Quesito

Caro padre Angelo,
sono un ragazzo di 22 anni e Le ho già scritto altre volte per alcuni dubbi che avevo e adesso vorrei porle quest’altro quesito: su internet ho trovato molti articoli e libri che parlano di come mettersi in contatto con il proprio Angelo Custode ed avere una specie di conversazione con Lui e a volte percepire fisicamente la sua presenza sul proprio corpo o addirittura vederlo e parlargli (ad esempio alcuni dicono che Essi siano attratti dagli oggetti sonori, dalle campanelle, dalle candele, dai colori chiari, da quadretti con immagini di altri angeli e che sarebbe opportuno decorare con tali oggetti un angolo della casa e lì conversare col proprio Angelo. Un altro articolo invece si basava solo sulla meditazione ad occhi chiusi in una stanza da soli, ecc.). Non so se ciò sia possibile ma mi stava venendo in mente di provare. Secondo Lei può essere fattibile questa cosa oppure potrebbe essere pericolosa? Io cerco di rispettare sempre l’insegnamento della Chiesa Cattolica. Questa esigenza nasce dal fatto che alle volte vorrei avere qualche prova tangibile della vicinanza divina alla mia vita, specialmente quando mi sento affranto o demoralizzato al punto che alle volte non mi va neanche di pregare. Non posso negare che molte volte le preghiere che io ho fatto o che altri hanno fatto per me siano state esaudite, ma quando ciò non avviene, mi viene da pensare che forse le altre volte siano state solo delle coincidenze e vorrei smetterla di pensarla così perché so che non è vero.
Insomma vorrei vicino a me qualcuno che mi conforti e mi ridia un po’ di sicurezza ed entusiasmo, certo, non mi aspetto che il mio Angelo Custode stia ore e ore a parlare con me, però mi basterebbe già una semplice parola di conforto o un consiglio sussurrato all’orecchio (come dicono), anche perché ho pochissimi amici e quelli che ho li vedo di rado, quindi sono proprio solo, non ho nessuno che mi capisca, solo Gesù può capirmi.
La ringrazio
Simone


Risposta del sacerdote

Caro Simone,
1. le varie tecniche che mi hai descritto per poter entrare in comunione col proprio Angelo custode sono superstiziose e pertanto costituiscono un peccato.
Sono superstiziose perché per entrare in comunione col proprio Angelo custode è sufficiente qualcosa di molto più semplice: la preghiera.
Tutte le tecniche che mi hai descritto costituiscono addirittura una pretesa messa davanti a Dio e agli Angeli. Essi dovrebbero manifestarsi obbedendo alle nostre decisioni.
Oltre che di superstizione, si tratta anche di una specie di tentazione di Dio.
In poche parole si verrebbe obbligare Dio a manifestare la vicinanza degli Angeli attraverso il posizionamento di certi oggetti.

2. Questi peccati sono un male.
E non soltanto perché si pretende di entrare in comunione con Dio e con gli spiriti celesti attraverso mezzi inadeguati (sono infatti mezzi materiali, mentre gli angeli sono nell’ordine spirituale e soprannaturale) ed espressamente proibiti da Dio, ma anche perché aprono e addirittura spalancano le porte all’azione del demonio che può ingannare in tutti i modi.
Tutte le risposte che darebbero gli angeli attraverso questi mezzi sono date o dalla propria illusione o dal demonio.
In ogni caso dunque vi è inganno.
Ma se si tratta di inganno del demonio, la cosa è peggiore, perché in qualche modo ci si assoggetta al suo dominio.

3. Capisco il tuo desiderio di entrare in comunione con gli angeli.
D’altra parte se Dio ce li ha dati come nostri custodi significa che siamo chiamati a domandare e a sperimentare la loro intercessione e protezione.
Ebbene, questa intercessione e protezione la sperimentiamo molte volte tangibilmente.
A te, nei momenti di depressione, viene da sospettare che si tratti di coincidenze.
In realtà si tratta di manifestazioni tangibili della prontezza dell’aiuto e dell’assistenza degli Angeli. Essi ci servono in terra con quella prontezza con cui in cielo fanno la volontà di Dio.
Capita talvolta di rimanere a bocca aperta e quasi ammutoliti nel vedere la puntualità e la fedeltà con cui ci servono.

4. Se qualche altra volta non riceviamo risposta sarà perché Dio ha disposto così: o perché siamo più perseveranti nella preghiera e diventiamo finalmente adatti e pronti a ricevere le grazie richieste per usarne santamente, oppure perché quello che chiediamo non è un bene per la nostra santificazione.
Talvolta a distanza di qualche tempo comprendiamo come mai Dio in qualche occasione non ci ha esaudito. E diciamo che anche questo è grazia!

5. Infine mi dici: “non mi aspetto che il mio Angelo Custode stia ore e ore a parlare con me”.
Invece io ti dico che il tuo Angelo sta sempre con te, ore e ore, senza mai stancarsi o indignarsi.
Mentre adora Dio ed è reso partecipe della gioia e della gloria di Dio  nello stesso tempo è contentissimo di guidarti passo passo, senza perdere un istante.

6. Mi dici che ti basterebbe una semplice parola di conforto o un consiglio sussurrato all’orecchio.
Ma se ti metti in preghiera, in raccoglimento, soprattutto col santo Rosario o con la Sacra Scrittura, il tuo Angelo ti farà sentire la sua presenza e ti parlerà col linguaggio di Dio, facendoti percepire che alcune parole o intuizioni della mente esprimono proprio quello che il Signore in quel momento ti vuole dire e ti vuole dare.

7. Tra le tue devozioni prega sempre e ogni giorno  il tuo Angelo custode.
Affidati a Lui anche nelle tue occupazioni e in particolare nei tuoi viaggi.
Sarà tangibile la sua protezione e anche la sua celeste compagnia.

Ti ricordo volentieri al tuo Angelo custode e ti benedico.
Padre Angelo