Quesito

Caro Padre Angelo,
volevo sottoporle una domanda in merito ad un passo del Vangelo, in particolare all’episodio della "donna cananea"; da un po’ di tempo sto cercando di spiegarmi l’insolito comportamento di Gesù, che sembra quasi essere offensivo nei confronti della donna che non appartiene alla casa d’Israele, ma ancora più incomprensibile, per me, è la risposta che la donna fornisce a Gesù: "Eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dai tavoli dei loro padroni".
La saluto con affetto.
Emanuele


Risposta del sacerdote

Caro Emanuele,
1. la donna cananea non ritenne affatto offensivo che il Signore l’avesse paragonata ai cagnolini.
Non si risente per nulla per le parole con cui Gesù le risponde: “Non è bene prendere il pane dei figli per gettarlo ai cagnolini” (Mt 15,26).
Sapeva bene che gli ebrei si consideravano figli perché popolo eletto.
E accetta volentieri che le prime attenzioni del Messia siano rivolte proprio a favore del popolo eletto.
Inoltre sa bene che lei in quanto pagana era ritenuta impura dagli ebrei e che questi consideravano con disprezzo i pagani, considerandoli e addirittura chiamandoli cani.
I cani erano ritenuti animali impuri e non potevano essere offerti in sacrificio.

2. Tuttavia gridando “Pietà di me, Signore, figlio di Davide. Mia figlia è crudelmente tormentata da un demonio” (Mt 15, 22) questa donna mostra quanto sia grande la sua e fede e la sua umiltà.
Mostra la propria fede perché chiama Gesù “Signore”, titolo che a quei tempi veniva dato solo a Dio. Lo riconosce dunque come Dio.
E poi lo chiama “Figlio di Davide”. E con queste parole riconosce Dio nella sua umanità.

3. Pertanto crede che Gesù in quanto Dio con una parola o con un atto della sua volontà possa liberare sua figlia duramente tormentata dal demonio.

4. C’è da notare che il Signore non la chiama cane, ma usa un’espressione vezzeggiativa: “cagnolini”.
E lei mostra tutta la sua umiltà, la sua fede e la sua speranza dicendo: “Io non chiedo di far parte del popolo eletto o di ricevere i beni promessi per il popolo eletto.
Non ne sono degna.
Chiedo solo una briciola, perché anche i cagnolini si nutrono di quello che casca dalla mensa dei loro padroni”.

5. Di qui allora l’elogio che le fa il Signore: “Donna, davvero grande è la tua fede! Ti sia fatto come desideri” (Mt 15,28).
I cananei erano stati espulsi dagli ebrei dalla Palestina perché li consideravano impuri.
Ed ecco, proprio lei, l’impura, riconosce la divinità e l’umanità di Nostro Signore a fronte degli Scribi e dei Farisei che nonostante i miracoli, la predicazione e la vita santa di Nostro Signore si ostinavano a non riconoscerlo come Dio fatto carne e di lì a non molto lo metteranno in croce.

Con l’augurio che anche tu possa avere la medesima fede e la medesima umiltà della Cananea, ti assicuro la mia preghiera e ti benedico.
Padre Angelo