Quesito

Caro padre Angelo,
sono la mamma di quattro bambini l’ultimo nato sei mesi fa.
Sto allattando il piccolo … e per questo ancora non sono ricomparse le mestruazioni. Per questo motivo mio marito ed io di comune accordo abbiamo deciso di astenerci dai rapporti finché non sarà tornato tutto alla normalità onde evitare una nuova gravidanza che in questo momento sarebbe abbastanza faticosa da affrontare visti i bambini da seguire e il nostro essere soli in una città lontana da tutti i nostri cari.
Quello che però si sta verificando è un costante nervosismo da parte di mio marito che non è più molto convinto di questa scelta. Lui crede che il nostro rapporto ne stia risentendo perché oltre a non permetterci di esprimere il nostro amore questa situazione ci ha allontanati e lui si sente come se vicino avesse un’amica e non la moglie.
Ha cominciato persino a dubitare del mio amore e questo mi fa soffrire molto.
Vorrei sapere come posso aiutarlo per vivere in serenità questo tempo… a volte credo che cedere al nostro desiderio di stare insieme con l’uso di mezzi non ammessi dalla Chiesa possa essere giustificato visto la situazione sempre più pesante che si sta creando.
Le chiedo un consiglio su come affrontare la situazione.
La ringrazio in anticipo per la risposta e che il Signore la benedica per l’opera che compie così utile!


Risposta del sacerdote

Carissima,
1. intanto mi felicito con te per questa quarta maternità. E mi felicito ancor più col vostro bambino che per la vostra generosità è venuto alla luce.
Anche questo quarto bambino merita di esistere!
Dal momento che ormai è battezzato, possiede Dio nel suo cuore ed è una sorgente di grazia per tutti voi.

2. La via della castità che avete scelto è in questo momento l’unica via percorribile. È la via per la quale vi rispettate a vicenda, è la via gradita a Dio ed è fonte di molte grazie.

3. La castità non impoverisce l’amore ma l’arricchisce, facendolo diventare più puro e più grande.
Giovanni Paolo II ha osservato che “se la castità coniugale (e la castità in genere) si manifesta dapprima come capacità di resistere alla concupiscenza della carne, in seguito essa gradualmente si rivela quale singolare capacità di percepire, amare e attuare quei significati del ‘linguaggio del corpo’, che rimangono del tutto sconosciuti alla concupiscenza stessa e che progressivamente arricchiscono il dialogo sponsale dei coniugi, purificandolo, approfondendolo ed insieme semplificandolo” (24.10.1984).
Ecco dunque la via nuova per fortificare ancor più l’amore tra voi due: il dialogo sponsale dei coniugi.
È un dialogo fatto di premure, di attenzioni, di delicatezze, di rispetto.
Ed è anche un dialogo nutrito di conversazione e soprattutto di preghiera fatta insieme nella quale i vostri figli sono sempre presenti e sono messi sotto la protezione del Signore, della Madonna, del loro Angelo custode e del loro Santo tutelare.
Rispetto a tuo marito, tu ne sei moglie, ma sei anche la madre dei suoi figli, il tesoro più prezioso che il Signore vi ha dato da custodire.
Usando il linguaggio di Giovanni Paolo II, il vostro amore in questo modo si purifica, si approfondisce ed insieme si semplifica.

4. Giovanni Paolo II richiama un passaggio significativo dell’enciclica Humanae vitae di Paolo VI: “Il dominio dell’istinto, mediante la ragione e la libera volontà, impone indubbiamente un’ascesi
Ma questa disciplina, propria della purezza degli sposi, ben lungi dal nuocere all’amore coniugale, gli conferisce invece un più alto valore umano.
Esige un continuo sforzo, ma grazie al suo benefico influsso i coniugi sviluppano integralmente la loro personalità, arricchendosi di valori spirituali: essa apporta alla vita familiare frutti di serenità e agevola la soluzione di altri problemi; favorisce l’attenzione verso l’altro coniuge, aiuta gli sposi a bandire l’egoismo, nemico del vero amore, ed approfondisce il loro senso di responsabilità” (HV 21).
E dice “quell’ascesi della continenza, di cui parla l’enciclica Humanae Vitae, non comporta l’impoverimento delle ‘manifestazioni affettive, anzi le rende più intense spiritualmente, e quindi ne comporta l’arricchimento”(24.10.1984).

5. Come è bella l’espressione di San Giovanni Paolo II: l’ascesi della continenza.
Non c’è santità senza l’ascesi della continenza.
L’obiettivo ultimo del vostro matrimonio è proprio la santità.
È facile dimenticarlo.

6. Così ancora: non c’è sincero amore senza l’ascesi della continenza.
L’ascesi della continenza è provvidenziale per gli sposi: li aiuta a bandire quell’egoismo, nemico del vero amore, che dopo il peccato originale insidia costantemente il cuore dell’uomo.

7.L’ascesi della continenza è come una chiamata del Signore.
È una grazia che avrà il suo benefico influsso su tutto
Percorrete questa strada generosamente e pieni di fiducia sapendo che è una strada ricca di grazia per voi stessi e per i vostri figli.

Assicuro la mia preghiera per voi e per i quattro tesori che il Signore vi ha affidato e di cuore vi benedico.
Padre Angelo