre cose del genere.
Invece, ciò che Dio nella sua provvidenza concede all’uomo in quanto ha un’anima razionale, glielo concede fin dal momento in cui, con la nascita, entra in possesso di tale natura.
Ora, la custodia degli angeli è un beneficio di questo genere, come risulta chiaro dalle cose dette avanti.
Quindi l’uomo ha un angelo deputato alla sua custodia dal momento della nascita” (Somma teologica, I, 113, 5).

8. Francesca dunque ha già il suo Angelo custode e la preghiera al suo Angelo è bene appropriata.

Mi felicito ancora con voi per questo bel dono.
Vi ricordo al Signore e vi benedico tutti, in particolare Francesca.
Padre Angelo