Quesito

Caro P. Angelo,
Seguo con molto interesse la sua rubrica che considero un prezioso forziere dal quale attingere i chiarimenti in caso di dubbi che possono facilmente sorgere nel corso della catechesi di preparazione al matrimonio della quale mio marito ed io, in qualità di catechisti, ci occupiamo.
Mi permetto di interpellarLa per i seguenti argomenti per i quali chiedo il suo aiuto:
1) se sia corretta la seguente sintesi del confronto tra la figura di Dio Amore nell’Antico e nel Nuovo Testamento:
– nel primo emerge la figura di Dio che è Amore, ma anche Giudice;
– nel secondo, Gesù Cristo ci fa conoscere cos’è l’Amore radicale e ci insegna l’amabilità, concetto che sposta il baricentro del discorso sull’amore dall’altro (amico o nemico che sia) a noi stessi;
2) sappiamo che Dio Trinità è tre Persone, uguali e distinte, in una.
Come spiegare Gv 14,28: ….”perché il Padre è più grande di me”.

Nell’attesa di una sua risposta, La saluto con gratitudine, confidando nella sua benedizione e nelle sue preghiere e assicurando costante reciprocità.
Daniela


Risposta del sacerdote

Carissima Daniela,
1. mi felicito anzitutto con te e con tuo marito per il prezioso servizio che fate all’interno della Chiesa. La preparazione dei giovani al matrimonio è un incarico importante e delicato che il Signore vi ha dato.
Potrei dire che da quello che voi testimoniate e insegnate può dipendere non solo la buona riuscita del matrimonio di molti, ma anche il loro destino eterno.

2. Vengo ora alle tue domande.
Circa la prima: cercando di capire ciò che vuoi dire, convengo nel dire che nel Nuovo Testamento Dio manifesta in maniera ancora più chiara come ci ami e chieda di amarci gi uni gli altri.
Pur annunciata dai profeti, nessuno si aspettava un amore così grande da parte di Dio, attraverso l’incarnazione, la passione, la morte e risurrezione del Signore.

3. Il Nuovo Testamento lo evidenzia chiaramente: “Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna” (Gv 3,16).
Ciò significa che Dio ha tanto amato gli uomini da voler dare loro tutto se stesso perché godano eternamente del suo possesso (la vita eterna).
“Avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine” (Gv 13,1).
“Pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini” (Fil 2,6-7).
Sì, ciò che emerge è la radicalità dell’amore con cui Dio ci ama.

4. E proprio perché ci dona il suo cuore, vuole che anche noi non ci accontentiamo di amare il nostro prossimo come noi stessi.
Vuole che lo amiamo come Lui ci ama: “Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando” (Gv 15,12-14).

5. Se nell’Antico Testamento ci si attendeva una promessa di ordine temporale (benedizione divina nell’abitare una terra dove scorrevano latte e miele, abbondanza di bestiame, liberazione dai nemici…), nel Nuovo Testamento la benedizione e la realtà promessa è Dio stesso, posseduto e amato già di qua, come inizio della vita eterna dentro di noi.

6. Circa la seconda domanda scrivi: “sappiamo che Dio Trinità è tre Persone, uguali e distinte, in una”.
Dire che Dio sia trinità di Persone in una è una contraddizione: o vi sono tre persone, oppure ce n’è una.
È giusto invece dire che la trinità di Persone sussiste in una sola natura, e cioè che la trinità di Persone sono un solo Dio.

7. Mi chiedi poi: “Come spiegare Gv 14,28: ….”perché il Padre è più grande di me”” dal momento che le Persone divine sono uguali e distinte.
La risposta la puoi trovare in quella pubblicata ieri, che in breve ora ti riassumo.
Gesù dice: “se mi amaste, vi rallegrereste che io vado dal Padre, perché il Padre è più grande di me” (Gv 14,28).
Ebbene, Gesù va al Padre in quanto uomo, non in quanto Dio, perché in quanto Dio è uguale al Padre. In questo senso aveva detto: “Io e il Padre siamo una cosa sola” (Gv 10,30).
Poiché entra in cielo con la sua natura umana può dire “il Padre è più grande di me”.

Ti auguro un proficuo ministero tra le coppie di futuri sposi.
Ti assicuro la mia preghiera e la mia benedizione.
Padre Angelo