Quesito

caro padre,
mi chiedo: uno che riceve i sacramenti in stato di peccato mortale compie un sacrilegio.
Ma se si ravvede e si confessa, i sacramenti riacquistano il loro effetto?
Penso ad esempio, al battesimo, al matrimonio, all’ordine.
Oppure questi sacramenti devono essere ripetuti?
Come sempre la ringrazio e la ricorderò nella preghiera.
Luca


Risposta del sacerdote

Caro Luca,
1. va fatta una distinzione tra i sacramenti che comunicano il carattere (battesimo, cresima, ordine) o comunque immettono in uno stato particolare di vita (matrimonio) e sacramenti che comunicano solo la grazia per quel momento della vita.
I sacramenti del primo tipo comunicano il carattere e introducono in uno stato particolare di vita anche se uno è in peccato mortale.
Ma non comunicano la grazia, né quella santificante né quella sacramentale. Anzi, si commette un sacrilegio.

2. Se poi uno si pente e torna in grazia, il carattere torna a splendere con tutta la sua potenza. In gergo teologico si dice che allora la grazia “revivisce”.
La reviviscenza viene esclusa per l’Eucaristia, la Penitenza e l’Unzione degli infermi, perché questi sacramenti danno la grazia solo per modum actus, e cioè solo per quel momento o per quella particolare momentanea situazione della vita, e non per modus habiti, e cioè non per essere immessi in uno stato di vita permanente.

Ti ringrazio del quesito e della preghiera, ti prometto la mia e ti benedico.
Padre Angelo