Quesito

Buongiorno padre Angelo, avrei una domanda da porle:
Perché il corpo risorto ci verrà dato solo alle fine dei tempi nel Giudizio universale e non già nel giudizio particolare?
La ringrazio anticipatamente.
Cordiali saluti.
Pasquale


Risposta del sacerdote

Caro Pasquale,
1. la resurrezione del nostro corpo ha il suo paradigma nella risurrezione di Gesù Cristo.
Orbene, quando Gesù è risorto, non è risorto come Lazzaro che è tornato alla vita precedente per poi morire di nuovo.
Ma ha assunto un corpo glorioso, spirituale, non più soggetto alle penalità e alle necessità della vita presente, pienamente partecipe della vita divina sul quale la morte non ha più potere.
In una parola, quando Gesù è risorto non è tornato indietro, ma è andato avanti.

2. Se uno fosse stato presente al momento della sua risurrezione avrebbe visto svanire il cadavere avvolto dalle bende. Contemporaneamente avrebbe visto le bende che prima ricoprivano il corpo di Gesù ripiegarsi su se stesse.
È quanto hanno constatato Pietro e Giovanni quando andarono al sepolcro. Rimasero stupiti di vedere le bende ordinate nella medesima posizione in cui era stato deposto il Signore nel sepolcro.
Stupiti perché se il corpo di Gesù fosse stato trafugato, l’avrebbero portato via con le bende ormai ben aderenti alla pelle a motivo del siero e dell’aloe messo con abbondanza sul cadavere. Oppure avrebbero tirato via le bende strappandole dalla carne, lasciandole sparpagliate al suolo. Sarebbe stato impossibile trovarle così ben ordinate e posizionate nel perimetro in cui avevano custodito il corpo di Gesù.

3. Si diceva inizialmente che la nostra risurrezione ha il suo paradigma nella risurrezione di Cristo.
Ora se Cristo fosse risorto immediatamente dopo la morte come si sarebbe potuto dire che il suo corpo era morto e successivamente risorto?
Si sarebbe potuto affermare che il suo corpo era svanito nel nulla.
Invece ha voluto rimanere come cadavere fino al terzo giorno perché tutti fossero certi della sua morte.
Diversamente non si sarebbe potuto parlare di risurrezione.

4. Fatte queste permesse, ecco la risposta alla tua domanda.
Se i corpi venissero risuscitati al momento del giudizio particolare che avviene nell’istante successivo alla morte dovremmo vedere svanire il cadavere.
Con questo ci sarebbe tolta immediatamente e in radice la possibilità di onorare e di custodire i corpi dei nostri cari.
Ci verrebbe sottratta la possibilità di dargli un ultimo saluto, celebrare le esequie che talvolta sono un vero trionfo.

5. Per noi è preziosissima la presenza dei resti mortali dei nostri cari.
Nei giorni immediatamente la morte c’è tutto un viavai di persone che vanno a visitare il defunto e pregano per lui.
In passato il defunto veniva vegliato in casa con preghiera pressoché continua, anche di notte.
Inoltre la presenza anche solo del cadavere smuove tanti ricordi e tante emozioni.
Ugualmente se non rimanessero i cadaveri, non potrebbero neanche essere venerati nei cimiteri.
Ora anche queste visite sono preziose perché sono piene di comunione, di preghiere e di affetti. C’è un dare e un ricevere vicendevole.
È una grazia la presenza del cadavere.

6. Molto di più questa presenza è preziosa per noi se si tratta dei corpi dei santi. Gli Atti degli Apostoli ricordano che “Dio intanto operava prodigi non comuni per mano di Paolo, al punto che mettevano sopra i malati fazzoletti o grembiuli che erano stati a contatto con lui e le malattie cessavano e gli spiriti cattivi fuggivano” (At 19,11-12).
A questo proposito giova ricordare che negli esorcismi vengono cacciati i demoni anche imponendo le reliquie dei santi.

7. Questa presenza è preziosa per noi anche perché abbiamo bisogno di vedere in faccia la morte e non semplicemente di essere spettatori dello svanimento del nostro corpo.
Abbiamo bisogno di ricordare ciò che Dio disse subito dopo il peccato originale: “Polvere tu sei e in polvere ritornerai!” (Gn 3,19).
La vista di un cadavere ci tiene in umiltà.

Augurandoti ogni bene, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.

Padre Angelo

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