Quesito

Salve padre Angelo Bellon,
vorrei chiederle per quanto riguarda la confessione generale dei peccati sessuali… io ho avuto per un periodo della mia vita una sessualità disordinata e nella confessione generale ho confessato non tutti i peccati o quante volte li ho fatti, ma di aver avuto una vita sessuale disordinata, di aver abusato del mio corpo e di aver considerato le donne come oggetto di desiderio…
È sufficiente? Perchè spesso non mi sento in pace con me stesso, mi tornano alla mente altri episodi o fatti della mia vita che non so se con una confessione così possono essere perdonati…
O forse, adesso, è più un problema di guarire il cuore dalle ferite?
Attendo un suo consiglio spirituale
Dio la benedica


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. da quanto posso intuire i peccati sessuali da te commessi sono di impurità personale (aver abusato del mio corpo).
Dal momento che il confessore non ti ha chiesto altro, per quanto attiene all’accusa della confessione generale, posso dire che sia stata sufficiente.
 È vero che non hai accusato il numero. Ma lo si intuisce capendo che queste cadute sono state numerose, non sporadiche.

2. Adesso, come il Signore ti ha fatto capire, il problema sta altrove: guarire le ferite, che purtroppo si riaprono in continuazione (anche se lievi) con i peccati veniali.

3. Qui la prima cosa da fare consiste nel rimuovere energicamente i pensieri contrari alla purezza.
Inoltre non devi ritenerti mai immune da tentazioni. Per questo supplica Dio e la Beata Vergine di non farti cadere nelle tentazioni.
Perché questa supplica sia reale, ti raccomando il Santo Rosario. La Madonna a Fatima ha chiesto a tutti di recitarlo ogni giorno.
Maria, da vera Madre, sa che questa preghiera di suo ci libera da tanti mali di ogni tipo, perché porta la presenza sua e quella di Gesù nella nostra vita.

4. Ma c’è un’ultima cosa da fare: le ferite non  si guariscono solo non commettendo più peccati, ma anche facendo penitenza.
È vero che il sangue redentore di Cristo è stato versato sulla tua anima e l’ha resa monda. Ma rimangono in te, sebbene attutite, le vecchie inclinazioni al male, più volte assecondate e rinforzate.

5. Ma anche se queste inclinazioni fossero ormai quasi inoperanti (cosa assai difficile per i cristiani comuni), rimane la necessità di cooperare con Cristo all’espiazione dei peccati commessi, i quali, oltre a indebolire noi, hanno indebolito la Chiesa.
Determinati dunque a compiere qualche piccola pratica penitenziale quotidiana perché la tua vita porti anche l’impronta della penitenza: non solo per cautelarti dai peccati futuri, ma anche per sanare del tutto le ferite che hai causato in te e nel corpo mistico della Santa Chiesa.

Ti assicuro il mio ricordo nella preghiera e ti benedico.
Padre Angelo