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Quesito

Caro Padre Angelo,
Mi chiamo …, ho … anni compiuti lo scorso … e sono un seminarista diocesano. Vorrei chiederle consiglio per un serio problema che mi affligge.
Premetto che sono al … anno degli studi teologici, mi mancherebbero circa … anni all’ordinazione; assisto alla Santa Messa tutti i giorni, prego il rosario –anche più corone al giorno se posso– quotidiano, recito tutte le ore del breviario, cerco di essere il più assiduo possibile nella preghiera personale e nella meditazione e mi accosto almeno una volta alla settimana al sacramento della Riconciliazione. Insomma, ho una vita sacramentale che reputo normale per uno nel mio stato di vita.
E qui giunge il problema: nonostante tutto ciò, spesso, soprattutto durante la recita del rosario ma non solo purtroppo –un paio di volte è accaduto pure durante la Messa–, vengo colto da violente tentazioni impure. Grazie al Cielo nella maggior parte dei casi riesco a chiudere il cuore e la mente ad esse, ma delle volte la loro violenza è tale che ogni tentativo di concentrarsi è inutile e mi ritrovo agitato, scosso violentemente, preso nella dura lotta per non cedere. Disgraziatamente per me non sempre riesco ad evitare la caduta nel peccato, soprattutto quando esso mi coglie repentinamente magari nei momenti in cui sono stanco fisicamente o provato sotto altri aspetti (tensione, agitazione, etc…).
Ringraziando il Cielo è già da un po’ che non mi è capitato di cadere, ma quando nella mia mente si presentano le immagini incriminate spesso cedo alla paura di non riuscire a resistervi. Inoltre, quando disgraziatamente cado, sento un violento disgusto verso me stesso che si ripercuote negativamente sulla mia vita nella comunità del seminario (mali pensieri, rabbia, scontrosità eccessiva etc…).
Desidero con tutto me stesso riuscire a giungere al  Sacerdozio senza questa terribile croce che mi ferisce nell’intimo e delle volte mi fa disperare di poter essere un servo del Signore. Ho già chiesto lumi più volte al padre spirituale, ma a parte incrementare la preghiera e cercare di limitare il più possibile la frequentazione di “luoghi a rischio” (social network, internet in generale, pubblicità…) non mi ha dato altri suggerimenti. Ho chiesto preghiere in tal senso a persone amiche cui ho confidato il problema e devo ammettere che nel corso degli anni il problema è diminuito d’intensità ma purtroppo permane ancora con forza. Lei che cosa mi consiglia padre? La prego di aiutarmi perché desidero con tutto me stesso servire il Signore senza avere l’animo macchiato di questi atti terribili.
La ringrazio dal profondo del cuore e mi affido alle sue preghiere, pregando a sua volta per lei.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. solo oggi sono giunto alle mail del 22 settembre 2015 ho trovato la tua. Mi dispiace tantissimo non aver potuto risponderti prima.
Sono contento della tua buona vita spirituale e proprio per questo, per evitare cadute che ti gettano a terra, il rimedio che ti consiglio è semplice.
Chi non l’ha sperimentato potrebbe addirittura qualificarlo come banale. Ma si sbaglia.

2. Ti consiglio di portare il cingolo di san Tommaso, di cui puoi vedere qualcosa in un link postato nella prima pagina del nostro sito.
Portare il cingolo è un aiuto, un richiamo.
Dietro o dentro il cingolo c’è la mano materna di Maria.
È una grazia che, se invocata, opera da sola, senza che ce ne accorgiamo.

3. Al portare il cingolo è legata anche la pratica della recita di 15 Ave Maria, computabili tra quelle che già si recitano nel Santo Rosario.
Anche questo è importante: perché si tratta di dedicare due decine del Rosario per chiedere esplicitamente alla Madonna e all’intercessione di san Tommaso di custodire e di incrementare la nostra purezza.
Come vedi, non è gravoso. Anzi, si mette in pratica quanto si legge e si studia: che la purezza, insieme all’autodominio o all’autodisciplina, è una grazia che va invocata e accolta.
La preghiera esplicita per la purezza è la porta attraverso la quale la si invoca e la si accoglie.

4. Certo, potrei darti anche mille altri consigli e probabilmente sarebbero i medesimi che hai già sentito tante altre volte anche dal tuo confessore e direttore spirituale.
Ma per un ragazzo come te, penso che questo sia sufficiente.
Ti dico solo: prova!

Ti ringrazio della preghiera che mi hai assicurato e volentieri ti assicuro le mie e ti benedico.
Padre Angelo