Quesito

Carissimo Padre,
da tempo ho scelto di aderire allo stile di vita proposto dal cristianesimo e dalla Chiesa. Ho deciso così di dedicare un po’ del mio tempo alla parrocchia, dedicandomi alla catechesi dei bambini, al coro, al consiglio pastorale. Ho sempre preferito letture che mi aiutassero nel mio cammino di fede, anche se solo ora mi rendo conto di quanto si fosse inaridito. Quì apro una parentesi: chi si dice cristiano spesso si uniforma più al mondo che a Cristo, tende a scusare e a giustificare ogni comportamento altrui (ad es. convivenza, scarsa pratica dei sacramenti ecc.). E’ giusto ascoltare i fratelli e amarli come Gesù li ama, è giusto non giudicare, ma bisogna ricordare di non scendere a pericolosi compromessi. Io spesso dissentivo con alcune visioni della Chiesa, con alcune affermazioni del Santo Padre, anche con alcune sue risposte. Da qualche settimana un’amica (che sicuramente il Signore ha messo sul mio cammino per ricondurmi a Sé) mi ha messo tra le mani l’opuscolo con la testimonianza di Gloria Polo. Questa lettura mi ha aperto gli occhi, riconducendomi anzi tutto alla preghiera, facendomi riscoprire l’Amore che Dio ha per me, e soprattutto facendomi riflettere su ciò che Gesù vuole da me perchè io lo possa amare. Ora mi sono chiare tante cose: è come se qualcuno avesse reso tutto nitido, ho il desiderio di confessarmi spesso (e non due, tre volte l’anno), vivo la celebrazione della S. Messa (alla quale ho sempre presenziato, anche prima) con il trasporto che merita e mi sento parte del celebrare, voglio tornare ad usare esclusivamente i metodi naturali nel matrimonio (abbiamo già 3 figli, dopo la nascita del terzo non sempre gli ho applicati); ora quando leggo le Sue risposte, o le affermazioni del Santo Padre, è come se le vedessi dal punto di vista di Gesù, per cui le capisco.
La ringrazio, prego per Lei e per il compito cui il Signore l’ha chiamata.
E.


Risposta del sacerdote

Cara E.,
1. ti ringrazio per la bella testimonianza che ci hai reso.
Essere credenti significa guardare tutto con gli occhi di Dio.

2. Hai voluto sottolineare come molti dicano di essere credenti e di fatto si comportano come vogliono.
Tu stessa riconosci che in passato ti comportavi così.

3. Benedetto XVI quando è andato a Fatima nella primavera scorsa (2010), parlando della testimonianza di fede, ha detto che noi diamo per scontato che la fede ci sia, anche nelle persone stesse che dicono di testimoniarla. Ma di fatto non è così.

4. In realtà quando uno dice: “io credo, ma a modo mio” non aderisce più alla testimonianza di Dio, ma aderisce a se stesso, facendo del suo modo di pensare il criterio veritativo di tutto.

5. La testimonianza di Dio immune da qualsiasi contaminazione è quella che ci viene presentata dal Magistero della Chiesa.
Il Magistero l’ha voluto di Dio ed è un dono preziosissimo che Gesù ci ha dato per non incorrere nel pericolo di interpretare la sua testimonianza in maniera sbagliata.
L’antico filosofo pagano Aristotele diceva che “il piacere massimamente corrompe il giudizio della prudenza (e cioè della coscienza), e specialmente il piacere venereo, il quale assorbe tutta l’anima e la trascina al piacere sensibile” (Etica a Nicomaco, VI, 5, n. 5).

6. Ringrazio Dio insieme con te per il grande dono che hai ricevuto per mezzo della tua amica.
Vai avanti così.
Ti saluto, ti ricordo nella preghiera e ti benedico volentieri insieme con tutta la tua bella famiglia.
Padre Angelo