Ho provato sconcerto nel leggere i primi libri della Sacra Scrittura

Ho provato sconcerto nel leggere i primi libri della Sacra Scrittura

Quesito

Caro Padre Angelo,
buongiorno.
Credo che la provvidenza divina agisca anche nelle piccole cose.
Mi spiego meglio: ho iniziato da 2 settimane a leggere la BIBBIA. Io sono cattolica praticante (anche se non è una definizione che molto mi piace), ma non ho mai letto interamente la bibbia….anzi molti libri e passi della stessa sono ad oggi a me ignoti.
Nella lettura mi sorgono poi sempre 1000 domande che dovrei scrivermi, ma mea culpa quasi mai faccio.
E penso tra me e me: “dovrei avere qualcuno che possa rispondermi”…frequento la parrocchia, dirigo il Coro della chiesa quindi dovrei avere gia un “mio Don” cui chiedere ma sono talmente pochi i momenti di calma….che finisco per non chiedere mai nulla.

Cosi ecco che accolgo con molto favore e piacere l’idea che Lei possa rispondermi a miei quesiti.
1. Sono giunta al LEVITICO ad oggi…noto che la “mentalità” che pervade i primi 3 libri, anche nelle parole del Signore, è molto “cruda” rispetto agli insegnamenti del Cattolicesimo…come mai tutto ciò? in diversi punti Dio parla di uccidere o lapidare persone o animali ad esempio… non le nascondo che ho trovato un po “ostica” con la mia mentalità la lettura di alcuni passi.
La ringrazio per l’attenzione.
Paola


Risposta del sacerdote

Cara Paola,
non mi meraviglia affatto che tu abbia trovato “dura” la lettura dei primi libri della Sacra Scrittura.
È necessario, per comprenderla, esservi introdotti.
Per questo è sempre opportuno leggere le introduzioni e le note.
A proposito della Genesi si deve ricordare ciò che dice sant’Agostino: è “il libro della pazienza di Dio”.
Essa narra attraverso uno stile primitivo l’intervento di Dio nella creazione del mondo e dell’uomo e la formazione di un popolo attraverso l’elezione di Abramo.
Nello stesso tempo si leggono nella Genesi fatti per i quali si comprende a quale degrado morale fosse giunta l’umanità distaccata da Dio.
È su questa umanità corrotta, che non distingue più il bene dal male, che Dio si curva per trarla a salvezza.
A proposito dell’Esodo e anche di altri libri che narrano le vicende posteriori all’uscita dall’Egitto e gli inizi dell’abitazione nell’attuale Palestina: hai letto e leggerai ancora cose molto dure.
Rispondendo ad una domanda abbastanza simile alla tua, avevo ricordato che già nell’Antico Testamento, soprattutto nei libri sapienziali, vengono forniti dei criteri di lettura.
Le guerre, ad esempio, sono interpretate come un castigo inflitto da Dio a determinate popolazioni a causa di gravissime perversioni. Cfr: “Tu odiavi gli antichi abitanti della tua terra santa, perché compivano delitti ripugnanti, pratiche di magia e riti sacrileghi. Questi spietati uccisori dei loro figli, divoratori di viscere in banchetti di carne umana, iniziati in orgiastici riti, genitori carnefici di vite indifese, tu li hai voluti distruggere per mano nei nostri antenati, perché ricevesse una degna colonia di figli di Dio la regione da te stimata più di ogni altra” (Sap 12, 3-7).
Il commento della Bibbia di Gerusalemme dice che il cannibalismo era praticato da alcuni popoli antichi (cfr. nota a Sap 12,5) e che qui ci si trova dinanzi a una specie di “taglione divino” (cfr. nota a Sap 11,4-14). E in realtà il testo sacro dice: “Perché capissero che con quelle stesse cose per cui uno pecca, con esse è poi castigato” (“per quae peccavit, per haec et torquetur”, Sap 11,16).
Il tema del contrappasso è ripreso diverse volte nella Sacra Scrittura: “Perciò quanti vissero ingiustamente con stoltezza tu li hai tormentati con i loro stessi abomini” (Sap 12,23; cfr. anche 16,1; 18,4 e Gen 9,6; Gdc 1,6-7; 1Sam 15,23; 2 Mac 4,26; 13,8; Pr 5,22; ecc.).

Al di là di tutto questo, persuasi che la Parola di Dio è Parola che vuole comunicare la vita eterna, la sacra Scrittura va letta soprattutto nel suo significato spirituale. E questo significato dobbiamo domandarlo al Signore, il quale lo comunica in particolare a coloro che sono puri di cuore.
Vai dunque avanti, non lasciarti scoraggiare e domanda al Signore di comunicarti, insieme con le parole materiali del testo, ciò che è il vero nutrimento della tua vita spirituale.
Ti seguo con la preghiera e ti benedico.
Padre Angelo.