Quesito

Caro Padre Angelo,
Le pongo alcune domande connesse al sacramento del battesimo. Secondo la dottrina della Chiesa il battesimo libera il battezzato dal peccato originale incorporandolo in Cristo, dunque rigenerandolo. Il peccato originale, ereditato tramite Adamo da tutti gli uomini consiste nell’allontanamento dell’uomo dal suo Creatore come scelta libera e volontaria. Ciò ha comportato la ferita che l’uomo si porta appresso nella propria natura.  Se il battesimo sana questa ferita perché permangono gli effetti del peccato? Di fatto il battesimo non sradica l’inclinazione umana nei confronti del male, quindi l’uomo può continuare a peccare nonostante il battesimo, ma se pecca, questa è una conseguenza di quel peccato originale (gli effetti) dal quale il battesimo dovrebbe averlo liberato.
Mi sembra che questo sia un circulus vitiosus.
Inoltre. I  membri di altre tradizioni religiose i quali non hanno riconosciuto Cristo e dunque la Chiesa, evidentemente non sono battezzati.
Restano dunque nel peccato originale. In che senso possono liberarsi da esso?
Cordialmente
Nicola


Risposta del sacerdote

Caro Nicola,
1. La grazia del Battesimo sana la ferita della concupiscenza, ma questa si riapre con i peccati personali perché anche col Battesimo rimane nell’uomo l’inclinazione al male.

2. La grazia del Battesimo non consiste solo nel sanare la ferita della concupiscenza, ma soprattutto nel togliere la macchia del peccato originale e dei peccati personali, qualora vi fossero, e di infondere la grazia santificante.

3. Il Battesimo non sradica l’inclinazione al male, come giustamente sottolinei.
Questa rimane, ed è sotto gli occhi di tutti.
Ecco infatti che cosa insegna il Concilio di Trento: “Questo santo sinodo professa e ritiene tuttavia che nei battezzati rimane la concupiscenza o passione; ma, essendo questa lasciata per la prova, non può nuocere a quelli che non vi acconsentono e che le si oppongono virilmente con la grazia di Gesù Cristo. Anzi, «non riceve la corona se non chi ha lottato secondo le regole» [2 Tm 2,51. Il santo sinodo dichiara che la chiesa cattolica non ha mai inteso che questa concupiscenza, che talora l’apostolo chiama «peccato» [cf. Rm 6,12-15; 7,7.14-20], fosse definita peccato, in quanto è veramente e propriamente tale nei battezzati, ma perché ha origine dal peccato e ad esso inclina.
Se qualcuno crede il contrario: sia anatema” (DS 1515).

4. Dopo il Battesimo rimangono in noi le conseguenze del peccato originale.
San Tommaso dice che vi sono motivi ragionevoli per la persistenza di queste conseguenze che chiama “penalità”.
Questi motivi, sebbene già ripetuti in altre risposte, per comodità li riporto: “Il battesimo ha la virtù di togliere le penalità della vita presente: tuttavia invece di toglierle nella vita presente, in forza di esso saranno tolte ai santi il giorno della risurrezione, quando, a detta dell’Apostolo "questo corpo corruttibile si rivestirà di incorruttibilità"(1 Cor 15,54). Ed è giusto che sia così.
Primo, perché col battesimo l’uomo viene incorporato a Cristo e diventa suo membro. E quindi è conveniente che nelle membra incorporate si compia quello che si è compiuto nel capo. Ora, Cristo, che fin dal principio del suo concepimento fu pieno di grazia e di verità, ebbe un corpo passibile, che attraverso la passione e la morte fu risuscitato alla vita gloriosa. Allo stesso modo il cristiano riceve nel battesimo la grazia per la sua anima, ma conserva un corpo passibile con il quale possa soffrire per Cristo; questo però in seguito sarà risuscitato a una vita impassibile. Ecco perché l’Apostolo scriveva ai Romani: “Colui che risuscita Gesù Cristo dai morti, farà rivivere anche i vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che risiede in voi" (Rm 8,11). E poco dopo aggiungeva: “Eredi di Dio, coeredi di Cristo, se tuttavia soffriamo con lui per essere con lui anche glorificati" (v. 17).
Secondo, ciò è conveniente a scopo di spirituale esercizio, cioè affinché l’uomo combattendo contro la concupiscenza e le altre penalità, ottenga la corona della vittoria. In proposito la Glossa, a commento di quel passo paolino "perché sia distrutto il corpo del peccato" (Rm 6,6), scrive: “Se dopo il battesimo l’uomo continua a vivere in questa terra, ha da combattere e da vincere con l’aiuto di Dio la propria concupiscenza". Tale combattimento fu così prefigurato dai Giudici: “Sono queste le nazioni che il Signore lasciò sopravvivere per porre a prova con esse Israele, affinché gli ebrei imparassero a combattere con i loro nemici e si abituassero alla guerra" (3,1-2).
Terzo, ciò era conveniente perché gli uomini non andassero al battesimo per l’immunità dal dolore nella vita presente, invece che per la gloria della vita eterna. Di qui le parole dell’Apostolo: “Se solo per questa vita noi abbiamo riposto in Cristo le nostre speranze, noi siamo i più miserabili di tutti gli uomini"(1 Cor 15,19)" (Somma teologica, III,69,3).

5. Mi chiedi infine se nei membri di altre religioni, evidentemente non battezzati, resti il peccato originale.
Ecco la risposta di San Tommaso che ho già riportato diverse volte nel nostro sito: “È impossibile che il peccato veniale si trovi in un uomo con quello originale, senza un peccato mortale. E la ragione si è che prima degli anni della discrezione, l’età che impedisce l’uso della ragione scusa l’uomo dal peccato mortale: e quindi a maggior ragione lo scusa dal peccato veniale, qualora commettesse delle colpe veniali nel loro genere.
Quando poi l’uomo comincia ad avere l’uso di ragione non viene scusato né dalle colpe veniali, né dal peccato mortale. Ma la prima cosa che allora è tenuto a pensare, è deliberare di se stesso. E se uno ordina se stesso al debito fine, con la grazia riceve la remissione del peccato originale.
Se invece non ordina se stesso al debito fine, secondo la discrezione di cui è capace a questa età, pecca mortalmente, perché non fa ciò che è in suo potere. E da allora non potrà esserci in lui il solo peccato veniale, senza il mortale, se non dopo aver conseguito la remissione di tutti i peccati mediante la grazia” (Somma teologica, I-II, 89, 6).
Pertanto, se hanno accolto la grazia che Dio dona anche al di fuori dei Sacramenti, è stato loro rimesso il peccato originale.
Se non l’hanno accolta, lo conservano.

Ti saluto, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo