Caro padre Angelo,
Ho recitato varie forme di preghiera ma ho letto che è il Rosario la preghiera per eccellenza.
È un invito di Maria nei suoi numerosi messaggi.
Ma…. perché? mi chiedo.


Carissimo,
1. il Rosario non è la preghiera per eccellenza, anche se in essa vi è contenuta la preghiera più eccellente che è il Padre nostro.

2. Si legge nel Catechismo della Chiesa Cattolica: “«Un giorno Gesù si trovava in un luogo a pregare e quando ebbe finito uno dei discepoli gli disse: “Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli” (Lc 11,1).
È in risposta a questa domanda che il Signore affida ai suoi discepoli e alla sua Chiesa la preghiera cristiana fondamentale. San Luca ne dà un testo breve (di cinque richieste, (Lc 11,2-4) san Matteo una versione più ampia (di sette richieste, Mt 6,9-13). La tradizione liturgica della Chiesa ha sempre usato il testo di san Matteo:
Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo Nome,
venga il tuo Regno,
sia fatta la tua Volontà
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal Male” (CCC 2759).

3. E ancora: “«L’Orazione domenicale è veramente la sintesi di tutto il Vangelo» (Tertulliano, De oratione, 1). «Dopo che il Signore ci ebbe trasmesso questa formula di preghiera, aggiunse: “Chiedete e vi sarà dato” (Lc 11,9).
Ognuno può, dunque, innalzare al cielo preghiere diverse secondo i suoi propri bisogni, però incominciando sempre con la Preghiera del Signore, la quale resta la preghiera fondamentale» (Ib.)” (CCC 2761).

4. Il CCC poi mutua questa bella affermazione di Sant’Agostino: “Se passi in rassegna tutte le parole delle preghiere contenute nella Sacra Scrittura, per quanto io penso, non ne troverai una che non sia contenuta e compendiata in questa preghiera insegnataci dal Signore” (Epistulae, 130) (CCC 2962).

5. Il Rosario è la più eccellente tra le devozioni fatte proprie dalla Chiesa, la quale nel suo Magistero negli ultimi secoli l’ha costantemente riproposto, anche a seguito delle grandi apparizioni mariane come quelle di Lourdes e di Fatima, nelle quali la Madonna esplicitamente ha raccomandato questa forma di preghiera.

6. Giovanni Paolo II nell’esortazione apostolica Rosarium Virginis Mariae ne porta il motivo: “Recitare il Rosario, infatti, non è altro che contemplare con Maria il volto di Cristo” (n. 3).
Contemplare significa stare uniti a Gesù, ascoltare la sua parola che comunica vita eterna.
Soprattutto significa accogliere Cristo che si dona a noi con gli eventi salvifici della sua vita e stimola ciascuno di noi a fare altrettanto per trasformare la nostra vita in un dono di amore a Lui e alla Chiesa.

7. Recitare il Rosario è pertanto la stessa cosa che portare Cristo e il suo Vangelo nella nostra vita perché la trasformi e la renda conforme alla Sua.
Nella sua semplicità può essere recitato dappertutto: per strada, in viaggio, a casa, nelle pause di lavoro e di studio, di notte, in qualsiasi momento della giornata.
E sempre vi entra con la forza del lievito: per dare un’impronta evangelica alla nostra vita e farne una preghiera di adorazione, di ringraziamento, di richiesta di perdono e di implorazione di grazie per tutti, vivi e defunti.

8. Tutto quello che io ho appena detto Giovanni Paolo II l’ha formulato con le seguenti parole: “Ma il motivo più importante per riproporre con forza la pratica del Rosario è il fatto che esso costituisce un mezzo validissimo per favorire tra i fedeli quell’impegno di contemplazione del mistero cristiano che ho proposto nella Lettera apostolica Novo millennio ineunte come vera e propria ‘pedagogia della santità’: «C’è bisogno di un cristianesimo che si distingua innanzitutto nell’arte della preghiera».
Mentre nella cultura contemporanea, pur tra tante contraddizioni, affiora una nuova esigenza di spiritualità, sollecitata anche da influssi di altre religioni, è più che mai urgente che le nostre comunità cristiane diventino «autentiche ‘scuole’ di preghiera».
Il Rosario si pone nella migliore e più collaudata tradizione della contemplazione cristiana.
Sviluppatosi in Occidente, esso è preghiera tipicamente meditativa e corrisponde, in qualche modo, alla «preghiera del cuore» o «preghiera di Gesù» germogliata sull’humus dell’Oriente cristiano” (Rosarium Virginis Mariae, n. 5).

Con l’augurio che tutto questa avvenga anche nella tua vita, ti auguro ogni bene, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo