Quesito

Buon pomeriggio padre Angelo,
quando Mosè dice: “Il Signore, tuo Dio, susciterà per te, in mezzo a te, tra i tuoi fratelli, un profeta pari a me. A lui darete ascolto” (Dt 18,15) si riferisce a san Giovanni Battista?


Risposta del sacerdote

Carissimo, 
1. no, questo profeta annunciato da Mosè è senza alcun dubbio Gesù Cristo.
Gli ebrei si attendevano un Messia che compisse almeno tutte le opere compiute da Mosè.
Ora il Vangelo non attesta nessun miracolo compiuto da Giovanni Battista.

2. La Bibbia di Gerusalemme, a proposito della trasfigurazione di Gesù (Mt 17,1-8), scrive: “Gesù trasfigurato appare soprattutto come il nuovo Mosè che incontra Dio su un nuovo Sinai, nella nube con il volto luminoso assistito da due personaggi dell’antico testamento che hanno beneficiato di rivelazioni sul Sinai e personificano la Legge e i profeti che Gesù viene a completare.
La voce celeste ordina ai discepoli di ascoltarlo come il nuovo Mosè (Dt 18,15) e questi si prostrano in ossequio del maestro. 
Al termine, resta solo lui perché basta lui come il dottore della legge perfetta e definitiva”.

3. Alla stessa conclusione, commentando Dt 18,15, giunge anche il biblista Marco Sales, dopo aver presentato anche un’altra ipotesi.
Questa prima ipotesi è di San Girolamo dove la parola profeta andrebbe intesa “in senso collettivo. Mosè non parlerebbe implicitamente del Messia, ma di una serie di profeti, che Dio promette di mandare nei tempi opportuni, affinché Israele non si rechi a consultare i falsi profeti, ecc. 
A giudizio di tali autori questa interpretazione è voluta dal contesto del versetto 15 con i versetti 9-14. Si promette infatti un profeta per soddisfare il desiderio degli ebrei di avere oracoli divini, e per impedirle di ricorrere agli indovini, ecc…., il che non si otterrebbe se si trattasse di un solo profeta.
Ciò viene confermato dal versetto 20 in cui si parla di falsi profeti, e dal fatto che Mosè dopo aver menzionato i giudici e i sacerdoti, era naturalmente portato a dover parlare anche dei profeti che ebbero tanta parte della storia di Israele”.
Aggiunge Marco Sales: “I sostenitori di questa spiegazione non escludono che con il nome di profeta si comprenda anche Gesù Cristo, il quale doveva chiudere la serie dei profeti”.

4. Marco Sales presenta poi una seconda interpretazione sostenuta da Tertulliano Cipriano, Atanasio, Cirillo, Agostino, Crisostomo, Teodoreto… i quali sostengono che Mosè parli in modo diretto e immediato di Gesù Cristo.
Marco Sales commenta: “Tale spiegazione ci sembra più probabile. San Pietro (At 3,22) e Santo Stefano (At 7,35) applicano direttamente questo testo a Gesù Cristo, il quale d’altra parte aveva detto (Gv 5,45-47) che Mosè aveva scritto di lui.
Anche il popolo era persuaso che il profeta predetto da Mosè dovesse essere il Messia (Mt 21,11; Gv 1,45, 6,14; 7,40, ecc…) e la stessa persuasione si incontra pure presso i samaritani (Gv 4,24)”.

5. Continua il grande biblista domenicano: “È inoltre da salvare che qui si parla di un profeta simile a Mosè negli uffici di legislatore, di liberatore, di mediatore e di profeta.
Ora è chiaro che solo Gesù Cristo dopo Mosè ha rivestito tali uffici.
La figura del Messia va quindi sempre più delineandosi con maggiore precisione. Giacobbe l’aveva presentato come re, a cui apparterà lo scettro; Balaam come una stella che illuminerà il mondo; e Mosè aggiunge ora che sarà profeta, ossia interprete della volontà di Dio presso gli uomini”.

Con l’augurio di ogni bene, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo