Quesito

Caro Padre Angelo,
in confessione in disaccordo con l’abituale confessore ho sostenuto che i documenti del concilio non sono di uguale valore e che quelli che trattano dei modi di azione pastorale, di modalita’ organizzative, dei rapporti con il mondo- vedi anche liberta’ religiosa- e con le altre religioni non sono vincolanti . E pensavo che non potevo cambiare idea mentre lui mi obiettava. Ricevuta l’assoluzione mi ha poi detto "segui la tua coscienza": sono a posto? Successivamente sono tornato sull’accaduto ripetendomi che non potevo cambiare idea, anche se in parte c’e’ anche un partito preso , piu’ per cio’ che ho anche letto in linea con una certa tradizione, anche perche’ su alcune cose sarei piu’ "liberale"; oltre a questi pensieri su cui torno , mi e’ venuto – immotivatamente- di pensare  piu’ volte , con irritazione, di non andare piu’ da lui, con l’aggiunta del cosi’ capisce- da reazione certamente  infantile come il  non gioco piu’ con voi- : e’ cosa grave o veniale? La determinazione comunque e’ di tornare da lui e anzi l’ho consigliato anche a un mio conoscente.
Ringrazio per l’attenzione,
M.


Risposta del sacerdote

Caro M.,
1. è vero che i documenti del Concilio Vaticano II non sono tutti di eguale valore: vi sono infatti costituzioni dogmatiche, costituzioni pastorali, decreti, dichiarazioni.
Nel loro interno vi sono affermazioni di carattere dogmatico, indicazioni di carattere pastorale, valutazioni sul mondo.
È chiaro che queste ultime sono legate all’epoca in cui il Concilio è stato celebrato.
In ordine a questo la dichiarazione del sinodo dei Vescovi del 1985, celebrato proprio per ricordare i 20 anni del Concilio, ricordava che alcuni segni dei tempi in cui era stato celebrato il Concilio non erano più gli stessi di vent’anni dopo.
E che cosa si potrebbe dire oggi che di anni ne sono passati quasi 50!

2. Tuttavia le affermazioni del Concilio in materia di fede e di morale e così pure le indicazioni di carattere pastorale vanno accolte col massimo spirito di fede e in atteggiamento di gratitudine a Dio.
“Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me. E chi disprezza me disprezza colui che mi ha mandato” (Lc 10,16) ha detto il Signore.
Pertanto non lasciarti ingannare da certo spirito di tradizione che toglie al Magistero il potere di insegnare per attribuirlo a se stesso.
A priori siamo certi che il Signore non abbandona la Chiesa nel suo ministero di insegnamento.

3. Il Concilio è magistero straordinario della Chiesa.
Mentre quello che dicono certi tradizionalisti non è né magistero ordinario né tanto meno ordinario.
Gesù Cristo ha affidato al Magistero della Chiesa e non ad altri il compito di custodire e di interpretare in maniera autentica la Divina Rivelazione, e cioè la Sacra Scrittura e la Sacra Tradizione.

4. A proposito della libertà religiosa non si può affatto mettere il Magistero in contraddizione con se stesso, come fanno alcuni tradizionalisti, i quali leggono i testi in maniera solo materiale.
Perché un conto è la libertà dalla verità. E questa libertà non esiste affatto.
Un altro conto è la libertà di cui devono godere gli uomini dinanzi alla tirannide politica e religiosa.
Questi tradizionalisti, mentre squalificano il Magistero della Chiesa perché entrerebbe in contraddizione con se stesso (ne hanno una bella stima!), infine squalificano se stessi come credenti.

5. Secondo me il tuo confessore è stato fin troppo buono a dirti: segui la tua coscienza…
Io ti avrei detto che il pronunciamento del Magistero è elemento essenziale per la formazione del proprio giudizio di coscienza.

6. Infine mi dici che hai avuto la tentazione di dare una lezione al confessore…
Certamente ti sei lasciato prendere da un certo orgoglio, ma hai capito subito che questo atteggiamento non è meritorio davanti a Dio.
Il confessore invece ti ha dato un insegnamento di fedeltà alla Chiesa e di grande benignità, vero riflesso della volontà di Dio nei tuoi confronti.
Mi verrebbe da dirti: tienilo da conto! Ti è troppo prezioso, in tutti i sensi.

Ti ringrazio per la fiducia nell’aprire il tuo animo.
Ti assicuro la mia preghiera e ti benedico.
Padre Angelo