Quesito

Rev.do e caro p. Angelo,
le porgo tre domande veloci.
1. Recentemente ho letto l’articolo di un sacerdote che afferma che i peccati contro il sesto comandamento costituiscono sempre materia grave, sebbene con gravità diversa. Potrebbe spiegarmi?
2. Ho uno scrupolo relativo alla confessione. So che non basta confessare generalmente i peccati (es.: ho peccato contro il quinto comandamento, contro il primo, ho peccato contro la carità, etc.), ma d’altra parte mi chiedo fino a che punto si debba entrare nello specifico, specie per i peccati contro il sesto comandamento che sono piuttosto delicati. Spesso mi capita di uscire dalla confessione con lo scrupolo di non aver chiarito bene tutte le circostanze in cui ho commesso un peccato.
3. Esiste un buon libro relativo al sesto comandamento, che possa chiarire molte questioni sull’argomento, da usare anche per la catechesi e per i corsi per fidanzati?
Grazie e come sempre Dio la benedica per quello che fa!
Luisella


Risposta del sacerdote

Cara Luisella,
1. Il magistero della Chiesa nella Dichiarazione Persona humana (29.12.1975) dice: “Ora, secondo la tradizione cristiana e la dottrina della Chiesa, e come riconosce anche la retta ragione, l’ordine morale della sessualità comporta per la vita umana valori così alti che ogni violazione diretta in quest’ordine è oggettivamente grave” (PH l0).

2. Di questa dichiarazione ho messo in corsivo due parole.
La prima è ogni, il che sta a dire in tutti i casi, sempre.
La seconda è oggettivamente. Ciò significa che il giudizio è dato dalla parte della materia, e non dalla parte del soggetto.
Perché dalla parte del soggetto ci sia peccato grave ci vogliono la piena avvertenza della mente e il deliberato consenso della volontà.
Il giudizio soggettivo viene dato in ambito di confessione. Ogni soggetto è a sé.
Ma per quanto riguarda la materia, la Chiesa insegna che nel sesto comandamento c’è sempre materia grave.

3. La medesima dichiarazione ne presenta i motivi: “l’ordine morale della sessualità comporta per la vita umana valori così alti”
Quali sono questi valori così alti?
La Familiaris consortio (22.11.1981) ricorda che “la sessualità, mediante la quale l’uomo e la donna si donano l’uno all’altra con gli atti propri ed esclusivi degli sposi, non è affatto qualcosa di puramente biologico, ma riguarda l’intimo nucleo della persona umana come tale” (FC 11).
Ciò significa che in questo atto la persona si coinvolge nella disposizione di fondo di se stessa.
D’altra parte non si consegna al primo che capita il proprio corpo, con la sua dimensione genitale. E riteniamo un attentato molto grave fare violenza ad una persona proprio nella sua intimità sessuale.

4. Continua la Familiaris consortio: “La donazione fisica totale sarebbe menzogna se non fosse segno e frutto della donazione personale totale, nella quale tutta la persona, anche nella sua dimensione temporale, è presente: se la persona si riservasse qualcosa o la possibilità di decidere altrimenti per il futuro, già per questo essa non si donerebbe totalmente” (FC 11).
I valori così alti sono, in realtà, gli obiettivi intrinseci della genitalità: il dono di sé, l’apertura alla vita e l’attrazione o desiderio.
Il dono di sé, quando viene espresso attraverso la corporeità e la genitalità, è di tale grandezza e di tale impegno da essere aperto alla procreazione. È la natura stessa delle cose a dirlo: i partner si uniscono attraverso le potenze generative, e si donano l’uno all’altro la capacità di diventare padre e madre.
E questo è così evidente e ammesso da tutti che chi non desidera il rischio di un figlio ricorre alla contraccezione, manifestando con l’eloquenza dei fatti che non vuole donarsi in totalità.
Si capisce allora perché un gesto così alto debba essere compiuto in maniera responsabile e perché abbia pieno significato solo all’interno di un rapporto monogamico qual è quello matrimoniale.

5. Anche l’attrazione non è semplicemente pulsione erotica fine a se stessa, ma è desiderio legato a valori ben precisi e alti, quali la chiamata ad aprirsi all’altro in un contesto di complementarietà, di dono e di impegno.
Questi valori sono tra loro interdipendenti e indissolubilmente congiunti: essi stanno insieme o insieme cadono, perché se ne manca uno, anche gli altri vengono meno nel loro genuino significato.
Ora è facile rilevare come nei vari disordini sessuali manchi sempre qualcosa d’essenziale: nella masturbazione manca del tutto la carica oblativa della donazione della persona, nella contraccezione è rifiutata la totalità del dono, nei rapporti prematrimoniali non c’è la sincerità del dono esclusivo ed irrevocabile. La stessa cosa avviene anche nella fornicazione e nell’adulterio. Nell’omosessualità non c’è la complementarità dei sessi e mancano anche le condizioni basilari perché l’amore sia aperto alla vita.

6. I peccati dunque nel sesto comandamento hanno tutti a che fare con materia grave.
Ma, evidentemente, alcuni sono più gravi di altri.
Ad esempio: l’adulterio è più grave della contraccezione.

7. Circa la seconda domanda: è troppo generico dire “ho peccato contro il sesto comandamento”.
Che cosa può capire il sacerdote per poter suggerire quanto si deve fare per emendarsi dal quel peccato?
Ho accennato al punto 5 i vari tipi di peccati. Ognuno è diverso dall’altro, pur avendo tutti la medesima materia.
Come vedi, non si può dire: ho peccato contro il senso comandamento.

8. Circa la terza domanda preferisco indicarti i documenti del magistero della Chiesa che trattano dei singoli peccati.
L’enciclica Humanae vitae (25.7.1968) parla della contraccezione coniugale.
La dichiarazione Persona humana (29.12.1975) parla di tre peccati specifici: autoerotismo (masturbazione), rapporti prematrimoniale e rapporti omosessuali.
L’esortazione postsinodale Familiaris consortio (22.11.1981) riprende e amplia il magistero precedente sul matrimonio e la famiglia. Parla anche delle situazioni irregolari.
Sull’omosessualità vi sono altri documenti della Congregazione per la Dottrina della Fede: Homosexualitatis problema (HP) sulla cura pastorale delle persone omosessuali del 1.10.1986 e altri due interventi sui diritti sociali delle persone omosessuali (23.7.1992) e sul riconoscimento legale delle unioni omosessuali (3.6.2003).

Che il Signore benedica anche te.
A mio volta ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo

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