Quesito

Caro Padre Angelo,
sono un ragazzo che già da qualche anno svolge il “servizio” (lo metto tra virgolette perché per me è anche un piacere) di catechista per la preparazione alla cresima (che nella mia zona avviene solitamente nei primi anni delle scuole superiori).
La domanda che ho da rivolgere riguarda la confessione e, più nello specifico il pentimento.
Questa premessa serve a sottolineare che mi ritengo abbastanza consapevole (non se ne sa mai abbastanza!) dei miei errori…
… e proprio per questa consapevolezza, so che una delle condizioni per l’assoluzione è il pentimento.
Ebbene, ci sono alcuni peccati che non ho mai confessato non per imbarazzo o vergogna, ma perché non credo di essere pentito… provo a spiegarmi meglio con un esempio (a proposito, mi scuso se la mail è confusa).
Ho avuto più volte rapporti sessuali (prematrimoniali) con la mia fidanzata, e solo con lei. So di essere in errore, ma non mi ritengo “pronto” a confessare questa cosa perché, sovente, la cosa si ripete (anche se ultimamente con meno frequenza). So che anche lei condivide i miei stesi dubbi, quindi mi ero proposto di confessare questo peccato solo quando saremmo riusciti a resistere per un certo periodo di tempo… anche se finora non ce l’abbiamo fatta.
Faccio male a tenermi dentro questo peso?
Potrei confessarmi lo stesso, anche se non posso essere certo di non peccare più in questo senso? E nel caso lo facessi, la recidività annullerebbe l’assoluzione?
Un’altra domanda… so che probabilmente fra qualche mese, in occasione dell’anno paolino verrà concessa l’indulgenza in una parrocchia della zona: non mi sono ben informato sulle condizioni, ma potrebbe essere una buona occasione per ricominciare?
Grazie


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. i rapporti sessuali, nel loro stesso linguaggio, dicono che due persone si donano in totalità, nell’intimo della propria vita. Ma questa totalità in voi è falsata per due motivi: primo perché sapete di non essere ancora definitivamente uno dell’altro; secondo perché avvengono mediate contraccezione e anche questo mostra che non vi donate in totalità. In quel gesto rifiutate di mettervi in gioco senza alcuna riserva. E fate contraccezione proprio perché sapete che non potete donarvi senza riserva.
È una buona cosa che anche la tua ragazza cominci ad avvertirlo.

2. Mi dici che questo peccato non l’hai mai confessato. Questo mi fa capire che probabilmente ti sei confessato, ma l’hai taciuto.
Una confessione nella quale si tace volutamente qualche peccato non è vera riconciliazione con Dio. È una simulazione e pertanto un sacrilegio.
E poi, se hai fatto delle Comunioni, anche queste sono un sacrilegio.
Sai bene che la Sacra Scrittura dice: “Prima di mangiare di quel pane, ognuno esamini se stesso perché chi mangia o beve indegnamente il corpo e il sangue del Signore, mangia e beve la propria condanna. Ecco perché molti tra voi sono ammalati e alcuni sono perfino morti” (1 Cor 11,28-30).
Non mi meraviglio che questo costituisca un peso nella tua coscienza.
Questo peso viene accresciuto dalla consapevolezza di essere anche un catechista, il cui primo compito consiste nell’essere testimone.

3. Mi dici che aspetti il pentimento, perché sai che il pentimento è necessario nella confessione.
Sì, il pentimento è necessario, ed è anche la cosa più importante.
Ma certi peccati, come ad esempio le impurità sessuali, offuscano, anzi corrompono il giudizio di coscienza, come già diceva il filosofo pagano Aristotele.
E così voi due vi trovate in qualche modo indeboliti nel poter comprendere la gravità del vostro comportamento.

4. Mi dici che non provi pentimento.
Forse il motivo è che tu ti confronti solo con i criteri della tua coscienza, che possono anche essere offuscati o corrotti.
Ma se tu ti confronti con i criteri di Dio e con la sua volontà, le cose facilmente cambiano.
È sufficiente che tu sappia che Dio non lo vuole per cominciare a non sentirti a posto.
Prova a pentirti perché non ti sei fidato di Lui.
Non puoi pensare che Dio sia nemico del tuo amore.
È stato il demonio a mettere nella mente di Adamo ed Eva che Dio fosse un nostro concorrente.
Metti Dio al primo posto anche nella tua vita affettiva.
Finché avrai rapporti sessuali o anche impurità con la tua ragazza, Cristo non sarà mai il punto di partenza e il punto di arrivo, l’alfa e l’omega, il principio e la fine dei tuoi affetti e della tua vita.
La santità, la conformazione ai sentimenti e alla vita di Cristo, passa anche di qui.

5. I tuoi ragazzi sono nei primi anni delle superiori. Forse questi ragazzi cominciano ad avere seri problemi riguardanti la purezza. Non so come tu te la possa cavare con la tua coscienza.
Gesù ha detto che ognuno parla dall’abbondanza del proprio cuore.
Forse tacerai. Ma anche questo è sbagliato.

6. I consigli che ti do sono i seguenti:

– non aspettare il giubileo dell’anno paolino per la confessione. Fallo subito.
Mi dici che forse non sei pronto a cambiare. Ma la confessione dà la forza per poter cambiare. È il sacramento istituito da Gesù la sera del giorno della sua risurrezione quando ha detto “A chi rimetterete…” (Gv 20,23).
Quando ci si va a confessare Gesù ci investe con la forza della sua risurrezione e ci da la forza di poter cambiare.

– Prendi l’abitudine della confessione periodica e frequente. Anche in questo devi essere di esempio a tuoi ragazzi. Se invece ti confessi di rado e malamente che cosa puoi insegnare di veramente incisivo, che venga fuori dai tuoi convincimenti e dalla tua vita?

– Come sai, la contraccezione è contraria alla legge di Dio anche nel matrimonio.
Il fidanzamento è come il fondamento della vita matrimoniale. Nessuna virtù si improvvisa con la celebrazione delle nozze.
Allora ti dico: comincia a non consegnarti fin d’ora a chi non ti appartiene, per essere in grado di non consegnarti a chi non ti appartiene anche domani.
E soprattutto abitua la tua ragazza a non consegnarsi a chi non le appartiene, perché se viene abituata male adesso, si comporterà male anche domani.

7. Mi chiedi se l’assoluzione venga annullata nel caso di una nuova caduta.
No, non viene annullata. Semplicemente perdi di nuovo lo stato di grazia e necessiti di una nuova confessione.

8. Adesso fissa lo sguardo su Gesù che ti attende con le braccia aperte. Nessuno più di lui ti vuole bene e desidera farti nuovo.
Non aver dubbi sulla sua onnipotenza salvatrice.
Affida il buon esito della tua confessione a Maria e metti sotto la sua protezione i tuoi propositi.
Vedrai che sarai contento.
Gesù non ti vuole togliere nulla e ti troverai a voler bene alla tua ragazza in maniera nuova, pura, affascinante.
Anche tu dirai con Sant’Agostino: “Tardi ti ho amato, o Verità tanto antica e tanto nuova…Quello che prima temevo di perdere, adesso sono ben lieto di averlo lasciato”.

Ti seguo con la preghiera e ti benedico.
Padre Angelo