Quesito

Caro padre Angelo,
per quale motivo l’unzione degli infermi è considerata sacramento se Gesù nel Vangelo non ne parla mai??
La ringrazio in anticipo per la risposta.


Risposta del sacerdote

Carissimo, 
1. l’istituzione del sacramento dell’unzione degli infermi da parte di Gesù e chiarissima.
Si legge nel Vangelo di Marco che “Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando. Chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. (…). Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano” (Mc 6,6-7.12-13).
Gli Apostoli agirono così perché evidentemente gliel’aveva comandato il Signore.

2. Che questo sacramento venisse amministrato fin dall’inizio appare chiaramente dalla lettera di San Giacomo nella quale si legge: “Chi è malato, chiami a sé i presbiteri della Chiesa e preghino su di lui, dopo averlo unto con olio, nel nome del Signore. E la preghiera fatta con fede salverà il malato: il Signore lo rialzerà e se ha commesso peccati, gli saranno perdonati” (Gc 5,14-15).

3. Il concilio di Trento dichiara che questo sacramento è stato istituito da Cristo e promulgato da San Giacomo: “Se qualcuno dirà che l’estrema unzione non è veramente e propriamente un sacramento istituito da Nostro Signore Gesù Cristo (cfr. Mc 6,13) e promulgato dall’apostolo Giacomo (cfr. Gc 5,14s), ma solo un rito ricevuto dai padri e umana invenzione, sia scomunicato” (DS 1716).

4. Non conosciamo in quale momento preciso l’abbia istituito.
Ma è certo che l’ha istituito perché Giacomo dice di ungere i malati “nel nome del Signore” e cioè per comando di Cristo.

5. Prima ancora di Gesù Cristo c’era l’uso di ungere i malvagi. Ma a questa unzione Gesù Cristo ha voluto aggiungere una grazia particolare.
Il sacramento porta al malato la consolazione che Gesù sperimentò nell’orto degli ulivi quando fu visitato da un angelo (Lc 22,43). Conferisce pertanto un sollievo morale e anche la guarigione, se è nella volontà di Dio.
Per mezzo della grazia dello Spirito Santo il malato “si sente rinfrancato dalla fiducia in Dio e ottiene nuove forze contro le tentazioni del maligno e l’ansietà della morte” (Cost. Apostolica Sacram Unctionem infirmorum, (30.X.1972).
Inoltre fa entrare nella logica di Dio. La malattia fa parte di quelle purificazioni passive che Dio permette perché́ “ogni tralcio che porta frutto, il Padre mio lo pota perché porti più frutto” (Gv 15,2). 

6. Serapione di Thmuis morto nel 360 riporta nel suo Eucologio una preghiera molto bella che alcuni studiosi fanno risalire al II secolo: “Invochiamo te, che hai ogni potere e sei il salvatore di tutti gli uomini… Perché tu dal cielo emetta su quest’olio la forza di sanare, e in quanti lo useranno sia a liberazione di ogni languore e infermità, in rimedio contro ogni spirito immondo, in grazia e remissione dei peccati, in rimedio di vita e di salute dell’anima e del corpo, e in perfetta energia” (Enchiridion Patristicum 1241).

Con l’augurio di ogni bene, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo

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