Quesito

Buongiorno carissimo padre Angelo,
In questi giorni ho corretto una persona che ha detto di non credere all’esistenza del maligno, dicendole che così facendo commette un peccato grave di eresia. Tuttavia mi è venuto un dubbio se si possa parlare strettamente di eresia o di altro.
Grazie, cordiali saluti e Dio la benedica.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1.  il domenicano Marcolino Daffara, che è stato un insegne teologo e che ha pubblicato diversi trattati di teologia dogmatica, a proposito dell’esistenza dei demoni introduce così il suo discorso: “L’esistenza degli angeli cattivi è così chiaramente manifesta nella Sacra Scrittura che negarla è del tutto eretico (omino haereticum)” (De Deo Creatore, n. 293).

2. Poi riporta la condanna di papa Giovanni III, del VI secolo: “Se qualcuno dice che il diavolo non sia stato prima un angelo buono fatto da Dio e che la sua natura non sia stata opera di Dio, ma dice che egli sia emerso dal caos e dalle tenebre e che non ha alcun autore di sé, ma che egli stesso sia il principio e la sostanza del male, come dissero Manicheo e Priscilliano, sia anatema” cioè scomunicato” (DS 457). 
Il Papa ne parla dunque come di una creatura esistente e proclama scomunicato chi nega questa dottrina.

3. Il Concilio Lateranense IV (1215) nella definizione contro gli albigesi e i catari dichiara: “Crediamo fermamente e confessiamo apertamente che uno solo è il vero Dio, eterno e immenso, onnipotente, immutabile, incomprensibile e ineffabile, Padre e Figlio e Spirito Santo: tre Persone, ma una sola essenza, sostanza cioè natura assolutamente semplice. (…). Unico principio dell’universo creatore di tutte le cose visibili e invisibili, spirituali e materiali (…).
Il diavolo e gli altri demoni, sono stati creati da Dio naturalmente buoni, mentre da se stessi si sono trasformati in malvagi. L’uomo poi ha peccato per suggestione del demonio” (DS 800).

4. L’esistenza di Satana è attestata nell’Antico Testamento. 
Solo per riportare qualche citazione: nel libro di Giobbe si legge che quando “i figli di Dio si presentarono davanti a Dio, in mezzo a loro andò anche Satana” (Gb 1,6).
Nel libro della Sapienza si legge: “Ma per l’invidia del diavolo la morte è entrata nel mondo e ne fanno esperienza coloro che le appartengono” (Sap 2,24).
Nel libro di Tobia si parla di uno spirito malefico, il demonio Asmodeo: “Poiché Sara era stata data in moglie a sette uomini, ma Asmodeo, il cattivo demonio, glieli aveva uccisi, prima che potessero unirsi con lei come si fa con le mogli” (Tb 3,8).

5. Gesù, come del resto tutto il Nuovo Testamento, danno per scontata l’esistenza del diavolo. Satana tenta il Signore (Mt 4,3-10), sparge la zizzania in mezzo al buon grano (Mt 13,39), tenta i discepoli (Lc 22,3.31), combatte contro la Chiesa (Mt 16,18). È “il principe di questo mondo” (Gv 12,31).
Nuoce agli uomini al punto da poterli possedere. Quando è cacciato via, tenta con maggiori sforzi possibili di mantenere il suo antico dominio (Lc 11,24-26).
Cristo ha potere sul demonio e lo caccia via (Mt 4,24). È venuto per scacciare i demoni con il dito di Dio: “se io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio” (Lc 11,20).
Conferisce ai suoi discepoli il potere sui demoni” (Lc 10,17-20).

6. Sì, ha ragione il padre Marcolino Daffara a dire che chi nega l’esistenza del demonio è certamente eretico.

Con l’augurio di ogni bene, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo

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