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Quesito

Salve Padre Angelo
le vorrei fare una domanda sulla la comunione.
Ho visto anche anziani masticare l’ostia, invece di tenerlo in bocca in modo più riverente. (…).
Ai tempi di Gesù non c’era l’ostia che abbiamo noi adesso ed era più facile da sbriciolare.
Il Vangelo non riporta nemmeno il modo in cui veniva distribuito, ma si deduce che il pane per forza era più facile a sbriciolarsi e che gli apostoli dovevano per forza masticare.
Le voglio chiedere ancora un’altra cosa: gli apostoli erano abbastanza illuminati dallo Spirito Santo nell’ultima cena su ciò che Gesù faceva oppure l’hanno compreso meglio dopo che ricevettero lo Spirito Santo nel giorno di Pentecoste?

 


 

Risposta del sacerdote

Carissima,
1. quando in antico veniva data la Santa Comunione non c’erano le particole sottili che abbiamo noi.
Evidentemente dovevano masticare.
Rimediavano però al problema che qualche parte del pane consacrato rimanesse tra i denti o attaccato al palato attraverso la Santa Comunione fatta col Sangue di Cristo.

2. Da quando è invalsa la prassi di dare la Santa Comunione solo sotto le apparenze del pane ne è venuta fuori la necessità di particole più sottili perché fossero ingerite più facilmente.
Ne seguì anche la necessità di non masticarle per evitare che ne rimanesse qualche parte tra i denti.

3. Guardando la gente appena fatta la Comunione si potrebbe avere l’impressione che alcuni, soprattutto anziani, mastichino.
In realtà molti vanno alla ricerca della saliva per poterla deglutire meglio.

4. Vengo adesso alla domanda più importante.
Si può dire senza timore di sbagliarsi che gli Apostoli siano stati colti di sorpresa riguardo a ciò che Gesù ha fatto nell’ultima cena.

5. Ma il fatto che gli evangelisti abbiano ripetuto le stesse parole del Signore e soprattutto, come San Luca e poi anche San Paolo, abbiano riportato il suo comando “Fate questo in memoria di me” lascia intendere che abbiano capito bene ciò che il Signore ha inteso fare.

6. E va detti anche che non abbiano tardato a ricordare ciò Gesù aveva detto a suo tempo: “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.
Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui” (Gv 6,54-56).

7. Tanto più che probabilmente erano in attesa che Gesù realizzasse la promessa annunciata proprio in quel medesimo discorso: “Io sono il pane vivo, disceso dal cielo.
Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo” (Gv 6,52).
Aveva detto “darò”.
Non l’aveva dato sul momento. L’aveva soltanto promesso.
E tale promessa non passò inosservata perché fu motivo di incredulità di parte di molti tanto che da quel momento cessarono di seguire Gesù.

8. Il Vangelo infatti annota con molto realismo: “Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?»” (Gv 6,52).
E: “Molti dei suoi discepoli, dopo aver ascoltato, dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?»” (Gv 6,60).
E ancora: “Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui” (Gv 6,66).

9. “Gesù allora disse ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?».
Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».
Gesù riprese: «Non sono forse io che ho scelto voi, i Dodici? Eppure uno di voi è un diavolo!».
Parlava di Giuda, figlio di Simone Iscariota: costui infatti stava per tradirlo, ed era uno dei Dodici” (Gv 6,67-71).

10. A motivo di questa scissione di alcuni e anche di ciò che Gesù aveva aggiunto “Eppure uno di voi è un diavolo!” non potevano dimenticare.
Tant’è che a Emmaus, la sera del giorno della sua risurrezione, i discepoli lo riconoscono nello spezzare il pane.
Non va dimenticato che l’Eucaristia veniva chiamata “frazione del pane”.
Dunque non è necessario attendere il giorno di Pentecoste perché l’abbiamo compreso.
Chissà quante volte ne avranno parlato tra di loro dalla sera di Emmaus a quello della ascensione.

Ti auguro ogni bene, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo

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