(8 maggio)

1. I Domenicani oggi ricordano l’approvazione dell’Ordine fatta il 22 dicembre 1216 da Papa Onorio III.
Ogni figlio di San Domenico non può dimenticare che nella sua professione religiosa ha promesso fin dall’inizio “obbedienza a Maria” e che da Lei riceve assistenza in ogni momento, compreso quello in cui in punto di morte i suoi confratelli cantano attorno al suo capezzale la Salve Regina mettendolo nelle mani di Maria, porta felice del Cielo.

2. Le più antiche cronache dell’Ordine (le Vitae fratrum) riportano ad ogni pagina il nome di Maria e riflettono la persuasione intima di una sua
«protezione specialissima» (ven. Umberto de Romans).

3. San Domenico volle che alla recita corale si alternasse l’ufficio della Vergine da iniziarsi appena alzati (testimonianza della beata Cecilia) e amava ripetere spesso di aver ottenuto da Maria il beato Reginaldo (deposizione del beato Giordano di Sassonia).
Nei suoi faticosi viaggi apostolici trovava sollievo nel canto dell’Ave Maris Stella (deposizione di fra Buonviso).

4. Il beato Giordano ordina che «in eterno e senza interruzione la giornata dei religiosi si chiuda con la Salve Regina», e il ven. Umberto, 5° Maestro dell’Ordine, invia una celebre lettera a tutto l’Ordine (1255) invitando a ringraziare la Madonna per avere scongiurato la soppressione degli Ordini mendicanti.

5. In particolare egli scrive: “I novizi abbiano devozione specialissima alla beatissima Vergine, la venerino, la onorino, si studino di servirla in qualsiasi modo, come propria piissima e amatissima Maestra e protettrice (conservatricem) e come Abbadessa del loro Ordine; ed abbiano in lei speciale fiducia e speranza, come al massimo rifugio dopo Dio”.
Questo vale come apprendistato per tutta la vita.

6. Nelle Vitae fratrum si legge che il Santo Padre Domenico, rapito in spirito davanti a Dio, vide il Signore seduto e alla destra di lui la gloriosa Vergine, sua Madre. Religiosi di tutti gli Ordini, condotti dai loro fondatori, si accostavano e stavano attorno a Gesù e a Maria, ma San Domenico non vide nessuno dei suoi.
Si prostrò piangendo dinanzi al Signore, lamentandosi umilmente dell’assenza dei suoi religiosi.
Allora ad un cenno di Gesù la divina Madre aprì il suo manto e il beato Domenico pieno di stupore e di gratitudine vide stretti alla Vergine e accolti sotto il suo manto una moltitudine innumerevole di frati e di suore del suo Ordine.

7. Come riferisce Sant’Antonino, la Madonna parlando dei figli di San Domenico disse: «Questa è la mia famiglia, questi sono i miei figli».
Santa Brigida attesta che la Beata Vergine così rispose alle infervorate raccomandazioni che il Santo Padre Domenico te le faceva in punto di morte per il suo Ordine: “O Domenico, amico diletto, perché hai amato me più di te stesso, sotto l’ampio mio manto difenderò e proteggerò i tuoi figli e tutti quelli che persevereranno nella tua regola si salveranno” (Rivelazioni, libro 3, cap. 17).

8. Nella duplice attività di predicazione e di insegnamento, l’Ordine ha espresso la propria gratitudine a Maria sia nella sua profonda e precisa teologia mariana sia nel promuovere instancabilmente la «sua devozione, il Rosario».
La festa di oggi commemora la protezione speciale concessa dalla Beata Vergine sull’Ordine dei Predicatori perché non solo al tempo del Santo Padre Domenico, ma sempre e in tutte le età l’Ordine non ha mai mancato di attribuire la liberazione dai mali e il felice risultato delle sue fatiche alla Beata Vergine nello stesso modo in cui la Chiesa non manca mai di attribuire all’intercessione della Madonna i frutti della sua missione.

fr. Angelo Bellon, o.p.