padre Angelo,
vengo di nuovo a voi per un quesito: “il sacramento della Confessione taglia totalmente e definitivamente le radici del peccato?”.
Grazie e attendo una risposta.


Carissimo,
1. a meno che ci sia una così grande contrizione e che questa contrizione sia del tutto perfetta, ordinariamente rimangono in noi le radici del peccato e cioè le inclinazioni a peccare.

2. Un passo del Vangelo aiuta a comprendere questo fatto.
In Mc 8,22-25 si legge di un cieco al quale il Signore restituì la vista, ma questi non vide subito perfettamente.
Ecco il testo: “Giunsero a Betsàida, e gli condussero un cieco, pregandolo di toccarlo.
Allora prese il cieco per mano, lo condusse fuori dal villaggio e, dopo avergli messo della saliva sugli occhi, gli impose le mani e gli chiese: «Vedi qualcosa?».
Quello, alzando gli occhi, diceva: «Vedo la gente, perché vedo come degli alberi che camminano».
Allora gli impose di nuovo le mani sugli occhi ed egli ci vide chiaramente, fu guarito e da lontano vedeva distintamente ogni cosa”.
Per San Tommaso questo episodio sta a significare che nel peccatore rimangono le reliquie o scorie del peccato commesso.

3. Ed ecco la motivazione teologica: “Il peccato mortale con la sua adesione disordinata al bene creato produce nell’anima una certa disposizione; oppure un’abitudine, se l’atto è ripetuto più volte. Ora, la colpa del peccato mortale viene rimessa in quanto la grazia toglie l’allontanamento dell’anima da Dio.
Ma eliminato quanto si riferisce all’ allontanamento, può rimanere ancora quanto si riferisce alla conversione disordinata: poiché quest’ultima può sussistere anche senza la prima.
Perciò niente impedisce che, eliminata la colpa, rimangano le disposizioni causate dagli atti precedenti, le quali sono denominate reliquie del peccato.
Tuttavia esse rimangono debilitate e affievolite, così da non dominare sull’uomo.
Esse non agiscono più come abiti, ma piuttosto come disposizioni: cioè come avviene per il fomite dopo il battesimo” (Somma teologica, III, 86, 5).

4. E ancora: “Dio guarisce tutto l’uomo perfettamente: ma talora lo fa subito, come restituì perfetta sanità alla suocera di Pietro, cosicché, come narra S. Luca, “alzatasi si mise a servirlo” (Lc 4,39); talora invece lo fa gradualmente, cioè come fece col cieco cui rese la vista.
Ebbene, anche spiritualmente talora egli cambia con tanta commozione il cuore di un uomo da fargli conseguire all’istante una perfetta guarigione spirituale, non solo con la remissione della colpa, ma con l’eliminazione di tutte le scorie del peccato: come avvenne nel caso della Maddalena.
Altre volte invece prima rimette la colpa con la grazia operante, e poi gradualmente elimina le scorie del peccato con la grazia cooperante” (Ib., ad 1).

5. È questo il motivo per cui la penitenza che il sacerdote confessore ingiunge ordinariamente al penitente non va tralasciata senza lasciare mutilo il sacramento e defraudato il penitente.

Ti ricordo al Signore, ti auguro ogni bene e ti benedico.
Padre Angelo