Le opere di misericordia e le persone moleste

Le opere di misericordia e le persone moleste

Quesito

Caro Padre Angelo,
nel fare l’esame di coscienza mi soffermo, tra le altre cose, sulle “Opere di misericordia”. Mi piacerebbe sapere a quando risale la comune formulazione che conosciamo e come è nata. Mi domando, inoltre, che cosa si intende esattamente per “persone moleste” e perchè è così importante per un cristiano imporsi di sopportarle, dal momento che spesso, forse troppo spesso, siamo disposti a sopportare persone che detestiamo, per raggiungere un obiettivo che ci sta a cuore (nella carriera, nella vita di relazione, ecc.).
Chiedo umilmente scusa per la mia ignoranza e La ringrazio per la Sua pazienza e disponibilità.
Giulia


Risposta del sacerdote

Carissima Giulia,
1. chi ha elencato le opere di misericordia in numero di 14 (di misericordia corporale e 7 di misericordia spirituale) è stato Lattanzio, un autore cristiano morto nel 325, definito da Pico della Mirandola “il Cicerone cristiano”.
Le opere di misericordia corporale elencate da Lattanzio sono le seguenti: dar da mangiare agli affamati, dar da bere agli assetati, vestire gli ignudi, alloggiare i pellegrini, visitare gli infermi, visitare i carcerati, seppellire i morti.
Quelle spirituali sono: consigliare i dubbiosi, insegnare agli ignoranti, ammonire i peccatori, consolare gli afflitti, perdonare le offese, sopportare pazientemente le persone moleste, pregare Dio per i vivi e per i defunti.
Va detto però che Lattanzio ha voluto esemplificare le opere di misericordia. Esse sono ben più di 14. Sono tante quante per le quali si cerca di alleviare le miserie umane. E queste sono pressoché infinite.

2. Persone moleste sono quelle che ci procurano qualche fastidio e mettono a dura prova le nostre virtù.
La loro presenza nella nostra vita è provvidenziale, perché altrimenti correremmo il rischio di ritenerci buoni e santi solo perché non siano stati messi alla prova.
Si può dire che uno è un bravo calciatore o atleta solo dopo la gara.
Se non gareggia mai, si potrebbe trattare solo di illusione.
Sembra che san Paolo alluda alla presenza di una persona molesta quando dice di avere una spina nella carne: “Perché non montassi in superbia per la grandezza delle rivelazioni, mi è stata messa una spina nella carne, un inviato di satana incaricato di schiaffeggiarmi, perché io non vada in superbia. A causa di questo per ben tre volte ho pregato il Signore che l’allontanasse da me. Ed egli mi ha detto: «Ti basta la mia grazia; la mia potenza infatti si manifesta pienamente nella debolezza». Mi vanterò quindi ben volentieri delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo” (2 Cor 12,7-9).

Ti ringrazio per la domanda, ti saluto, ti prometto un ricordo nella preghiera e ti benedico.
Padre Angelo