Quesito

Gentile Padre Angelo
volevo porle un quesito riguardo al sacramento della confessione. Mi corregga se sbaglio nella piccola riflessione.
Se si manca ad uno dei dieci comandamenti si è in peccato mortale, se quindi uno pecca di lussuria non  rispetta il 6° comandamento: Non commettere atti impuri. Ciò significa che costui è in peccato mortale e degno dell’inferno. A meno che non si confessi pentito e contrito vedendosi assolvere di tale grave peccato.
Ma se dal peccato commesso nasce un figlio che non conosce perché non è messo al corrente del fatto, si è in peccato mortale ancora più grave?
E se invece lo rifiutasse volontariamente sarebbe ancora più grave e irrimediabile?
La ringrazio per la Luce che con la sua opera effonde anche nelle tenebre del mondo di Internet che spesso è un ulteriore potente strumento del demonio, ma per fortuna non sempre.
La ringrazio anche se vorrà dire una piccola preghiera per un’anima in tormentata ricerca della Fede in Dio, unica fonte di Vero Amore e di tutte le grazie e le gioie che da esso scaturiscono.
Cordiali saluti,
Paolo


Risposta del sacerdote

Caro Paolo,
1. certamente un atto di lussuria, e nel caso specifico capisco che si tratta di una relazione sessuale fuori del matrimonio, è un peccato grave.
Se uno non se ne pente e non si confessa è esposto all’inferno.
Potrebbe capitare che se ne penta, che abbia il proposito di confessarsi e la morte lo sorprenda prima della confessione. Se il pentimento è sincero, e cioè animato dal pensiero di aver offeso Dio, aver crocifisso il Signor nel proprio cuore e ha il proposito almeno implicito di confessarsi, si può salvare.

2. Se dall’azione commessa nasce un figlio, perché la sua relazione è stata del tutto avventurosa e non ha lasciato traccia di sé presso la donna rimasta incinta, si aggrava di doveri ai quali non corrisponde perché è ignaro.
È vero che nessuno è tenuto a doveri di cui non ne è a conoscenza.
Tuttavia nei confronti di questi doveri (mancata assistenza ed educazione del figlio) ha una responsabilità che in teologi definiscono in causa, nel senso cioè che quando si è dato all’avventura doveva pensare alle responsabilità cui andava incontro.
Pertanto sotto questo aspetto il peccato è più grave, perché ci sono più colpe.

3. Se invece, messo al corrente della nascita del figlio, non se ne assumesse le responsabilità si tratta di un peccato ancora più grave, perché c’è un nuovo peccato.
Oltre al peccato precedente (la relazione sessuale) caricato di responsabilità in causa, qui se ne aggiunge uno nuovo e ancora più grave: il rifiuto attuale di assumersi le dovute responsabilità. Ed è un peccato che perdura fino a quando non vi si pone rimedio.

4. Condivido quello che scrivi su internet e che cioè molto spesso costituisce un “ulteriore potente strumento del demonio”.
Ma grazie a Dio, non sempre è così, come avviene anche attraverso il nostro piccolo servizio per il Regno di Dio.

5. Volentieri pregherò per l’anima che mi hai affidato perché trovi la fede in Dio, e trovando la Fede possa bere e dissetarsi presso “l’unica fonte di Vero Amore e di tutte le grazie e le gioie che da esso scaturiscono”.

Grazie per quest’ultima testimonianza.
Ricordo volentieri anche te al Signore e ti benedico.
Padre Angelo