Mi spieghi il significato della condanna n. 33 del pensiero di Lutero

////Mi spieghi il significato della condanna n. 33 del pensiero di Lutero

Mi spieghi il significato della condanna n. 33 del pensiero di Lutero

Quesito

Gentile Reverendo Padre Angelo Bellon
Recentemente ho letto la bolla "Exsurge Domine" di Papa Leone X. Essa condanna le tesi di Martin Lutero, 41 in totale. Mi ha molto colpito la condanna della proposizione numero 33 che recita:
"È contro la volontà dello Spirito che gli eretici siano bruciati".
Volevo chiederle il motivo di questa condanna, in cosa esattamente consista questa condanna e che valore essa abbia dal punto di vista di Magistero.
Rinnovo i miei più vivi apprezzamenti per le risposte riportate nel sito che leggo ogni giorno con molto interesse.
La ringrazio in anticipo delle risposte.
Sarò felice di ricordarla nelle mie preghiere.
Marchesini

Risposta del sacerdote

Caro Marchesini,
bisogna ricordare il contesto dottrinale in cui Leone X ha condannato la proposizione di Lutero.
Lutero affermava che le sacre Scritture vanno interpretate secondo il libero esame.
A questo punto, evidentemente, non vi sarebbero eresie perché ognuno può far dire alla sacra Scrittura quello che vuole.
Il papa gli rispose ricordando che proprio la Sacra Scrittura, di cui è autore lo Spirito Santo, dice di “togliere il malvagio di mezzo a voi” come ricordano San Paolo nella 1 Cor 5,13 e Mosé in Deuteronomio 13,6.
In Deuteronomio 13,6 si parla proprio di chi insegna a percorrere vie sbagliate. Vi si legge: “Quanto a quel profeta o a quel sognatore, egli dovrà essere messo a morte, perché ha proposto l’apostasia dal Signore, dal vostro Dio, che vi ha fatti uscire dal paese di Egitto e vi ha riscattati dalla condizione servile, per trascinarti fuori della via per la quale il Signore tuo Dio ti ha ordinato di camminare. Così estirperai il male da te”.
E san Paolo, appellandosi a quest’affermazione e applicandola a chi insegna a fare cose contrarie alle Scritture, dice: “Non sapete che un pò di lievito fa fermentare tutta la pasta? Togliete via il lievito vecchio” (1 Cor 5,6-7).
Nell’Antico Testamento per la bestemmia era prevista la pena di morte. E la bestemmia non consisteva soltanto nell’imprecare contro Dio, ma anche nell’affermare cose contrarie a Dio. In questo senso i sommi sacerdoti intesero le parole di Gesù che aveva affermato di essere il Cristo, il Figlio del Dio benedetto.
Questo è quanto materialmente si trae dalla Scrittura.
È invece un altro paio di maniche dire che oggi gli eretici vadano bruciati.
Oggi la Chiesa elimina il male in altro modo, e cioè insegnando, proponendo e, quando è necessario, anche condannando.
La Chiesa ci tiene a distinguere l’errore dall’errante.
L’errore va sempre condannato. L’errante invece va salvato.
Ma non dobbiamo dimenticare che nei tempi passati la pena di morte vigeva dappertutto e che gli eretici spesso non erano semplicemente persone che dissentivano dal magistero della Chiesa, ma erano anche saccheggiatori dei beni dei cattolici e talvolta anche omicidi.
E la Chiesa si difendeva con i mezzi allora vigenti.

Ti ringrazio delle preghiere e della domanda.
Ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo

Di |2007-02-22T15:00:00+00:0022 febbraio 2007|Un sacerdote risponde - Varie - Generale|