La mia prima esperienza a Lourdes non mi ha cambiato la vita e credo che per ora sia un bene

////La mia prima esperienza a Lourdes non mi ha cambiato la vita e credo che per ora sia un bene

La mia prima esperienza a Lourdes non mi ha cambiato la vita e credo che per ora sia un bene

Quesito

Caro Padre Angelo, Ave Maria!
Traggo dalle Sue risposte ai quesiti interiori di molti un grande sollievo e di questo La ringrazio.
Avrei molto da sottoporre alla Sua attenzione, ma data la mia incapacità di sintesi che noterà di sotto mi limito a poco.
Tornando da un pellegrinaggio a Lourdes con alcuni confratelli del Suo ordine, ho avuto modo di scambiare alcuni confronti con diversi fedeli.
Io non so se certe mie impressioni siano il frutto di una ben radicata aridità spirituale che sento ancora di avere, perciò con le critiche che purtroppo dovrò muovere per esporre i miei quesiti presento anche le mie scuse.
La mia prima esperienza a Lourdes, non mi ha cambiato la vita e credo che per ora sia un bene; se ha fatto qualcosa, forse ha ampliato l’intensità dei miei momenti di pace e di turbamento esistenziale.
Pur non negando a priori che sia successo qualcosa in quel paese, trovo estremamente difficile andare oltre la cortina idolatrica e puramente emotiva e commerciale.
Cercando di non cadere nelle rigide presunzioni del protestantesimo, ammetto che la spiritualità umana può essere mossa e incoraggiata da basi o bisogni emotivi, poichè in quanto uomini siamo fatti anche di emozioni… ma mi sembra che molti rimangano fermi lì e non vadano oltre.
Le numerose anziane signore che ho conosciuto, tra l’altro, sembrano collezionare gadget e souvenirs come i ragazzini si scambiano le figurine; io non credo che la loro spiritualità sia ipocrita, ma che in qualche modo debba essere direzionata.
Questo mi è risultato evidente quando una di loro, particolarmente simpatica, scherzando aveva affermato che nella prossima vita avrebbe voluto rinascere nel sud Italia.
Al che le ho detto che mi sembra un po’ improbabile, dato che questa è l’unica vita che Dio ci concede, spiegandole tra l’altro che così dicendo va contro la Bibbia. Le ho tirato in ballo la resurrezione dei corpi, che nonostante l’anima sia più importante è divisa dal corpo nella morte, ma non nell’eternità della vita e che in quanto unita al corpo sia corrispondente ad esso, richiamandomi ad Aristotile e, non vorrei dire un’assurdità, a San Tommaso stesso (che purtroppo conosco poco).
Sorprendentemente lei insiste dichiarando alcune riserve sulla reincarnazione, dicendomi addirittura che persino il suo confessore (che non conosco essendo di città differenti) ha dei dubbi in merito.
Mi dice che una prova sulla validità di tale teoria consiste nel fatto che nessun discepolo da principio riconobbe Cristo quando si presentò a loro risorto.
Io allora le puntualizzo che la sua resurrezione non implica che il figlio di Dio abbia cambiato il suo corpo dal momento che conservava le piaghe ricevute e che il non riconoscimento dei discepoli era dovuto alla bellezza del suo corpo glorioso che era la trasfigurazione, il potenziamento di quello della sua vita terrena e non il mutamento o cambiamento essenziale.
Non penso di averle cambiato gli orizzonti, ma vorrei sapere da Lei se tale mia spiegazione possa essere ritenuta valida o se sbaglio in qualcosa; poichè scoprire delle persone di una certa età che dovrebbero essere più sapienti di me per quanto riguarda la fede e addirittura certi sacerdoti incoraggiare tali ipotesi che mi paiono piuttosto eretiche mi sconforta non poco.

Per la Sua risposta la ricorderò nelle mie preghiere.
Fiat!
Sergio


Risposta del sacerdote

Caro Sergio,
1. tra le varie parole che la Beata Vergine ha detto a Lourdes c’è anche questa: “Venite qui in processione”.
La processione è un atto pubblico di culto, di invocazione o di ringraziamento.
Molto spesso le processioni vengono fatte in onore dei Santi.
Ma anche in questo caso sono sempre atti di culto a Dio che manifesta la sua benevolenza nei nostri confronti attraverso l’intercessione dei Santi.

2. Le processioni si fanno durante una festa. E alle feste, se le vogliamo ricche di grazia, ci si deve preparare.
Anche al pellegrinaggio ci si dovrebbe preparare, magari con una novena di pratiche (piccoli sacrifici, atti di virtù, preghiere).
Se si fa così, ci si prepara al pellegrinaggio come ad un momento straordinario di grazia e di grazie.
Se c’è preparazione, mi sembra quasi impossibile che si possa dire: non ho provato niente, sono tornato a casa e tutto è stato come prima.

3. “Venite qui in processione”.
La processione è sempre guidata dal sacerdote.
E per Lourdes è compito particolare del sacerdote che accompagna i pellegrini aiutare nella preparazione e nello svolgimento del pellegrinaggio.

4. Nella preparazione di un pellegrinaggio a Lourdes si dovrebbero mettere a fuoco le parole della Madonna.
Le prime innanzitutto: “Venite qui e vi renderò felici. Non vi prometto di farvi felici quaggiù, ma di farvi felici lassù”.
Sono parole che rimandano all’obiettivo principale della nostra vita e a quello che in definitiva conta perché rimane per l’eternità.

5. Le apparizioni (18 in tutto) sono iniziate l’11 di febbraio del 1858. Era il giovedì grasso, il primo giorno di carnevale.
Ebbene in un mondo distratto dalla voglia dei divertimenti e dei piaceri, la Madonna si è affacciata con la corona del Santo Rosario in mano.
E durante il proseguo delle apparizioni, attraverso la voce di Bernadette ha detto per tre volte: penitenza, penitenza, penitenza.
Il 25 marzo, nell’apparizione che segna il culmine di tutto il ciclo di Lourdes, ha detto: Io sono l’Immacolata concezione.

6. Se andando a Lourdes si tengono a mente queste parole si avverte come un’esigenza del cuore tenersi costantemente in preghiera stando alla grotta tutto il tempo possibile e partecipando alle altre funzioni.

7. Non solo, ma stando in preghiera viene spontaneo il desiderio di rafforzarla mettendosi in ginocchio per terra, come del resto fanno anche diversi pellegrini.
Il pensiero che Bernadette davanti a tutti compiva gli atti penitenziali che le venivano suggeriti dalla Madonna è uno stimolo forte a fare altrettanto.

8. Allora l’esperienza di Lourdes (preghiera e penitenza) diventa un momento in cui si va in profondità e si vivono al meglio alcune esperienze della nostra vita cristiana, nel raccoglimento e lontano dalle distrazioni della vita ordinaria.
I giorni di Lourdes diventano giorni di grazia.
E di una grazia così grande che al ritorno a casa perché non svanisca si desidera custodirla come un tesoro prezioso e nascosto.

9. E poi “Io sono l’Immacolata concezione”: parole che rimandano alla preziosità della presenza di Maria e della sua preghiera nella nostra vita.
La sua preghiera è onnipotente.
Ma sono parole che rimandano anche ad un altro tema di estrema urgenza per noi, per i nostri figli e per i nostri nipoti: quello della purezza.
Commentando l’affermazione di Gesù “Beati i puri di cuore perché vedranno Dio” (Mt 5,8) San Tommaso scrive: “Chi è puro, custodisce Dio dentro di sé come in un Tempio. La purezza dai cattivi pensieri fa sì che gli uomini vedano Dio da contemplare nel tempio del proprio corpo.
Niente infatti impedisce la spirituale contemplazione come l’immondezza della carne” (Commento a Matteo 5,8).

10. Nessuna cosa dispone meglio alla conoscenza e al possesso di Dio quanto la purezza.
Oggi invece a tanti, anche in età precoce, viene sottratta tale esperienza dalla pornografia e da quanto l’accompagna.
Allora come non sentire a Lourdes il desiderio di domandare a Dio per se stessi e per molti altri la grazia della purezza attraverso l’intercessione di Maria?
Come tornare a casa senza averla chiesta, senza averla sperimentata?

11. Purtroppo talvolta ci si prepara al pellegrinaggio solo in senso materiale.
Si mettono da parte i soldi per portare a casa un ricordino per l’uno o per l’altro, cercando di non dimenticare nessuno.
Per carità, è un bel pensiero anche quello di portare a casa un ricordino per tutti, soprattutto per quelli che si sono raccomandati alle nostre preghiere.
Ma il girare per i negozi a Lourdes deve rimanere solo un corollario del pellegrinaggio.

12. Purtroppo al ritorno ti è capitato di sentire discorsi che di cristiano hanno poco e che contraddicono proprio le prime parole che la Madonna ha detto a Lourdes.
A questi discorsi hai cercato di replicare con argomentazioni appropriate.
Sei stato bravo nel dire che il corpo di Gesù era lo stesso corpo che aveva patito  perché portava i segni della crocifissione, ma nello stesso tempo era ormai segnato dalla gloria anticipata nel giorno della trasfigurazione. Sebbene lo splendore divino Gesù l’ha fatto vedere solo a San Giovanni nella rivelazione dell’Apocalisse e probabilmente anche alla Madonna quando presumibilmente le è apparso il mattino di Pasqua.

Ti ringrazio per quello che mi hai scritto e per la preghiera che farai per me.
Mi hai dato l’occasione di ricordare come ci si deve preparare al pellegrinaggio a Lourdes e come si debba vivere quell’esperienza di grazia.
Con l’augurio che anche tu possa viverla così per la prossima volta ti assicuro la mia preghiera e ti benedico.
Padre Angelo