Quesito

Caro Padre Angelo,
mi chiamo … e ho ….anni. Il periodo  della mia conversione avviene con la fine della mia relazione durata molti anni e terminata non per mia volontà.
Tutto questo è avvenuto qualche tempo fa e da allora cerco di capire cosa il Signore vuole da me.
La mia strada credo sia quella della famiglia (ne ho anche parlato con il mio padre spirituale e lui la pensa come me) ma sono sfiduciato dai comportamenti che oggi possiamo trovare nella maggior parte delle ragazze e la paura di soffrire mi spaventa.
Inoltre ho iniziato a partecipare ad una catechesi in cui il parroco ci ha detto che un rapporto autentico con il Signore  è quando uno non si risparmia di niente di fronte a Lui.
Questo del non risparmiarsi aggiunto alla sfiducia di trovare una brava ragazza ha fatto sorgere in me una domanda: ma il Signore vuole qualcosa in più da me?
Tutto questo mi ha messo in una situazione di angoscia e il pensiero di una possibile vocazione al sacerdozio non mi fa vivere tranquillamente le mie giornate, mentre pensandomi sposato con dei figli mi fa essere felice.
Quello che le volevo chiedere è cosa ne pensava lei di tutto ciò?
La saluto e la ricordo al Signore nelle mie preghiere.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. il naufragio di una relazione durata diversi anni non può non lasciare feriti, sofferenti e forse anche sfiduciati, soprattutto se di questo naufragio si è vittime.
Quanto ha detto il parroco e cioè che in “un rapporto autentico con il Signore non ci si risparmia di niente di fronte a Lui” è vero.
Se il rapporto è autentico ne viene da sé che come Cristo non si è risparmiato per noi, così noi, che abbiamo ricevuto il suo stesso Spirito, non possiamo non fare la stessa cosa per Lui e per il prossimo.
Pertanto possiamo fare sempre di più per il Signore e per il prossimo, almeno nelle intenzioni del nostro animo.

2. Questo però non è sinonimo di vocazione al sacerdozio.
Tutti siamo chiamati a vivere così.
Oggi, giorno in cui ti scrivo, celebriamo la memoria del beato Pier Giorgio Frassati.
Sebbene qualcuno pensasse che questo bravo giovane avesse la vocazione al sacerdozio, lui invece ha sempre detto che la sua vocazione era quella di laurearsi in ingegneria mineraria per stare accanto ai poveri minatori.
Ad un certo momento pensò seriamente al fidanzamento e al matrimonio. Ma i suoi (la madre soprattutto) non accettarono la ragazza. E lui, per non disfare la sua famiglia che era sul precipizio della separazione e che avrebbe trovato nel contenzioso tra padre e madre il motivo decisivo per la separazione, rinunciò.

3. Quando il Signore chiama a Sé per seguirlo più da vicino nella stessa via che lui ha scelto con la sua incarnazione (la strada della castità e della consacrazione) infonde sempre nel soggetto chiamato legami di bontà e di dolcezza.
Sicché uno sente il desiderio di consacrarsi al Signore, gioisce nel pensarsi al seguito di Gesù.
Ma questo in te non c’è. Anzi, c’è il contrario.
E per questo inclino a pensare come il tuo padre spirituale, e come del resto pensi anche tu, che la tua vocazione sia quella comune alla quasi totalità dei battezzati, e cioè la via santa del matrimonio cristiano.

4. Ho detto “inclino” perché non voglio escludere a priori che talvolta la vocazione si manifesti anche attraverso un senso di sacro timore di intraprendere una strada per la quale ci si sente umanamente inadeguati.
Ma questo timore, via via viene poi superato e messo da parte dalla gioia.

5. Inoltre il momento di delusione che stai provando nei confronti delle ragazze non è un buon indicatore per verificare la consistenza di una possibile vocazione al sacerdozio o alla vita consacrata.
La vocazione non nasce tanto da quello che si perde (nella fattispecie: la ragazza), ma da ciò che si trova (il tesoro nascosto nel campo per il quale vale la pena di lasciar perdere tutto il resto per acquisire quel campo).

6. Pertanto ti esorto ad andare avanti con serenità, ma intensificando la preghiera perché il Signore e la Madonna ti facciano incontrare presto la ragazza alla quale hanno pensato per te.
Impegnati a recitare ogni giorno il santo Rosario per questo obiettivo.
Penso che un fidanzamento preparato così abbia in partenza un buon fondamento.

7. Se poi dovesse scattare qualcosa d’altro nella tua vita, allora tu stesso ne saresti così preso da non sentirti pienamente felice se non nella nuova strada che il Signore ti presenta.
Ma questo lo farà il Signore, se se questi sono i suoi disegni su di te.

Ti assicuro la mia preghiera e il mio ricordo nella S. Messa e ti benedico.
Padre Angelo