Buongiorno padre Bellon,
Sono un uomo di 33 anni, ho trovato la sua rubrica di informazione religiosa online e ho letto alcune domande che le sono state rivolte e le relative risposte, dettagliate e ricche di riferimenti precisi. Io non sono cristiano, non aderisco a nessuna religione, ma sono consapevole dell’importanza delle religioni nella storia dell’uomo. Credo quindi che sia importante conoscere le religioni e quella cristiana è certo fondamentale per comprendere la società in cui oggi viviamo. Le vorrei porre alcuni quesiti riguardo un aspetto che trovo estremamente rilevante e decisivo della religione cristiana, cioè il miracolo. Come si definiscono i miracoli? Se ho ben capito, il miracolo per i cristiani è riassumibile come un atto, attribuito in ultima istanza direttamente a Dio, che va al di là dell’ordine naturale. Se ciò è corretto, come viene determinato, nel cristianesimo, l’ordine naturale? In altre parole, un atto al di là dell’ordine naturale è definito tale in forza del fatto che non è spiegabile dall’uomo attraverso le leggi naturali che l’uomo stesso conosce? Poniamo un esempio: una persona è ammalata di cancro primario al pancreas, diagnosticato in fase ormai ampiamente metastatica. I medici constatano la impossibilità di un intervento chirurgico o anche solo di una terapia curativa, e predispongono il protocollo delle cure palliative. Al successivo controllo, il medico constata un cambiamento positivo nello stato di salute generale del paziente e, in seguito a molti e rigorosi esami a cui viene sottoposto, viene evidenziata la inaspettata e inspiegabile regressione del tumore primario e delle metastasi. Il paziente viene monitorato nel tempo e, a distanza di anni, risulta in buona salute e nei suoi organi non ci sono neoplasie. Questo potrebbe rientrare nel campo del miracolo? In altre parole, il fatto che la prassi medica, e con essa le conoscenze scientifiche di cui la medicina fa uso, non sia stata in grado di spiegare in alcun modo il fatto in questione (la guarigione del paziente giudicato inguaribile), porterebbe a considerarlo come un possibile miracolo? Un’ultima domanda: è corretto definire come miracoli i sacramenti amministrati nella chiesa cattolica? Mi sembra di capire che in ognuno di essi (in particolare nel battesimo e nell’Eucaristia, ma anche negli altri) avvenga un cambiamento a livello “ontologico”, non spiegabile con le leggi scientifiche, ascritto a Dio. Grato se vorrà rispondere, nel caso decidesse di pubblicare questa lettera la prego di lasciarmi anonimo.
Un saluto


Carissimo,
1. mi spiace che tu non abbia ancora conosciuto Cristo e non sia stato portato ancora nel mondo vero.
Perché tutto quello che noi vediamo e sentiamo è ancora solo un’ombra o un segno che rimanda ad un’altra vita, ad un altro mondo, che non è solo quello futuro, ma è quello nel quale molti credenti in Cristo sono già entrati.
Ma di questo ne parleremo un’altra volta, se vorrai.
Adesso vengo ai quesiti che mi hai posto.

2. Per miracolo s’intende “ciò che è compiuto da Dio fuori dell’ordine di tutta la natura creata” (S. Tommaso, Somma teologica, I, 110, 4).
Tuttavia, soggiunge ancora san Tommaso, “non basta che il fatto si compia fuori dell’ordine d’una natura particolare: perché altrimenti scagliare una pietra in alto sarebbe un miracolo perché è contrario alla natura della pietra.
Ma si dice che una cosa è un miracolo, se è al di là dell’ordine di tutta la natura creata.
E una tale cosa può compierla soltanto Dio; perché tutto quello che opera un angelo, o qualunque altra creatura, con la propria virtù, rientra nell’ordine della natura creata; e quindi non è miracolo.
Resta dunque che Dio solo può operare miracoli” (Ib.).

3. Dice ancora San Tommaso con un’affermazione che fa comprendere come mai la Chiesa vada molto adagio nel gridare al miracolo: “Miracoli veri e propri sono i fatti che trascendono l’ordine di tutta la natura creata.
Ma poiché noi non conosciamo tutte le forze della natura, ne segue che un fatto compiutosi fuori dell’ordine della natura da noi conosciuta, per mezzo di una virtù creata, ma occulta, si dica miracolo, non in senso assoluto, ma relativamente a noi.
Perciò, quando i demoni compiono delle opere con le loro forze naturali, queste opere non sono miracoli in senso assoluto, ma soltanto relativamente a noi.
Tali, dunque, sono i miracoli che i maghi compiono per mezzo dei demoni” (Ib., I, 110, 4, ad 2).

4. E ancora: “Tra i miracoli ce ne sono alcuni che non sono veri miracoli, ma giochi di immaginazione, con i quali l’uomo viene ingannato al punto di vedere ciò che non esiste.
Altri invece sono fatti veri, ma non hanno la vera natura di miracoli, essendo compiuti in virtù di cause naturali.
E questi due tipi di miracoli possono essere compiuti dai demoni.
Invece i veri miracoli non possono essere compiuti che dalla virtù divina” (Ib., II-II, 178, 2).

5. Il caso che tu mi hai riportato – dal momento che il fatto non è spiegabile alla luce di tutte le leggi della natura – mi pare che sia riconducibile ad un evento miracoloso.
Miracoloso almeno per noi, se addirittura non lo è in sé, per usare il linguaggio di San Tommaso.
All’interno della Chiesa per verificare un evento miracoloso c’è una commissione apposita di esperti, di scienziati, di teologi e di medici che è chiamata a pronunziarsi.
Alla fine però ci vuole ancora l’approvazione del Papa.

6. Circa il secondo quesito la risposta è negativa perché i miracoli, come tutti i carismi in senso stretto (per intenderci quelli di cui parla San Paolo in 1 Cor 12), sono eventi soprannaturali solo nel loro modo di esprimersi ma non  nella loro sostanza.
In altre parole, il miracolo ha come effetto una realtà che è di ordine naturale. Tale ad esempio è una guarigione, la moltiplicazione dei pani e dei pesci, la risurrezione di un morto, il parlare lingue sconosciute come avvenne una volta per San Domenico che aveva bisogno di parlare in tedesco per nutrire le anime dei suoi compagni di viaggio.
Di soprannaturale qui c’è il modo in cui l’evento si è compiuto. Ma la sostanza, la realtà è di ordine naturale.
Di soprannaturale c’è anche la causa, perché si tratta di una mozione divina.
Invece i sacramenti sono soprannaturali nel loro effetto, oltre che nella causa.
Tale è la grazia di Dio, che viene chiamata anche grazia santificante perché è l’infusione della vita di Dio e della sua stessa presenza nelle anime.
Per questo i teologi dicono giustamente che i Sacramenti sono soprannaturali nella loro sostanza (quoad substantiam) mentre i miracoli sono soprannaturali solo nel loro modo di esprimersi (quoad modum).

Mentre ti ringrazio dei quesiti, ti ricordo al Signore perché ti ricolmi di ogni grazia (sia quoad substantiam sia quoad modum!) e ti benedico.
Padre Angelo