Quesito

Caro Padre Angelo,
la ringrazio per l’opera spirituale che presta rispondendo a così tanti quesiti.
Ho un grosso problema riguardante la santificazione delle feste. Non manco mai alla partecipazione della Santa Messa nei giorni di precetto e talora anche nei feriali. Tra la fine di ottobre e i primi giorni di novembre dovrei partecipare ad un corso di aggiornamento in ambito lavorativo (non obbligatorio!) addirittura a Lima, in Perù. Data la difficile situazione sociale del posto (mi hanno detto rischio rapine o rapimenti), difficilmente potrei uscire da solo dall’Hotel per partecipare alla Messa domenicale e di Ognissanti. Altrettanto difficilmente potrei convincere qualche collega ad accompagnarmi ad andare insieme a Messa. Secondo lei faccio peccato mortale a rinunciare alla Messa? La prego solo di dirmi la reale posizione della Chiesa al riguardo, poiché anche nel minimo dubbio morale preferirei rinunciare alla partecipazione al corso (che prevede una giornata lavorativa anche il 1 novembre) pur di non peccare.
La ringrazio di cuore ed attendo una sua sincera risposta ricordandola nella preghiera!


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. il catechismo della Chiesa Cattolica dice: “L’Eucaristia domenicale fonda e conferma tutto l’agire cristiano. Per questo i fedeli sono tenuti a partecipare all’Eucaristia nei giorni di precetto, a meno che siano giustificati da un serio motivo (per esempio, la malattia, la cura dei lattanti o ne siano dispensati dal loro parroco) [Cf ibid., 1245]. Coloro che deliberatamente non ottemperano a questo obbligo commettono un peccato grave" (CCC 2181).
Quello che tu mi hai presentato è un serio motivo.
Pertanto alla luce di CCC 2181 non commetti peccato grave se non  partecipi all’Eucaristia in quei giorni festivi.

2. Tuttavia il terzo precetto del Decalogo comanda di santificare le feste.
Se il mezzo ordinario per la santificazione della festa è la partecipazione all’Eucaristia, va pure detto che la santificazione della festa non si risolve solo nella partecipazione alla Messa.
Il Catechismo della Chiesa Cattolica soggiunge: “La domenica è un tempo propizio per la riflessione, il silenzio, lo studio e la meditazione, che favoriscono la crescita della vita interiore e cristiana” (CCC 2186).
Procura pertanto di dedicare alla preghiera e alla meditazione tutto il tempo che avresti impiegato per la partecipazione all’Eucaristia.
Diversamente rimani denutrito e non arricchisci spiritualmente la Chiesa perché è pur vero che quando un’anima prega, con se stessa eleva tutta la chiesa e tutto il mondo.

3. Di dò un’altra indicazione.
Giovanni Paolo II nella lettera Dies Domini (sulla santificazione della festa) scrive che “i fedeli che, a causa di malattia, di infermità o per qualche altra grave ragione, non possono partecipare all’eucaristia sono invitati a unirsi da lontano nel modo migliore alla celebrazione della Messa domenicale, preferibilmente con le letture e preghiere previste dal Messale per quel giorno, come pure attraverso il desiderio dell’Eucaristia.
In molti Paesi, la televisione e la radio offrono la possibilità di unirsi a una celebrazione eucaristica nel momento in cui essa si svolge in un luogo sacro. Ovviamente questo genere di trasmissioni non permette in sé di soddisfare al precetto domenicale, che esige la partecipazione all’assemblea dei fratelli mediante la riunione in un medesimo luogo e la conseguente possibilità della comunione eucaristica. Ma per coloro che sono impediti dal partecipare all’Eucaristia e sono perciò scusati dall’adempiere il precetto, la trasmissione televisiva o radiofonica costituisce un aiuto prezioso, soprattutto se integrato dal generoso servizio dei ministri straordinari che portano l’Eucaristia ai malati” (DD 54).

Ecco, ti ho detto tutto portando i documenti del Magistero.
Se farai quanto ti ho indicato, puoi stare tranquillo in coscienza.
Ti ringrazio del ricordo nella preghiera. Lo ricambio di cuore.
Intanto ti saluto e ti benedico.
Padre Angelo