Quesito

Sto combattendo per mantenermi casta, e non cadere nel peccato della masturbazione. Però spesso sono tentata, e non sempre sono risoluta nel respingere la tentazione: tergiverso un po’, e poi magari riesco a vincerla, ma solo dopo aver accarezzato l’idea di cedere. Checchè se ne dica, anche raggiunto da soli il piacere fisico è gratificante, e travolgente. Mi rimane un dubbio. Se sollecitato, il corpo risponde, è naturale. Quindi, proprio perchè lotto un po’ a malincuore contro la tentazione, mi capita di avere reazioni fisiche e compiere movimenti che non sono riconducibili ad una mia effettiva attività peccaminosa, ad una mia deliberata scelta di prendermi il mio piacere, ad una decisione di trasgredire, ma che forse dipendono dal mio “giocherellare” con l’eccitazione senza spegnerla subito. Si tratta quindi di sensazioni e gesti che non riesco a definire (anche perché non ho mai fatto l’amore con nessuno e non conosco bene il mio corpo), che non so se costituiscono in sé peccato consumato, perché per quanto eccitata (il che mi capita quasi sempre appena sveglia, non so perché) non ho nessuna intenzione di offendere Dio o di perdere la Comunione con Lui. Lo so bene, sono una stupida. So per esperienza che, una volta avviati, certi meccanismi vanno avanti quasi da soli; e la mia colpa è non stopparli con fermezza quando fanno capolino. Di questo mi accuso e credo di dovermene confessare, anche se ritengo che questa debolezza sia un peccato in sé non mortale. Ma di quello di cui non sono sicura sia peccato, nonostante preceduto e favorito da colpevole leggerezza, devo confessarmi? Mi propongo di essere più forte, ma ora devo saperlo perché il dubbio mi impedisce di accostarmi alla Comunione senza temere di fare sacrilegio. Spero di essere stata chiara e spero tanto nella Sua risposta.


Risposta del sacerdote

Carissima,
1. non sei stata chiarissima, anche se hai cercato di spiegarti.
Ho l’impressione che tu innescando determinati meccanismi giunga alla fine ad una eccitazione erotica che in se stessa costituisce un disordine morale oggettivo. Magari non la vuoi, ma di fatto la susciti.

2. Da quanto mi scrivi, capisco anche che tu sai che la masturbazione in se stessa è un peccato grave.
Però, per quello che fai, hai l’impressione di non commettere un peccato grave. Le premesse che compi sono certamente volute e favorite, e, in quanto tali, costituiscono una colpa leggera. Ma l’esito è grave.
Ora io direi così:
Quando questo ti capitava le prime volte, l’esito era inopinato. Pertanto non commettevi un peccato grave.
Adesso invece sai che le conclusioni sono quelle, e certamente quelle. E allora non puoi dire: io non lo sapevo, io no lo volevo. C’è una responsabilità per gli effetti che ne seguono.
Pertanto, anche per la tranquillità della tua coscienza, io suggerirei la confessione prima della santa Comunione.

3. Il Signore ti chiama a diventare più forte e a liberarti da queste impurità, che in definitiva non lasciano appagati.
Il solo fatto di superare la tentazione per amore del Signore appaga molto di più.

Ti ringrazio per la fiducia, ti prometto una preghiera e ti benedico.
Padre Angelo