Quesito

Gentile Padre Angelo,
la morale cattolica condanna l’uso dei contraccettivi e al riguardo ho letto le sue risposte e credo che siano piuttosto chiare. Vorrei, con suo permesso, proporLe una riflessione e sentire che cosa ne pensa.
Vorrei rivolgere queste poche righe a tutti coloro che ricorrono alla contraccezione (preservativo, diaframma,ecc). Non entro nel merito “stretto” della questione (se sia o meno lecito l’uso di tali sistemi) quanto su un aspetto che troppo spesso viene dimenticato ma che può essere utile richiamare.
I contraccettivi non garantiscono comunque una protezione totale dalle gravidanze. Cosa può accadere nel caso in cui si inizi una gravidanza quando assolutamente la si vuole evitare? Avere rapporti con contraccettivi non significa necessariamente essere sicuri di non avere figli: si riducono le possibilità, ma non si annullano. E se ciò avviene ugualmente? Ogni rapporto deve essere aperto alla vita, ogni persona che compie un atto d’amore deve essere consapevole che può generare una vita e deve essere pronta ad accoglierla. Ricorrere ai contraccettivi può essere molto rischioso qualora non si desideri una gravidanza. In caso si verifichi comunque un concepimento si è disposti poi a sostenere fino in fondo la vita? Non si rischiano poi errori ancora più gravi e dolorosi?
La ringrazio e la saluto


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. sì, i contraccettivi hanno i loro limiti e la loro fallacia.
Si può applicare anche ai preparati contraccettivi quando si legge nella Sacra Scrittura: “Di ogni cosa perfetta ho visto il limite, solo la tua legge non ha confini” (Sal 119,96).
È riconosciuto da tutti che i contraccettivi hanno i loro limiti.
Ed è per questo che oggi si cerca di renderli più sicuri facendo in modo che oltre ad essere contraccettivi, siano anche contragestativi. In altri termini, nel caso in cui non funzionassero come contraccettivi, si fa in modo che impediscano almeno l’attecchimento nell’utero, e cioè che funzionino come abortivi.

2. La tua osservazione induce a fissare l’attenzione su quanto può passare nella mente di chi fa contraccezione qualora si accorgesse che quella volta il contraccettivo non ha funzionato.
Tu non osi pronunciare la parola aborto. Ti limiti a dire: In caso si verifichi comunque un concepimento si è disposti poi a sostenere fino in fondo la vita? Non si rischiano poi errori ancora più gravi e dolorosi?
Giovanni Paolo II parla in maniera più esplicita e denuncia l’intima connessione tra contraccezione e aborto.
Nell’enciclica Evangelium vitae scrive: “Si afferma frequentemente che la contraccezione, resa sicura e accessibile a tutti, è il rimedio più efficace contro l’aborto. Si accusa poi la Chiesa cattolica di favorire di fatto l’aborto perché continua ostinatamente a insegnare l’illiceità morale della contraccezione.
L’obiezione, a ben guardare, si rivela speciosa. Può essere, infatti, che molti ricorrano ai contraccettivi anche nell’intento di evitare successivamente la tentazione dell’aborto. Ma i disvalori insiti nella mentalità contraccettiva – ben diversa dall’esercizio responsabile della paternità e maternità, attuato nel rispetto della piena verità dell’atto coniugale – sono tali da rendere più forte proprio questa tentazione, di fronte all’eventuale concepimento di una vita non desiderata.
Di fatto la cultura abortista è particolarmente sviluppata proprio in ambienti che rifiutano l’insegnamento della Chiesa sulla contraccezione. Certo, contraccezione ed aborto, dal punto di vista morale, sono mali specificamente diversi: l’una contraddice all’integra verità dell’atto sessuale come espressione propria dell’amore coniugale, l’altro distrugge la vita di un essere umano; la prima si oppone alla virtù della castità matrimoniale, il secondo si oppone alla virtù della giustizia e viola direttamente il precetto divino ‘‘non uccidere’.
Ma pur con questa diversa natura e peso morale, essi sono molto spesso in intima relazione, come frutti di una medesima pianta. (…).
Purtroppo la stretta connessione che, a livello di mentalità, intercorre tra la pratica della contraccezione e quella dell’aborto emerge sempre di più e lo dimostra in modo allarmante anche la messa a punto di preparati chimici, di dispositivi intrauterini e di vaccini che, distribuiti con la stessa facilità dei contraccettivi, agiscono in realtà come abortivi nei primissimi stadi di sviluppo della vita del nuovo essere umano” (EV 13).

3. Oggi si parla molto di sesso sicuro.
Sicuro da che cosa?
La risposta ovvia e più comune vuol dire che è sicuro dagli effetti indesiderati, e cioè dalla gravidanza.
A questo effetto però se ne aggiungono altri: è sicuro che non si tratta di vero amore, perché non ci si mette in gioco fino in fondo.
E così la sessualità, che è stata voluta da Dio perché i coniugi si donino senza riserve, viene svuotata del suo significativo procreativo e del suo significato di vero amore.
È come se si volesse accendere il fuoco e subito gli si buttasse sopra dell’acqua per evitare gli effetti indesiderati, e cioè che bruci. Non servirebbe ad altro che a spegnerlo. Nel nostro caso, si va a spegnere la cosa più bella che la sessualità racchiude, e cioè l’amore vero, il dono sincero di sé.

Ti ringrazio di aver attirato l’attenzione su queste contraddizioni.
Ti assicuro una preghiera e ti benedico.
Padre Angelo

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