Quesito

Caro Padre Angelo,
Io penso che almeno le tre virtù teologali vengano impresse da Dio nella persona dal momento del concepimento, anche perchè Dio disse: “Facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza”, non solo, ma anche S. Agostino ci ricorda che l’uomo è “Capax Dei”; ora, penso, che se la salvezza di Gesù é per tutto il genere umano, del passato, presente e futuro, il Battesimo  è anche  la risposta profonda e impegnativa dell’uomo credente a Dio, oltre ad essere quello che già sappiamo…
Come dire, dal momento del concepimento Dio mette il suo sigillo nel nostro cuore, e una scintilla di fede, speranza e carità, che l’uomo poi col suo impegno e la sua risposta al Creatore, col Battesimo e gli altri Sacramenti dell’Iniziazione cristiana fa crescere nella propria vita spirituale, fino a portare a maturità queste virtù; ancora, secondo me, da “potenza” diventa “atto” nel momento in cui l’uomo prende coscienza del suo essere creatura amata da Dio e quindi corrisponde al piano salvifico di Dio sulla propria vita, anche con i Sacramenti dell’iniziazione cristiana.
Vorrei, cortesemente, una vostra opinione su quello che ho scritto poc’anzi e se rientra nell’ortodossia della Chiesa.
Don P. F.


Risposta del sacerdote

Caro don P. F.,
il pensiero che hai esposto non rientra nell’ortodossia della Chiesa per diversi motivi.

1. Intanto bisogna ricordare che cosa sono le virtù teologali.
Il Catechismo della Chiesa Cattolica dice: “La Santissima Trinità dona al battezzato la grazia santificante, la grazia della giustificazione che lo rende capace di credere in Dio, di sperare in lui e di amarlo per mezzo delle virtù teologali” (CCC 1266)”
Come vedi, le virtù teologali sono radicate nella grazia, che è una partecipazione alla vita sopranaturale di Dio, sono infuse insieme con la grazia e ne costituiscono il dinamismo operativo.

2. Se la grazia venisse data fin dal primo istante del concepimento sparirebbe il dogma dell’Immacolata concezione con quale si crede che la Madonna “per singolare privilegio e in vista dei meriti di Cristo fu esentata dal peccato originale”.
Ora tutti noi siano nati col peccato originale e questa macchia viene tolta in linea ordinaria col Battesimo.

3. Duplice è l’immagine di Dio di cui viene rivestito l’uomo.
La prima immagine è di ordine naturale e rimane impressa in tutti nonostante il peccato.
Sant’Agostino la trova nella nostra anima, in quanto sarebbe dotata di tre facoltà: nella memoria siamo ad immagine del Padre, nell’intelletto ad immagine del Figlio, nella volontà ad immagine dello Spirito Santo.
San Tommaso identifica la memoria spirituale con l’intelletto e dice che nella sostanza dell’anima siamo ad immagine del Padre, nell’intelletto ad immagine del Figlio, nella volontà ad immagine dello Spirito Santo.
Il Concilio Vaticano II ricorda che “la libertà è il segno altissimo della nostra somiglianza con Dio” (GS 14)
Questa dottrina è ripresa dal CCC: “In virtù della sua anima e delle sue potenze spirituali d’intelligenza e di volontà, l’uomo è dotato di libertà, « segno altissimo dell’immagine divina” (CCC 1705).

4. Certo, l’uomo è stato creato ad immagine di Dio e fin dall’inizio è stato rivestito della grazia.
Persa però la grazia, non ha perso del tutto l’immagine di Dio.
Questa è rimasta, ma non più nel suo splendore soprannaturale.
È rimasta in quanto è impressa nella natura.

5. San Paolo quando dice che siamo ad immagine di Dio non porta semplicemente questo motivo, che potremmo dire è di ordine naturale.
Parla di un’altra immagine, infinitamente più bella: “Poiché quelli che egli da sempre ha conosciuto, li ha anche predestinati a essere conformi all’immagine del Figlio suo, perché egli sia il primogenito tra molti fratelli” (Rm 8,29).
Per questo siamo chiamati “a rivestire l’uomo nuovo, creato secondo Dio nella giustizia e nella vera santità” (Ef 4,24).
Questa nuova o seconda immagine ci conforma direttamente a Cristo, nella dignità di figli. È di ordine soprannaturale e viene impressa in noi attraverso il sigillo o carattere battesimale.

6. Siamo “capax Dei” (capaci di Dio) come dicono sant’Agostino e san Tommaso, non perché siamo creati in grazia, ma perché in noi ci sono le premesse per poter diventare figli di Dio.
Queste premesse non ci mettono ancora in comunione con Dio, perché la comunione di figli è di ordine soprannaturale.
Non si nasce infatti figli di Dio, ma lo si diventa. E lo si diventa quando si accoglie il Figlio, accogliendo dentro di sé un germe di vita divina.
San Giovanni su questo punto è molto chiaro: “A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio” (Gv 1,12).
San Giovanni lascia quindi trapelare che qualcuno, pur essendo chiamato a diventarlo, non lo divenga perché non accoglie il Signore.
I medievali, quando affermavano che l’uomo è capax Dei dicevano che esiste nell’uomo la “potenza obedienziale” a diventarlo. E spiegavano che questa potenza obedienziale è non-ripugnanza o non-impossibilità da parte della nostra natura a diventarlo. Come dicevo sopra, dotandoci di un’anima razionale e spirituale Dio ha messo in noi le premesse per poterlo diventare.
Ma il diventarlo dipende unicamente dalla benevolenza del Signore e dalla nostra risposta permeata dalla grazia.

7. Quando dici che le virtù teologali ci vengono date in potenza, ma diventano atto solo con la nostra risposta, fai un altro errore.
Che significa donare le virtù teologali in potenza?
Se questa potenza corrisponde a qualcosa di reale infuso in noi, allora ci vengono donate in atto. Magari in atto primo, come in atto primo ci viene donata l’intelligenza, la quale poi si esprime in atti secondi quando passerà a conoscere.
Se invece non corrispondono a qualcosa di reale infuso in noi, non ci sono. E allora non ci vengono donate.
Tu sei prete: nel giorno della tua ordinazione sacerdotale ti è stato infuso il “carattere”.
Prima eri prete in potenza. E cioè non lo eri, ma avevi sono le premesse indispensabili comuni a tutti per poterlo diventare.

8. Infine il Battesimo non è solo la nostra risposta a quanto Dio avrebbe già fatto fin dall’istante del concepimento.
Il Catechismo della Chiesa Cattolica indica con precisione alcune cose che avvengono col Battesimo: “Mediante il Battesimo siamo liberati dal peccato e rigenerati come figli di Dio, diventiamo membra di Cristo; siamo incorporati alla Chiesa e resi partecipi della sua missione” (CCC 1213).
Col Battesimo invece avvengono in noi tante cose nuove che prima non c’erano.

Ti ringrazio per la fiducia e, in unione di preghiere, ti auguro un fecondo ministero.
Padre Angelo

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