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Quesito

         Carissimo Padre Angelo, 
Leggere l’altro giorno la sua risposta è stato davvero confortante, perché si sentiva fossero parole guidate dallo Spirito Santo… hanno lasciato una grande gioia in me per l’intera scorsa giornata.
Le scrivo di nuovo quindi, sperando di non disturbarla, per porle altri dubbi e domande alla quale non riesco a trovare risposte soddisfacenti data la mia grande ignoranza.
Leggendo le storie dei Santi resto stupito e affascinato, mi sento davvero piccolo di fronte alla loro grandezza e ancora più minuscolo provando anche solo a immaginare la grandezza di Dio. 
Io vorrei tanto essere come loro, vorrei tanto essere Santo ma non so da dove iniziare, non capisco neanche come comprendere quale sia il progetto che il Signore ha in serbo per me…Talvolta mi capita di ripetere il significato del mio nome come fosse una preghiera, nella speranza di ricevere una risposta, ma riconosco forse di peccare di impazienza e che è solo Dio a scegliere il modo e il tempo per rispondere.
Un altro dubbio riguarda il Sacramento della Comunione. 
Credo di non essere degno di ricevere il corpo di Cristo perché non riesco a meravigliarmi e piangere di gioia nell’avere Gesù tra le mie mani.
Io so che si tratta del corpo del Salvatore (o almeno credo di saperlo) ma perché allora sono così insensibile quando lo ricevo in me? Quando arriva il momento della comunione mi sembra quasi di avere troppo poco tempo a disposizione per consapevolizzarmi del dono che sto per avere
… cosa posso fare Padre?
L’ultima domanda riguarda la salvezza delle anime del Purgatorio. Il fatto che ci siano anime che non possano essere salvate se non grazie al nostro aiuto mi rende felice e allo stesso tempo pieno di responsabilità, perché come dice Gesù: “ama il prossimo tuo come te stesso”, se meritassi il purgatorio, vorrei con tutto me stesso che qualcuno venga in mio soccorso, quindi sento la responsabilità e il dovere di soccorrerle.
So che la Santa Messa e la preghiera del Rosario sono potenti mezzi per aiutarle, ma leggendo alcune cose dette dalla (presunta) mistica Maria Simma, ci sono altri modi per farlo, ad esempio offrendo sofferenze morali e fisiche, come i digiuni, ma non so se ci sono altri tipi di sofferenze alla quale il nostro corpo possa essere sottoposto, leggo spesso di santi come S. Caterina da Siena, S. Chiara e S. Francesco d’Assisi e molti altri che utilizzavano strumenti come il cilicio; Non dico di volerne fare uso, anche se, ipoteticamente parlando non ci sarebbero affatto problemi se fosse per le anime del purgatorio, ma se possibile vorrei un po’ di chiarezza a riguardo perché sono molto ignorante, lo si può anche notare dal modo un po’ confuso in cui mi sono spiegato.
La saluto con un grande abbraccio, grazie per ciò che fa ogni giorno, aspetto la sua risposta con molto piacere!


Risposta del sacerdote

Caro Samuele,
1. mi parli dello stupore e del fascino che provi per i santi e vorresti essere come loro.
Che dire di questo desiderio? La risposta viene da Dio stesso il quale per mezzo di San Paolo ha detto che è lui “che suscita in voi il volere e l’operare secondo il suo disegno d’amore” (Fil 2,13).
La chiamata generale alla santità espressa già nell’Antico Testamento: “Siate santi, perché io, il Signore, vostro Dio, sono santo” (Lv 19,29) e rinnovata da Cristo con altre e più significative parole: “Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste” (Mt 5,48) e “Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso” (Lc 6,36) risuona in te come una più specifica e urgente chiamata.

2. San Domenico Savio, dopo aver sentito una meditazione di San Giovanni Bosco sulla santità nella quale veniva ripetuto che essere santi significa essere perfettamente felici, prese subito la risoluzione di essere santo e di non essere felice finché non fosse diventato santo.
Anche tu pertanto chiedi al Signore di diventare santo ripetendo in forma di invocazione, come già stai facendo, il tuo bel nome. Samuele significa: “Il mio nome è Dio”, o anche “l’implorato da Dio”.
Trasferito alla tua vita: “Signore, fammi diventare perfetto e misericordioso come sei tu”; “Che io sia il dono di Dio implorato da tanti!”.

3. Inoltre ti suggerisco di domandare incessantemente al Signore quello che il sacerdote Eli suggerì a Samuele quando questi senti per due volte una voce misteriosa che lo chiamava: “Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta” (1 Sam 3,9).
Sono certo che il Signore non sarà sordo a questa tua invocazione.
Piuttosto cerca di essere pronto a captare la risposta.

4. Anche la seconda domanda che mi hai fatto è di particolare importanza: come disporsi al meglio per accogliere il Signore nella Santa Comunione.
La Messa ben partecipata è già di suo un’ottima preparazione alla Santa Comunione.
E tuttavia si può e forse si deve anche fare qualcosa d’altro. Perché nella Sacra Scrittura si legge: “Uomo, prima dell’orazione prepara l’anima tua per non essere come uno che tenta Dio” (Sir 18,33).
Per ora ti suggerisco di fare quanto il mercoledì delle ceneri ho proposto come impegno quaresimale ai fedeli che frequentano la nostra chiesa: leggi un punto al giorno del libro quarto dell’Imitazione di Cristo.
L’Imitazione di Cristo è un classico della spiritualità cristiana. 
Il Libro quarto è tutto dedicato alla Santa Comunione. È costituito da 18 capitoli o capitoletti. Ogni capitolo è suddiviso in diversi punti.
Ebbene io ti suggerisco di leggere un punto (non un capitolo) prima di uscire di casa e di recarti a Messa.
In quelle parole sentirai Gesù che ti parla e che ti aiuta ad accogliere con la più santa devozione la sua presenza e la sua azione salvifica nel tuo cuore. Troverai un aiuto per partecipare meglio a tutta la Santa Messa.

5. Inoltre per vivere in maniera intensa la tua Comunione con il Signore non accontentarti dei pochi istanti di silenzio che vengono fatti prima dell’orazione finale.
Su quanto il Signore è venuto a darti e a dirti ritorna con la tua preghiera personale. 
Ti suggerisco in modo particolare la preghiera del Santo Rosario che è come il prolungamento durante la giornata della Santa Comunione.
Per me è così.
Ti accorgerai che non c’è niente di più bello che ravvivare la Comunione, anzi la fusione dei cuori tra Gesù Cristo e ciascuno di noi.
In questo modo la Comunione comincia diventare il momento più alto e più fecondo di tutta la tua giornata.

6. L’ultima domanda della tua mail ha per oggetto la salvezza delle anime del Purgatorio.
Anche in riferimento a questo tuo desiderio ripeto quanto ti ho scritto l’inizio della mail: “è Dio che suscita in noi il volere e l’operare” (Fil 2,13).
Sono contento del tuo desiderio di aiutarle.
Altre volte ho avuto l’opportunità di ricordare la preziosità del suffragio e della comunione con le anime del Purgatorio.
San Tommaso dice che il suffragio per le anime del Purgatorio è uno degli atti più insigni della carità cristiana. E porta cinque motivi.
Il primo, perché si dona alle anime del Purgatorio il bene più grande che è Dio stesso.
Il secondo, è un atto di carità spirituale, che dura eternamente, a differenza della carità materiale che termina con l’atto compiuto.
Il terzo, è una carità che si fa a persone che ne usano bene, mentre la carità che viene fatta ai mendicanti non sempre viene usata bene.
Il quarto, perché le anime del Purgatorio in nessuna maniera si possono aiutare da se stesse.
Il quinto, perché le anime del Purgatorio sono riconoscentissime.

7. Le anime del Purgatorio possono essere aiutate anche con l’offerta delle nostre azioni e delle nostre sofferenze.
Quando Santa Caterina da Siena seppe che suo padre al momento della morte era destinato al Purgatorio ne rimase molto dispiaciuta e chiese a Dio di donarle una sofferenza permanente piuttosto che suo padre stesse anche un solo istante in quel luogo di purificazione.
Il Signore la esaudì e subito avvertì un dolore al fianco che l’accompagnò per tutto il resto della vita.
Questo dolore è stato meritorio per suo padre, ma indubbiamente è stato meritorio anche per lei.
Continua dunque così. Anche tu meriterai molto per te stesso e potrai fruire di una particolare benedizione celeste.

Ti benedico, ti auguro ogni bene e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo