Quesito

Carissimo Padre Angelo,
seguo da tempo sul sito la pagina "Un sacerdote risponde" e soprattutto la parte che riguarda la Teologia morale (Morale sessuale e matrimoniale).
Grazie di cuore per ciò che fa!
Ho letto più volte gli articoli perché mi aiutano molto a riflettere..
Ho … anni, sono sposato e da parecchi anni sono prigioniero della masturbazione.
Non mi spaventa tanto la mia debolezza umana quanto la mancanza di volontà nel togliermi dal pantano.
Ho maturato la convinzione che il problema per me risieda nella ricerca di immagini impure che agiscono come la benzina sul fuoco della mia debolezza.
Infatti nei periodi in cui sono lontano da internet e tv la debolezza rimane ma il problema svanisce.
Durante tutto l’anno lavoro in un ufficio e utilizzo quasi continuamente internet per lavoro e non sono molto felice dell’attività burocratica che svolgo.
Questo non aiuta il mio problema, perché più o meno inconsciamente, quando c’è l’occasione per "evadere" dall’attività la colgo al volo!
Internet fa parte di queste occasioni.
Si instaura subito un circolo vizioso che satana ha studiato bene e che mi è difficile superare..
Ricorro spesso alla confessione perché mi aiuta tanto a uscire dal pantano.
Dopo qualche giorno di pace successivo alla confessione, però, inizio col cedere a qualche articolo più o meno intrigante ma "pulito" (e se ne trovano milioni tra le news di google!).
Questo è l’inizio della fine, è come un masso fermo sulla cima di un monte. Quando gli dai una piccolissima spintarella rotola sempre più veloce.
Si passa ad una immagine quasi innocente per poi degradare nei contenuti fino ad arrivare alla masturbazione.
Immediatamente salta la preghiera, perché come Adamo mi sento nudo…come faccio a dire "Ti adoro mio Dio e ti amo con tutto il cuore" se non sono stato capace a mettere a freno la mia volontà, la mia bramosia, la mia sete di volgarità?
Contemporaneamente scende il buio, la tristezza, il deserto… tutto diventa bianco e nero, spariscono i colori, la pace interiore e la gioia della vita.
Divento nervoso in casa perché mi sento sporco anche di fronte a mia moglie, divento insofferente.
Cedendo la preghiera il gioco è fatto!
Ricorro dopo pochi giorni alla confessione (come si corre al pronto soccorso) per rialzarmi e cercare di camminare in grazia di Dio.
Quanto è faticoso tutto ciò!
Perché non sono capace a tagliare di netto, a gridare un NO deciso?
Come posso fare per rafforzare la mia misera volontà.
Come posso fare?
In confessione mi piacerebbe avere delle indicazioni pratiche per affrontare il problema e crescere.
Voglio diventare santo.
Grazie.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. la diagnosi della tua situazione è molto lucida: il lavoro quasi burocratico in internet non ti gratifica e cerchi sollievo in altro.
Questo altro, che inizialmente è anche innocente, è il cavallo di troia che ti porta alla pornografia e al resto.
Desidero commentare le seguenti tue testuali parole: “Questo è l’inizio della fine, è come un masso fermo sulla cima di un monte. Quando gli dai una piccolissima spintarella rotola sempre più veloce”.

2. “Questo è l’inizio della fine”: sì, è veramente la fine, perché ti senti interiormente distrutto e impoverito.
Quando arrivi alla fine capisci immediatamente quello che diceva Giovanni Paolo II e cioè che il peccato “finisce col rivolgersi contro l’uomo stesso, con un’oscura e potente forza di distruzione” (Reconciliatio et Poenitentia 17).
Ti senti innanzitutto privo della presenza personale di Dio nella tua anima.
Di recente un giovane mi ha detto che dopo aver compiuto un atto impuro ha avvertito subito di aver perso la grazia di Dio.
Chi non ha mai vissuto l’unione intima con Dio da cuore a cuore, non avverte questa perdita.

3. La pornografia e gli atti impuri che ne seguono sono tutti atti di “egoismo allo stato puro”, come ha detto un Autore spirituale.
Un atto di egoismo del genere, che tocca l’intimo nucleo della persona, la sconvolge nel fondo di se stessa.
Di qui le conseguenze che tu hai descritto in maniera così vera: “Contemporaneamente scende il buio, la tristezza, il deserto. Tutto diventa bianco e nero, spariscono i colori, la pace interiore e la gioia della vita.
Divento nervoso in casa perché mi sento sporco anche di fronte a mia moglie, divento insofferente”.
Vorrei spedire queste tue affermazioni, che anche altri giovani hanno descritto con termini abbastanza vicini ai tuoi, a coloro che dicono che l’autoerotismo non è una colpa grave.
Forse alcuni di costoro sono immersi in una situazione di autoerotismo e d’altro in maniera così permanente che – come un cadavere – sono ormai insensibili a cambiamenti repentini di stato interiore.

4. C’è da sottolineare l’importanza della vigilanza.
Come hai osservato: “Si passa ad una immagine quasi innocente per poi degradare nei contenuti”.
Quello della vigilanza è un tema richiamato spesso dal Signore e ricorda la necessità di non addormentarsi e di tenere sempre lo sguardo rivolto verso il Signore.
Proprio qui puoi trovare la strada per il superamento del tuo problema.
Gesù ha detto: “Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione” (Mt 26,41).
Se non tieni il tuo cuore rivolto al Signore, rimani distratto e facilmente cadi.

5. So di alcuni che se si distraggono quando sono al lavoro e sul computer ne approfittano per andare a leggere il Vangelo del giorno o per visionare rubriche religiose.
Altri invece, se si distraggono, si portano su soggetti politici o sportivi o di loro interesse.
Altri infine scivolano su argomenti pericolosi per la loro vita cristiana.

6. Allora come rimedio per prima cosa ti suggerisco la preghiera mattutina, nella quale raccomanderai la tua giornata alla protezione e all’aiuto del cielo.
Per preghiera mattutina non intendo semplicemente dire qualche preghiera, cosa per altro sempre buona. Intendo invece lo stare col Signore, lasciarsi illuminare dalla sua Parola prima che dalla luce del sole.
Lo puoi fare leggendo le Sacre Scritture e pregando su di esse.
Oppure lo puoi fare recitando col santo Rosario che è – per così dire – il Vangelo riassunto.

7. Poi, persuaso che andando a lavorare vai come in battaglia e che dovrai subire tentazioni, devi andarci corazzato, ben consapevole di quello che dice lo Spirito Santo per bocca di san Paolo: “Tenete sempre in mano lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutti i dardi infuocati del maligno” (Ef 6,16).
A quei tempi in battaglia si usavano dei dardi che avevano sulla punta del materiale infiammabile che veniva acceso prima di lanciarli. La fiamma di questi dardi andava a spegnersi cozzando sullo scudo che avvolgeva quasi tutto il corpo.
I dardi della fede e della preghiera invece portano dentro di te un altro fuoco, che ti da la forza di spegnere i dardi infuocati del maligno.

8. In Ef 6,10-18 trovi tutto quello che è necessario per la lotta spirituale: “Per il resto, rafforzatevi nel Signore e nel vigore della sua potenza.
Indossate l’armatura di Dio per poter resistere alle insidie del diavolo.
La nostra battaglia infatti non è contro la carne e il sangue, ma contro i Principati e le Potenze, contro i dominatori di questo mondo tenebroso, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti.
Prendete dunque l’armatura di Dio, perché possiate resistere nel giorno cattivo e restare saldi dopo aver superato tutte le prove.
State saldi, dunque: attorno ai fianchi, la verità; indosso, la corazza della giustizia;
i piedi, calzati e pronti a propagare il vangelo della pace.
Afferrate sempre lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutte le frecce infuocate del Maligno;
prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la parola di Dio.
In ogni occasione, pregate con ogni sorta di preghiere e di suppliche nello Spirito, e a questo scopo vegliate con ogni perseveranza e supplica per tutti i santi” (Ef 6,10—18).

9. Mantieni la pratica della confessione periodica e frequente, anche se non vi fossero più cadute, come mi auguro.
La confessione comunica sempre una forza nuova, perché ci investe della potenza della risurrezione di Cristo.
Mantieni l’anelito alla santità e mentre quotidianamente reciti il Santo Rosario chiedi a Maria di donarti il suo Cuore.

Ti assicuro volentieri la mia preghiera e il ricordo nella Santa Messa, Ti auguro ogni bene per te e per la tua famiglia e ti benedico.
Padre Angelo