Quesito

Mi perdoni,
sono Salvatore C. e le scrivo per avere questa informazione:
ho inteso che durante l’anno c’è l’obbligo di comunicarsi solo a Pasqua e per tutte le domeniche del periodo pasquale.
Le chiedo conferma se ciò sia vero e se quindi si può per assurdo frequentare la messa domenicale (ad esempio del tempo per annum) senza obbligo di farsi la comunione.
Altrettanto le chiedo gli obblighi esatti inerenti la preghiera quotidiana: quante volte il cristiano è in obbligo di pregare al giorno?
E’ d’obbligo l’esame di coscienza alla fine della giornata e la conseguente recita dell’atto di dolore?
Quali sono in ultimo le preghiere obbligatorie da recitare ad esempio la mattina e la sera?
Ringraziandola anticipatamente per la risposta,
Salvatore


Risposta del sacerdote

Caro Salvatore,
1. esiste un precetto sancito dal Concilio lateranense IV (anno 1215) che stabilisce di confessarsi almeno una volta all’anno e comunicarsi a Pasqua.
Il precetto non sta ad indicare il meglio della vita del cristiano, ma il minimo che si debba fare per vivere con coerenza la propria vita di fede.
Con questo precetto la Chiesa vuole stimolare i credenti a vivere in grazia di Dio e a nutrirsi di Gesù.
Il Signore ha detto: “Se non mangerete la carne del Figlio dell’uomo, non avrete in voi la vita” (Gv 6,54).
L’intima comunione con Dio attuata con un’anima pura permette di gustare le realtà celesti, di ricevere protezione e di adorare Dio come si conviene.

2. Se c’è l’obbligo di comunicarsi almeno a Pasqua o nel periodo pasquale, la Chiesa però invita a nutrirsi sacramentalmente di Cristo ogni volta che si partecipa alla Messa. Questo corrisponde anche alla verità dei segni.
Il Catechismo della Chiesa Cattolica ricorda che “la celebrazione del sacrificio eucaristico è totalmente orientata all’unione intima dei fedeli con Cristo attraverso la Comunione. Comunicarsi è ricevere Cristo stesso che si è offerto per noi” (CCC 1382).
E ancora: “È conforme al significato stesso dell’Eucaristia che i fedeli, se hanno le disposizioni richieste, si comunichino ogni volta che partecipano alla Messa” (CCC 1388).
Le disposizioni richieste riguardano lo stato di grazia e la confessione previa dei peccati mortali commessi.

3. A stretto rigore di precetto viene chiesto di fare la S. Comunione a Pasqua, e cioè almeno nel periodo pasquale.
Ma non è prescritto di fare la S. Comunione in tutte le domeniche del periodo pasquale.

4. Mi chiedi se per assurdo si possa frequentare la messa domenicale senza obbligo di fare la comunione.
Non è “per assurdo”, ma è secondo la verità delle cose che chi non è in comunione con Dio attraverso lo stato di grazia debba prima riconciliarsi con Lui nella Confessione sacramentale.
Ci sono, ad esempio, situazioni in cui uno persevera oggettivamente nello stato di peccato e non possa fare la Comunione, sebbene abbia l’obbligo di partecipare alla s. Messa. Penso ai divorziati risposati o ai conviventi.
Ma vi sono tante altre persone che magari non hanno a disposizione un confessore e non possano fare la Comunione.
Penso anche a chi, pur essendo in grazia di Dio, poco prima della Messa si è innervosito al punto tale che riconosce di non avere l’animo disposto per vivere una serena e raccolta comunione col Signore.

5. Per la preghiera quotidiana: non vi sono obblighi stretti sui tempi, anche se l’esperienza ha portato a circoscrivere alcuni momenti precisi (mattino e sera) per stare uniti al Signore con la preghiera.
È un discorso analogo a quello che si fa per il cibo. Si sa che è necessario nutrirsi per stare in piedi e svolgere il proprio lavoro. Ma circoscrivere i pasti in tre momenti della giornata deriva da una esigenza di ordine e di buon senso.

6. Tuttavia se per i pasti si deve mettere un limite, non è così per la vita di preghiera, perché si avverte l’esigenza di intensificarla sempre di più.
Per questo man mano che si va avanti si sente il gusto e il fervore della preghiera al punto che non la si sente come un obbligo, ma come un’esigenza vitale, analoga a quella del respiro.

7. L’esame di coscienza alla fine della giornata non è obbligatorio, ma è bene farlo. Lo si può fare anche recitando il santo Rosario, che è una preghiera molto larga all’interno della quale, alla luce degli eventi della vita di Cristo, si può ripassare la nostra giornata.
La stessa cosa vale per l’atto di dolore.

8. Le preghiere che ci dovrebbero essere sempre sono le seguenti: il Ti adoro, mio Dio, il Padre nostro, l’Ave Maria, il Gloria al Padre, L’Angelo di Dio, l’eterno riposo.
Raccomandatissima dalla Madonna stessa è la preghiera del S. Rosario.
Porta sempre la corona benedetta in tasca e recitalo quotidianamente per le tue necessità, per quelle del tuo prossimo e per quelle della Chiesa.

Ti saluto cordialmente, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo