Quesito

Buongiorno Padre Angelo,
gentilmente vorrei mi spiegasse le differenze tra sacerdote, chierico e chierico regolare e se il chierico, il chierico regolare e i frati
possono amministrare il sacramento della confessione. 
La ringrazio ricordandola nella preghiera.


Risposta del sacerdote

Carissima,
1. i chierici sono gli appartenenti al clero in quanto tali insigniti dell’ordine sacro.
Tra i chierici si distinguono i diaconi, i presbiteri e vescovi.

2. Non tutti i chierici possono confessare: i diaconi sono chierici ma non possono confessare.
Possono confessare solo i sacerdoti (presbiteri) perché hanno ricevuto il potere di consacrare l’eucarestia e di confessare.
Evidentemente hanno questo potere anche i vescovi, che sono di un grado superiore.

3. In passato anche i seminaristi che avevano ricevuto la tonsura e che erano orientati al sacerdozio venivano chiamati chierici.
Ancora oggi i membri degli istituti religiosi che tendono al sacerdozio sono chiamati: “novizi chierici” oppure “studenti chierici”.
Si distinguono dagli altri novizi o studenti che non tendono al sacerdozio e che sono qualificati come “religiosi”.

4. I chierici regolari sono appartenenti a quegli istituti religiosi i cui membri vivono in comunità sotto una particolare regola (per questo sono detti regolari) e professano i voti di povertà, di castità e di obbedienza.
Tuttavia non tutti gli appartenenti a istituti di chierici regolari tendono al sacerdozio. Sono religiosi, vivono sotto la medesima regola con i tre voti di povertà, castità e obbedienza e comunemente vengono chiamati fratelli, per distinguerli dai sacerdoti.

5. I frati sono anch’essi membri di istituti religiosi che vivono sotto una particolare regola ed emettono i tre voti di povertà castità e obbedienza.
Si distinguono dei chierici regolari soprattutto a motivo del voto di povertà perché mentre i chierici regolari rinunciano all’uso, ma non al possesso, i frati invece rinunciano tanto all’uso quanto al possesso.

6. La differenza consiste in questo: chi rinuncia all’uso ma non al possesso, continua a possedere in proprio. E, con il permesso dei superiori, può esercitarne anche l’uso.
I frati invece non possiedono nulla in proprio, né entrando nella vita religiosa si portano dietro le loro proprietà.
Prima di fare la professione definitiva (fino alla morte), fanno testamento di tutti i loro beni. Da quel momento sono come morti “al mondo”.
Per questo i voti definitivi dei chierici regolari nel gergo canonico sono chiamati voti semplici, mentre i voti definitivi dei frati sono chiamati voti solenni.

7. I frati sono comparsi nella storia con gli ordini religiosi medievali, come i francescani, i domenicani, i carmelitani…
I chierici regolari sono sorti nel secolo XVI, e cioè nel 1500. Tra questi i gesuiti, i somaschi, i barnabiti, i teatini, gli scolopi….
Come si può notare, la regola dei frati è più radicale rispetto a quella dei chierici regolari.
Tutti però tendono al medesimo obiettivo: la santità, ognuno secondo la forma propria.

8. Rispondendo alla tua seconda domanda va detto che tra i chierici, i chierici regolari e i frati possono confessare solo quelli che tra questi sono sacerdoti.

Con l’augurio di ogni bene, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo