Farmacisti e vendita di profilattici

Quesito

Caro Padre Angelo,
entrare in una farmacia ormai mi crea moltissimo imbarazzo, non riesco a trovarne una che non esponga sui banchi di vendita i preservativi.
Sono molto riservato, e già questo mi crea vergogna; poi il mio modo di vestire già fa intendere che sono un cattolico credente e praticante, e mi vergogno ancora di più; è pur vero che Gesù non si è vergognato di stare fra i peccatori, frequentarli, era venuto apposta per salvarli….frequentare non significa approvare. Quando sono solo io e un farmacista che notoriamente si accosta alla Comunione talvolta ne ho approfittato per una parola….mi sento rispondere che non vendono ai minorenni. Ma basta questo? Parlano poi dei problemi dell’Africa e ribatto con gli insegnamenti del Papa ma a nulla serve.
E’ lecito per un farmacista praticante esporre e vendere preservativi? E se il farmacista li nasconde alla visibilità e li vende lo stesso?
Per me è grave peccato di complicità con tutti gli altri peccatori che ne fanno uso. Ma mi dica se sto sbagliando, se cioè in qualche situazione, (quali situazioni?) è lecito l’uso del preservativo e quindi lecita la vendita degli stessi.
Se tutto questo è peccato come devo comportarmi se non trovo farmacisti obiettori di coscienza?
Se tutto questo è peccato e quindi tali farmacisti vivono in stato perenne di peccato senza volontà di allontanarsi da queste situazioni come possono essere assolti e quindi accostarsi alla Comunione? Sono nella stessa situazione dei conviventi o no? Lei può rispondermi che forse il Confessore non li conosce ma posso dirle che più d’una volta ho incrociato farmacisti penitenti assolti (perchè li vedo poi accostarsi a Comunione) da Confessori che poi vedo frequentare le loro stesse farmacie… Sono sbadati questi Confessori? o fanno finta di non sapere?
Spero solo di sbagliare io che vedere la Chiesa in rovina.
Grazie per il suo apostolato così prezioso.
M.


Risposta del sacerdote

Caro M.,
1. di per sé il farmacista è tenuto a vendere ciò che è farmaco.
Se non si tratta di farmaci può dire ai clienti che possono provvedersi altrove per le loro richieste.

2. Pio XII rivolgendosi ai farmacisti cattolici il 2.11.1950 disse: “Qualche volta voi dovete lottare contro le richieste, le pressioni e le esigenze di certi clienti che ricorrono a voi per farvi complici dei loro delittuosi disegni. Ma voi sapete che, quando un prodotto per sua natura e nell’intenzione del cliente è indubbiamente destinato a un fine colpevole, non importa sotto qual pretesto o quale sollecitazione, non potete accettare di partecipare a questi attentati contro la vita o l’integrità dell’individuo, contro la propagazione o la sanità corporale e mentale dell’umanità”.

3. Molti farmacisti sono tentati dalla “cassetta” e per questo senza alcuno scrupolo mettono alcuni prodotti proprio ben in vista.

4. Mi chiedi se l’uso del preservativo sia lecito in qualche caso.
Se lo si usa come preservativo non è mai lecito.
Sebbene la quasi totalità delle volte venga richiesto per uso anticoncezionale, tuttavia può succedere che possa essere richiesto anche per altri scopi, alcuni dei quali leciti e altri che possono non aggravare ulteriormente la colpevolezza di un atto di suo già peccaminoso.
In particolare, se il cliente presentasse la prescrizione medica non vedo perché il farmacista debba opporsi. Non è tenuto a sapere i motivi della prescrizione medica e dell’uso che ne farà.
Pertanto il farmacista non li metterà sotto il naso della gente, ma può provvedere al caso.

5. Mi chiedi come devi comportarti con i farmacisti non obiettori di coscienza.
Ti rispondo: qui non si tratta di essere obiettori, perché nessun farmacista ha l’obbligo di mettere sul banco ben visibili tali prodotti.

6. Mi dici di alcuni che su questi punti non si pongono alcun scrupolo e che li vedi accostarsi alla Confessione e fare la S. Comunione.
Ti posso dire solo che il sacerdote dà l’assoluzione in merito a quello che il penitente gli dice, non su quello che non gli dice.
Ti devo anche dire che se uno poi uno tace volontariamente un peccato grave, ingannando il confessore, si rende colpevole di sacrilegio.

Penso di aver risposto direttamente o indirettamente a tutte le domande che mi hai fatto.
Ti saluto, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo