Quesito

Perché se due esseri umani dello stesso sesso si amano è contro natura, mentre se un uomo che per natura dovrebbe essere morto è tenuto in vita solo da delle macchine va bene?


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. liberiamo subito dagli equivoci il nostro modo di esprimersi.
Quando tu parli di due persone dello stesso sesso che si amano non vuoi intendere semplicemente che si vogliono bene.
Perché tutti noi non solo amiamo tante persone dello stesso sesso e persone di sesso diverso, ma siamo chiamati ad amare, e cioè a voler bene a tutti, indipendentemente dal sesso di appartenenza.
Nel tuo linguaggio “amano” invece significa avere rapporti sessuali.

2. Ora dal momento che i sessi sono dissimili e sono fatti l’uno per incontrarsi con l’altro, è evidente che si possono avere rapporti sessuali solo fuori del sesso. Per questo si tratta di un disordine contro natura.
Che le cose stiano così è evidente di per se stesso.
Qui non si tratta di dover scomodare un’autorità religiosa o politica per capire: le cose sono evidenti di per se stesse.

3. Inoltre, dal momento che i sessi sono fatti per incontrarsi in ordine alla procreazione (sono infatti intrinsecamente strutturati proprio per questo fine), quando vengono esercitati da persone dallo stesso sesso, non solo sono esercitati a vuoto, ma anche contro la loro intrinseca finalità.
Per questo si dice che sono contro natura.

4. Inoltre, a detta degli omosessuali stessi, l’esercizio della sessualità contro natura è di per se stesso frustrante. Al di là dell’appagamento legato alla passione, questo persone si sentono depresse, svuotate.
E lo si comprende.
Mentre nel rapporto sessuale normale c’è una promessa legata al dono reciproco (la potenziale capacità di diventare padri e madri), qui invece non c’è niente. Il rapporto non fruttifica ed è assolutamente sterile.

5. Senza dire che nel rapporto sessuale coniugale c’è una donarsi vicendevole ed esclusivo. Infatti nel matrimonio si diventa proprietà l’uno dell’altro. E questo è all’origine di un rapporto che, anche in ordine alla generazione ed educazione dei figli, reclama esclusività e indissolubilità.
Il rapporto omosessuale invece è caratterizzato da esperienze sessuali con vasta pluralità di soggetti. Qui la padrona assoluta è la passionalità e l’infedeltà.

6. Infne fai poi un confronto (polemico a dire il vero) con chi dovrebbe essere morto per natura e lo si tiene in vita solo con delle macchine.
Intanto qui si devono fare alcune distinzioni: quante persone, date per morte, proprio attraverso l’aiuto di determinati apparecchi, hanno ripreso a vivere in pienezza. Quanti sono stati salvati all’ultimo momento!
È vero che senza questi aiuti tali persone sarebbero naturalmente morte. Ma intanto non erano ancora morte. Erano vive. E si è aiutata la natura (la vita) a riprendere per quanto possibile le sue funzioni.
Negli atti omosessuali non si aiuta la natura a compiere il suo corso, ma si tratta di una perversione dell’intrinseco significato della sessualità.

7. Inoltre alcuni interventi clinici si configurano come un accanimento terapeutico. E, come saprai, la Chiesa non ha mai sostenuto l’accanimento terapeutico.
Per accanimento terapeutico si intende l’insieme di iniziative clinico assistenziali di carattere eccezionale che vengono attuate intorno a un malato in condizioni gravissime e già piuttosto prossimo alla fine. Si tratta di un’ostinazione a proseguire terapie, che si sono dimostrate inutili o sproporzionatamente gravose per il malato, per il fatto che non migliorano la sua condizione né impediscono la morte per un tempo ragionevole, e, anzi, di un’ostinazione dannosa per il paziente che viene inutilmente sottoposto a gravi sofferenze.
L’accanimento terapeutico non si configura dunque come un aiuto, ma come un sottoporre il morente a ulteriori sofferenze.

8. Per la precisione si deve anche ricordare che la cura ai malati in stato vegetativo persistente non è equiparabile ad un accanimento terapeutico, anche perché dare da mangiare, da respirare e da bere attraverso strumenti non costituisce una terapia, nello stesso modo che il tuo accostarti ai cibi e prendere una boccata d’aria e un sorso d’acqua non è una terapia, e tanto meno una violenza, ma un aiuto dovuto alle esigenze della nostra natura.

Ti saluto cordialmente, ti ricordo nella preghiera e ti benedico.
Padre Angelo