Quesito

Gentile Padre,
Le ho già scritto una volta riguardo ad un mio dubbio e ora sento di nuovo la necessità di chiederle un chiarimento.
Io e la mia fidanzata stavamo fantasticando sul nostro matrimonio.
Purtroppo sarà molto in là, a causa dei problemi economici che oramai attanagliano un po’ tutti: la crisi colpisce e ci ‘‘rallenta’. Ma attenderemo..
E’ venuto fuori, così, all’improvviso, un dubbio di entrambi: il battesimo. Entrambi infatti siamo stati battezzati poco dopo esser nati come di prassi; è seguita poi la comunione ed infine la cresima.
Sacramenti imposti, però, quando non eravamo credenti! Oramai sono per tante famiglie delle pure e semplici tradizioni, dei passi da svolgere perchè ‘‘altrimenti non ti puoi sposare in chiesa!’, si dice. Poi la nostra vita è cambiata e la nostra conversione ha dato senso alla nostra storia. Abbiamo conosciuto la storia di una famiglia della nostra comunità, la quale era atea, per intero, genitori e 4 figli, avuti dopo un matrimonio civile. Anche la loro storia ha subito una svolta incredibile. I due genitori e uno dei figli si sono convertiti: loro due si sono sposati in chiesa, dopo anni di convivenza, mentre il ragazzo è stato prima battezzato e poi ha ricevuto la comunione ed infine la cresima (ed è ora in attesa di partire per unirsi ad un ordine religioso missionario). Per questo ragazzo, al quale mi sento legato, questi sacramenti sono stati il suggello della sua conversione; li ha potuti vivere coscientemente, per sua scelta. Così come liberamente ha detto ‘‘sì’ alla sua vocazione. Ecco il punto. Ci chiedevamo se pecchiamo o comunque veniamo meno ad un nostro dovere se, quando un giorno avremo dei figli, decidiamo di non battezzarli.
Ciò non esclude ovviamente un’educazione cristiana, ed alla cristianità. Sarebbe un modo per far conoscere ad i nostri figli ciò cui vanno incontro, perchè possano scegliere liberamente, come il Signore vuole, la loro strada. Sbaglio, o un tempo il battesimo era riservato a persone adulte? Mi rattrista ricordare di quando andavo a messa e partecipavo all’eucarestia, senza davvero crederci. Ma ero un bambino, non del tutto cosciente.. Perchè i miei figli dovrebbero ripetere lo stesso errore? Oppure, ancora, perchè dovrei indirizzare così la loro vita, sin dalla nascita? Ed ancora, perchè non dovrebbero poter avere il diritto di SCEGLIERE quando è il momento di dire il loro ‘‘sì’? Vorremmo che i nostri figli pronunciassero il loro ‘‘sì’ con libertà e consapevolezza.
Grazie mille per avermi ascoltato


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. parto da una tua affermazione centrale: ti impegneresti ad educare i tuoi figli alla vita cristiana, ma senza dare loro il Battesimo, perché così essi stessi lo potrebbero scegliere una volta diventati adulti.
La domanda che ti pongo è questa: come si può educare alla vita cristiana senza iniziare alla vita di grazia, al gusto della Parola di Dio e delle meraviglie della vita futura (Eb 6,4-5).
Come vedi, non si tratta soltanto di sapere tante cose e di educare alle virtù. C’è qualcosa di più grande: si tratta di far vivere la comunione con il Signore, l’incontro con lui nei sacramenti, l’esperienza della grazia.
Il cristianesimo ridotto a pura conoscenza, quasi si trattasse di aderire ad una ideologia, è la corruzione del cristianesimo.
Io non voglio giudicare l’educazione cristiana che hai ricevuto. Forse domani tu stesso sarai capace di giudicarla meglio e di vedere in quello che ti hanno trasmesso i genitori molto più di quello che attualmente vi vedi, dove sei portato a dire: non capivo niente.

3. “Lasciate che i bambini vengano a me” (Mc 10,14).
Perché i bambini non potrebbero vivere l’unione col Signore.
Perché i bambini dovrebbero essere esclusi dalla santità?
Si vuole loro bene quando si nega questa possibilità?

4. “Lo sceglieranno loro”. Ecco la risposta.
Ma la santità, prima che una scelta da parte nostra, è un dono ricevuto.
E poi… Sei proprio sicuro che lo domanderanno?
Tu porti la testimonianza di quella famiglia. Sei sicuri che gli altri tre si faranno battezzare?
Se cadessero in punto di morte, non potrebbero neanche ricevere l’assoluzione.

5. Il Catechismo della Chiesa Cattolica riporta una bella affermazione di San Gregorio Nazianzeno: “Il Battesimo è il più bello e magnifico dei doni di Dio
Lo chiamiamo dono, grazia, unzione, illuminazione, veste d’immortalità, lavacro di rigenerazione, sigillo, e tutto ciò che vi è di più prezioso.
Dono, poiché è dato a coloro che non portano nulla;
grazia, perché viene elargito anche ai colpevoli;
Battesimo, perché il peccato viene seppellito nell’acqua;
unzione, perché è sacro e regale (tali sono coloro che vengono unti);
illuminazione, perché è luce sfolgorante;
veste, perché copre la nostra vergogna;
lavacro, perché ci lava;
sigillo, perché ci custodisce ed è il segno della signoria di Dio” (Orationes, 40, 3-4).
Allora quali sono i motivi per privare i vostri figli di queste realtà soprannaturali, sacre e meravigliose?

6. Penso a Santa Teresina del Bambin Gesù. Sarebbe diventata santa se non fosse stata iniziata alla vita cristiana fin da piccola?
Avrebbe dovuto proprio passare attraverso le crisi morali, l’esperienza del peccato cui vanno soggetti inesorabilmente quelli che non  ricevono il battesimo per diventare santa?

7. Anche chi viene battezzato fa l’esperienza del peccato. Ma porta dentro di sé il sigillo di Cristo, il carattere battesimale, che è come una forza segreta che lo richiama al Signore.
Sbaglia, ma con la misericordia del Signore si rialza nella confessione.
Sbaglia, ma fa la S. Comunione.
Sbaglia, ma prega e vive la comunione ecclesiale.
In poche parole, sbaglia ma è sempre a casa.
Invece chi non è battezzato sbaglia, ma non è richiamato.
Sbaglia e si allontana sempre più.
Sbaglia e vive in un’altra casa, che non è quella di Dio.

8. Mi porti la testimonianza della famiglia che ha avuto quattro figli, di cui uno è giunto alla fede e si farà missionario.
Deo gratias. Ne sono molto contento.
Ma perché gli altri intanto devono stare fuori dalla Chiesa e dai sacramenti?
Come sarebbe diversa la loro vita se di domenica in domenica saziassero la loro anima di Dio, uscissero di Chiesa con una pienezza interiore e di vita santa come tante nostri fedeli nei giorni di festa!
Credi che non sia un dispiacere per i genitori vedere tre dei loro figli non conoscere, non gustare le esperienza più belle della vita quali sono quelle legate alla comunione con Cristo?
Sei certo che quei tre giovani un giorno avranno la fede?
Sei certo che quegli stessi genitori non si pentano già fin d’ora pentiti di non avere dato ai loro figli la possibilità di essere santi da bambini, da ragazzi, da adolescenti, da giovani?

9. Al di là dei miei ragionamenti ecco che cosa dice il Catechismo della Chiesa Cattolica sul battesimo dei bambini:
“Poiché nascono con una natura umana decaduta e contaminata dal peccato originale, anche i bambini hanno bisogno della nuova nascita nel Battesimo per essere liberati dal potere delle tenebre e trasferiti nel regno della libertà dei figli di Dio, alla quale tutti gli uomini sono chiamati. La pura gratuità della grazia della salvezza si manifesta in modo tutto particolare nel Battesimo dei bambini.
La Chiesa e i genitori priverebbero quindi il bambino della grazia inestimabile di diventare figlio di Dio se non gli conferissero il Battesimo poco dopo la nascita” (CCC 1250).

10. Ti commento brevemente queste affermazioni:
Il peccato originale non è un peccato personale, ma è una macchia nell’anima, che impedisce la presenza personale di Dio nel cuore dei bambini.
Col peccato originale ereditiamo una natura ferita dal peccato e che inclina al male. Per contro il Battesimo introduce nell’anima delle inclinazioni che fanno gravitare verso Dio, verso Gesù Cristo, verso le realtà sante.
Ti par poco essere liberati dal potere del demonio, di mettere più al sicuro la vita dei bambini dagli influssi negativi di persone cattive che trafficano con il male?
La grazia di Dio è come una siepe che ripara dagli assalti del nemico.
Privare volontariamente i bambini di questa grazia inestimabile che li rende figli di Dio è segno di poco amore e di poca stima per questo dono del Signore, è un peccato.
E poi: la pura gratuità del Battesimo! Il più grande dono che possiamo ricevere perché ci dona la fede, ci fa aprire gli occhi alla vita del cielo, anzi ci introduce nella comunione con Dio, con la Beata Vergine Maria, con i Santi…
Puoi dire a Gesù Cristo: tutte queste cose io per ora non le voglio per i miei figli, saranno loro a chiedere da grandi se ne avranno voglia?
A tuoi figli vorrai dare tutto, anche i vaccini che essi non desiderano perché hanno paura delle punture, e invece non vorrai dare quello che è più importante di tutto per la vita presente e per quella futura?

11. Infine ti voglio portare la testimonianza di Sant’Agostino che ricevette il battesimo a trent’anni.
“Avevo udito parlare sin da fanciullo della vita eterna, che ci fu promessa mediante l’umiltà del Signore Dio nostro, sceso fino alla nostra superbia; e già ero segnato col segno della sua croce, già insaporito col suo sale fino dal primo giorno in cui uscii dal grembo di mia madre, che sperò molto in te.
Tu, Signore, vedesti, ancora durante la mia fanciullezza, un giorno che per un’occlusione intestinale mi assalì improvvisamente la febbre e fui lì lì per morire, vedesti, Dio mio, essendo fin d’allora il mio custode, con quale slancio di cuore e quanta fede invocai dalla pietà di mia madre e dalla madre di noi tutti, la tua Chiesa, il battesimo del tuo Cristo, mio Dio e Signore.
E già tutta sconvolta la madre della mia carne, avendo più caro di partorire dal suo cuore, casto nella tua fede, la mia salvezza eterna, si preoccupava di affrettare la mia iniziazione ai sacramenti della salvezza, da cui fossi mondato confessando te, Signore Gesù, per la remissione dei peccati, quando improvvisamente mi ripresi.
Così la mia purificazione fu differita, quasi fosse inevitabile che la vita m’insozzasse ancora, e certamente col pensiero che dopo il lavacro del battesimo più grande e rischiosa sarebbe stata la mia colpa nelle sozzure dei peccati…
Dio mio, ti prego, vorrei sapere, se pure tu lo volessi, per quale disegno fu differito allora il mio battesimo. Fu un bene per me che mi siano state allentate, per così dire, le briglie al peccato, o sarebbe stato bene il contrario? Per questa ragione dunque ancor oggi si sente dire da ogni parte dell’uno e dell’altro: “Lascialo fare: non è ancora battezzato”.
Eppure riguardo alla salute fisica non diciamo: “Lascia che si produca altre ferite: non è ancora guarito”.
Dunque sarebbe stato molto meglio per me guarire subito; che, per me, tanto io quanto i miei parenti avessimo posto ogni diligenza a ricuperare e a mettere la salute della mia anima al riparo sotto il tuo riparo, che non le avresti rifiutato.
Sarebbe stato meglio davvero” (Confessioni I, 11,18).
Nel frattempo commise molti peccati, cominciò anche ad avere la fede. Scrive: “S’insinuarono così nel profondo del mio essere i tuoi ammonimenti, e giulivo nella fede lodai il tuo nome.
Quella fede tuttavia non mi permetteva di essere tranquillo riguardo ai miei peccati anteriori, perché non mi erano stati ancora rimessi mediante il tuo battesimo” (Confessioni IX, 4,10).

Ecco, sono contento di averti risposto. Mi auguro di aver fatto chiarezza nella tua mente. Anzi di averti messo il desiderio di battezzare i tuoi bambini nel tempo più breve possibile.
Ti ringrazio di avermi dato la possibilità di parlare di questo tema cheha insidiato la tua mente, e continua ad insidiare quella di molti altri. Ma, credilo, è un segno di poca fede.

Ti sono vicino con la preghiera per il tuo futuro matrimonio e per la formazione di una famiglia autenticamente cristiana.
Ti benedico.
Padre Angelo