Quesito

Caro Padre,
da qualche mese sono “ritornata all’ovile” e mi sforzo di vivere cristianamente. Dopo tante impurità commesse, da cui mi sono liberata attraverso la confessione ed un sincero pentimento, vorrei vivere i miei rapporti con mio marito in modo puro, ma lui non ne vuole sapere.
Così, se da una parte io desidero avere rapporti, come si dice, “aperti alla vita”, egli per paura di una mia nuova gravidanza ricorre puntualmente all’eiaculazione fuori dalla vagina. Ciò mi fa soffrire molto, perché pur non desiderando io concludere così il rapporto, mi sento in peccato. L’altro giorno non ho fatto la comunione proprio per questo motivo: avrei potuto farla ugualmente, visto che ho dovuto “subire” tale impurità?
Altro quesito: nel caso di un’altra gravidanza, si tratterebbe per me dell’ultima, così come dicono i medici, in quanto arriverei ad avere già tre cesarei. Ciò significa, a quanto mi è stato detto, che dovrei ricorrere alla legatura delle tube: ma la Chiesa può accettare questa pratica o l’uso di altri contraccettivi in casi in cui si dovrebbe tutelare preventivamente la salute della madre? Come dovrei comportarmi? Dovrei vivere in piena castità, considerando anche che il mio ciclo è a volte irregolare e non mi potrei fidare dei metodi naturali?
Un grazie anticipato per la risposta ed una preghiera speciale per me e per mio marito.
Angela


Risposta del sacerdote

Carissima Angela,
1. Sono contento che tu sia tornata a Cristo. Sono convinto che adesso ti senti rivivere.
Lui è la ragion d’essere della nostra esistenza e anche del nostro essere padri e madri.
Come il raggio di sole non vive per se stesso, ma per comunicare la luce e il calore del sole, così anche noi: siamo chiamati all’altissima dignità di vivere in comunione con Gesù Cristo, di avere accesso ai suoi pensieri e ai suoi sentimenti, di prenderne possesso. di sentire in noi la sua presenza viva e operante, di comunicare e irradiare tutto questo attorno a noi.
Il peccato mortale fa perdere la presenza viva e operante di Cristo dentro di noi. E penso che ormai tu questo lo avverta in maniera chiarissima.

2. Quanto tuo marito fa all’interno del matrimonio contraddice il disegno di Dio sulla sessualità e costituisce peccato.
Tu subisci questo atto, che ormai non approvi.
Ma, poiché lui non ne vuole sapere di comportarsi secondo Dio, alla fine vi acconsenti.

3. Qual è il grado di responsabilità in questa cooperazione ad un’azione in se stessa cattiva e sgradita a Dio?
Ti trascrivo l’insegnamento della Chiesa: “Se il marito nell’uso del matrimonio vuole commettere la colpa di Onan, spargendo cioè il seme al di fuori del vaso naturale, dopo aver iniziato la copula, e minaccia di morte o di gravi molestie la moglie se non si sottomette alla sua perversa volontà, la moglie, secondo l’opinione di provati teologi, può in questo caso congiungersi così con suo marito, dal momento che lei da parte sua dà corso ad una cosa ed azione lecita, mentre permette il peccato del marito per un grave motivo che la scusa, poiché la carità, per la quale sarebbe tenuta ad impedirlo, non obbliga di fronte ad una così grave molestia” (DS 3634).

4. Ugualmente nella Casti Connubii Pio XI dice: “E sa anche bene la S. Chiesa che non di rado uno dei coniugi subisce piuttosto il peccato anziché esserne causa, quando per ragione veramente grave permette la perversione dell’ordine dovuto, alla quale pure non consente, e di cui quindi non è colpevole, purché memore, anche in tal caso, delle leggi della carità, non trascuri di dissuadere il coniuge dal peccato e allontanarlo da esso” (DS 3718).

5. Capisco come mai tu ti senta in peccato: si tratta pur sempre di un’azione che offende il Signore e poi perché non ci sono quei gravi motivi di cui parla il Magistero e che costringono a subire.
E allora hai fatto bene ad astenerti dalla Santa Comunione, cercando di provvedere prima alla Confessione.

6. Mi chiedi se esista qualche contraccettivo lecito per difendersi da una maternità che graverebbe sulla salute fisica della donna.
Nessun contraccettivo è lecito per impedire una gravidanza all’interno del matrimonio. La legatura delle tube è una forma di contraccezione.

7. Rimane il ricorso ai metodi naturali, che se ben conosciuto e ben usato, dà la massima sicurezza.
La combinazione di più metodi naturali (perché ve ne sono molti) accresce tale sicurezza.
Il ricorso ai questi metodi è validissimo anche proprio nel caso di ciclo irregolare.

8. Assicuro la mia preghiera per te e per tuo marito perché possiate giungere a vivere quest’aspetto così importante della vita coniugale sulla stessa lunghezza d’onda.
Se tuo marito giungerà a questo, sarà contento e si accorgerà della differenza essenziale che esiste tra un atto coniugale compiuto secondo i disegni di Dio da un atto che li sovverte.

Ti ringrazio della fiducia e ti benedico.
Padre Angelo