Caro Rev. Padre Angelo,
Le scrivo per chiederle come, mediante le virtù teologali, Dio si comunica alle persone limitate. Ad esempio un bambino battezzato – in possesso delle tre virtù teologali – che possiede un grave autismo – anche con presenza di completa agenesia di corpo calloso – quindi con estrema difficoltà di relazioni umane e sopratutto di apprendimento, come fa a conoscere Dio? O meglio, come fa a relazionarsi con Dio mediante le virtù teologali? Essendo le virtù abiti e quindi gli permangono dopo il battesimo, come si manifestano in lui? Tali domande mi sono venute perché frequento una casa della carità che ospita persone limitate. Osservando gli ospiti durante le preghiere e la vita di casa si riesce a distinguere (percepire) la loro relazione con Dio, tuttavia, per un bambino con i sintomi descritti sopra non rieco a capire come si relaziona con Dio, o meglio come Dio si comunica a lui. Infine in tal caso mancando la seconda condizione per ricevere il Corpo di Cristo – sapere chi si va a ricevere – è lecito far comunicare il bambino?
Ringrazio ancora per la sua disponibilità e attendo un suo gentile riscontro.
Cordiali saluti,
Marco


Caro Marco,
1. è difficile per noi poter dire in quale maniera un bambino con gravi limiti mentali si relazioni personalmente con Dio.
Di certo però sappiamo una cosa: che Dio mediante la grazia si relaziona personalmente con lui e fa con un bambino con gravi limiti di apprendimento quanto fa con un bambino normale che non è ancora giunto all’uso di ragione.

2. Intanto con la grazia stabilisce la sua dimora dentro di Lui.
Questa presenza di suo è santificante.
E dal momento che il bambino con gravi limiti di apprendimento non è responsabile delle proprie azioni, quel bambino diventa in qualche modo come un tabernacolo del Dio vivente in mezzo a noi.
Questa presenza fa del bene a lui e a tutto quello che lo circondano.

3. Il Signore, oltre ad adornare con la grazia santificante l’anima di quel bambino, la dota anche delle virtù teologali e dei doni dello Spirito Santo che lo configurano ulteriormente a Cristo.
E sebbene queste virtù per quanto noi ne possiamo sapere rimangono per ora inattive tuttavia lo rendono simile a Dio nel suo operare e gli conferiscono la capacità di regnare eternamente con Cristo nella vita futura e di fare un grande bene dal Cielo.
Dal Cielo saprà sdebitarsi con chi lo ha amato e servito per amore di Gesù Cristo.
Un bambino battezzato con grandi limiti è dunque un capitale prezioso.

4. Penso anche che ci possa essere in lui qualche progresso nella vita di grazia in virtù delle preghiere che tanti fanno per lui.
C’è da chiedersi se il suo Angelo custode, se la Beata Vergine Maria che è sua Madre e i suoi Santi protettori rimangano insensibili alle preghiere e alla dedizione di molti nei suoi confronti e se non intercedano davanti a Dio per un aumento gratuito della grazia analogamente all’infusione anch’essa gratuita della grazia che ha ricevuto nel momento del Battesimo per le preghiere e per l’affetto di coloro che gli volevano bene.

5. In ogni caso di una cosa siamo certi, e cioè di quanto ha ripetuto diverse volte Nostro Signore: e cioè che primi saranno gli ultimi e gli ultimi i primi.
È vero che Nostro Signore ha proferito queste parole con un ben preciso indirizzo, ma non è sbagliato applicarle anche ai bambini fortemente limitati che agli occhi del mondo sono gli ultimi, ma davanti a Dio possono essere tra i primi e ed essere tali eternamente.

6. Sulla possibilità di dare loro la Santa Comunione ci si attiene a questo criterio: se sanno discernere la diversità di quel Pane da qualsiasi altro pane gliela si dà.
Se vi è pericolo di profanazione ci si asterrà.
A questo proposito non va dimenticata la prassi della Chiesa bizantina di dare qualche goccia della specie del vino consacrato al neonato in occasione del Battesimo.

Ti ringrazio del quesito, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo