Quesito

Caro Padre Angelo,
mi chiamo Elena ho 60 anni, sono praticante ma non sono capace di pregare, pur avendone il desiderio.
Qualche volta provo a recitare il rosario ma mentre le mie labbra pregano i miei pensieri volano dappertutto come farfalle.
Stessa cosa quando vado alla messa (tutte le domeniche).
Ho pure tanti dubbi sulla fede quello che più mi assilla e la cosiddetta libertà che Dio ci concede. Siamo costretti ad attraversare una giungla piena di pericoli, con il demonio infinitamente più intelligente e astuto di noi, come facciamo noi povere creature ad arrivare indenni dall’altra parte?
Lei mi dirà con l’aiuto di Dio, ma evidentemente non basta perché molti soccombono in mezzo ai pericoli. Se io vedessi un figlio sull’orlo di un burrone farei di tutto per salvarlo, perché Dio che e onnipotente ci lascia precipitare?
La ringrazio e preghi per la mia fede così superficiale.
Grazie


Risposta del sacerdote

Cara Elena,
1. per fortuna nostra, non c’è solo il demonio che ronza attorno a noi.
Certo, dobbiamo essere attenti alle sue insidie. Ma il demonio, per quanto possa fare, non può mai entrare nell’anima di una persona.
Nel peggiore dei casi, può prendere possesso del corpo.
Ma nell’anima non può penetrarvi.

2. S. Tommaso afferma che è proprio ed esclusivo di Dio penetrare nell’essenza stessa dell’anima (“solus Deus illabitur animae”; Somma teologica, III, 64, 1).
Dio entra in un’anima per mezzo della grazia santificante e “il più piccolo grado di grazia è capace di resistere a qualunque concupiscenza e di meritare la vita eterna” (S. Tommaso, Somma teologica, III, 62, 6, ad 3).

3. San Giacomo ricorda la straordinaria potenza che abbiamo contro i demoni quando dice: “Sottomettetevi dunque a Dio; resistete al diavolo, ed egli fuggirà lontano da voi” (Gc 4,7).
Quando siamo in grazia, il demonio non può far nulla. Fugge, ha paura di noi.

4. Su questa straordinaria potenza Santa Teresina del Bambin Gesù annota nella Storia di un’anima: “Mi ricordo di un sogno che mi capitò verso quell’età e che si incise profondamente nella mia immaginazione. Una notte sognai che uscivo per andare a spasso, in giardino, sola. Giunta agli scalini che bisognava salire per arrivarvi, mi fermai spaventata. Davanti a me, vicino alla pergola c’era un barile di calce, e su questo barile due orribili diavolini ballavano con agilità sorprendente nonostante i ferri da stiro che avevano ai piedi; a un tratto lanciarono verso di me i loro sguardi fiammeggianti, poi, nello stesso momento, parvero assai più spaventati di me, si precipitarono giù dal barile, e andarono a nascondersi nella lavanderia ch’era di faccia. Vedendoli così poco coraggiosi volli vedere cos’andavano a fare, e mi avvicinai alla finestra. I diavolini erano lì, correvano sulle tavole e non sapevano come fare per fuggire il mio sguardo; a momenti si avvicinavano alla finestra, guardavano inquieti se ero ancor lì, e, vedendomi, ricominciavano a correre come disperati. Certo, questo sogno non ha nulla di straordinario, eppure io credo che il Signore mi abbia permesso di ricordarmene per provarmi che un’anima in stato di grazia non ha nulla da temere dai demoni i quali sono vigliacchi, capaci di fuggire davanti allo sguardo di una bambina” (Storia di un’anima, 38).

5. Abbiamo anche l’angelo custode, che non sta solo a fianco, perché quando Dio entra in un’anima, porta con sé in qualche modo tutti gli abitanti del paradiso.

6. Sulle distrazioni nella preghiera e a Messa: ci sono, è inevitabile e forse col crescere dell’età sembrano aumentare.
A volte però tante distrazioni ce le cerchiamo. Se fino all’ultimo, prima di iniziare la Messa, parliamo del più e del meno e ascoltiamo le ultime novità, è difficile rimanere poi raccolti.
Molto dipende alla preparazione.
La stessa così si può dire per la preghiera: è difficile passare dal televisore alla preghiera senza subire una distrazione dietro l’altra.
Per questo nella Sacra Scrittura si legge: “Uomo, prima dell’orazione, prepara la tua anima per non essere come uno che tenta Dio” (Sir 18, 23, Volgata).

Ti assicuro volentieri il ricordo nella preghiera perché la tua fede diventi più robusta.
Ti benedico.
Padre Angelo