La creazione dopo la risurrezione finale

La creazione dopo la risurrezione finale

Quesito

Caro Padre Angelo,
San Tommaso dice che nel mondo glorificato non ci saranno più piante ed animali ma mi chiedo: il mondo senza quei regni non perde molta della sua bellezza? cosa dice la teologia odierna? È in accordo con l’Aquinate?
Grazie e una preghiera,
Luca


Risposta del sacerdote

Caro Luca,
Prima ancora di san Tommaso, è l’Apocalisse a dirci che la terra e il mare non ci saranno più nella vita futura: “Vidi poi un nuovo cielo e una nuova terra, perché il cielo e la terra di prima erano scomparsi e il mare non c’era più” (Ap 21,1).
Tuttavia lo stesso San Tommaso dice che “le cose naturali (sono comprese dunque anche le piante e gli animali, ecc…), assolutamente parlando, hanno un essere più vero in Dio che in se stesse, perché nella mente di Dio hanno l’essere increato, in se stesse, invece, l’essere creato” (S. TOMMASO, Somma teologica, I,18,4, ad 3).
In altri termini, tutte le cose create non perdono la loro esistenza nella mente di Dio: vi sono ab aeterno e vi rimangono in eterno. E saranno oggetto di beatitudine anche per noi.
Niente di quanto è stato creato da Dio svanirà nel nulla.
Ma le cose naturali di là non hanno un’esistenza materiale, sempre bisognosa di venire tratta dal nulla e trattenuta dal ricadervi. Esistono nella mente di Dio. E ripeto, come dice San Tommaso, “hanno un essere più vero in Dio che in se stesse, perché nella mente di Dio hanno l’essere increato, in se stesse, invece, l’essere creato”.

La teologia odierna, come qualsiasi altra teologia, deve partire dalla Sacra Scrittura. E la Sacra Scrittura, oltre all’affermazione dell’Apocalisse, dice che ci saranno cieli nuovi e terre nuove. Ma cieli muovi e terre nuove non vanno intesi in senso materiale, perché neanche l’uomo, dopo la risurrezione, sarà materiale.

Ti saluto, ti seguo con la preghiera e ti benedico.
Padre Angelo