in corsivo c’è la domanda in grassetto c’è la risposta di padre Angelo

Caro Padre Angelo,
seguo spesso la sua rubrica un sacerdote risponde, mi pare che sia molto utile perché affronta molti problemi pratici e dubbi che possono sorgere nei cuori di molti fedeli. Grazie.
Stavo cercando di chiarirmi la distinzione tra voti pubblici e voti privati.
Mi sono quindi imbattuto in alcune definizione come questa:

Consigli evangelici o voti (dal latino, votum = desiderio). Sono promesse fatte a Dio, un impegno a vivere il battesimo.

Le pongo quindi alcuni quesiti:
1. generalmente non si intendono con la definizione di consigli evangelici i voti di povertà, obbedienza e castità.

Comunemente per consigli evangelici s’intendono i voti di povertà, castità e obbedienza. Ma, strettamente parlando, i consigli evangelici sono più numerosi dei voti.
Possiamo dire che i voti corrispondono senz’altro ai consigli evangelici, ma i consigli evangelici non si risolvono solo nei voti.

2. I voti privati se sono una semplice promessa possono essere sostituiti da altra promessa?
Le chiedo questo anche perché parlando con un sacerdote mi diceva che alcune persone si erano ripromesse di recitare alcune orazioni per tutta la vita e poi non riuscendo a mantenere l’obbligo preso con se stesse dinanzi a Dio hanno chiesto al sacerdote di dare loro un’altra opera che sostituisse la precedente.

I voti non solo una semplice promessa, ma un vincolarsi in maniera stretta davanti a Dio, il darsi una legge, sicché se non li si adempie si commette un peccato.
La semplice promessa s’identifica con l’impegno che uno ci mette per fare del proprio meglio. Ma se poi non vi riesce, non ha infranto nulla.
Se si tratta di semplici promesse, il singolo se le può commutare come vuole.
Ma se si tratta di voti privati il singolo può commutarli solo se cambia l’opera promessa in un bene uguale o più grande. Deve invece ricorrere almeno al parroco per commutarla in un bene inferiore o per esserne del tutto dispensato (can. 1197).

3. I voti privati obbligano sotto quale pena? Se non si adempiono si commette peccato grave?

Dipende dalla materia, se sia grave o lieve.
La consistenza del peccato dipende anche dalla qualità dell’avvertenza della mente e del consenso deliberato.

4. Mi può dare una distinzione tra voti privati e pubblici?
I voti privati sono quello che uno fa per conto proprio o anche nella mani del proprio confessore o direttore spirituale.

I voti pubblici sono quelli che sono accolti come tali dalla Chiesa e inseriscono in uno stato di speciale consacrazione.
In poche parole sono i voti dei religiosi e dei consacrati a Dio.
I voti privati invece sono quelli che uno emette per proprio conto o nelle mani del sacerdote confessore o direttore spirituale.

5. I voti dei frati nell’ordine domenicano sono pubblici o privati?

Dalla risposta precedente si desume chiaramente che sono voti pubblici.
Nulla vieta che un domenicano, come qualsiasi altri consacrato, possa fare dei voti privati per conto proprio (ad esempio di recitare un tot di Rosari).

6. I voti dei laici domenicani sono privati? Quando professati perpetui possono essere sciolti? Da quale autorità?

Bisogna distinguere tra laici domenicani comuni (terziari) e laici domenicani consacrati (in un istituto secolare domenicano).
La professione dei laici domenicani comuni (terziari) è un impegno che si prende davanti a Dio e davanti alla Chiesa. Ma non si tratta propriamente di voti. L’oggetto della professione è la fedeltà alla Regola dei laici di San Domenico.
La professione dei laici domenicani consacrati impegna a vivere con i voti di povertà, castità e obbedienza. Questi voti sono pubblici, perché accettati dalla Chiesa e fanno sì che una persona sia “un consacrato”. Sono pubblici anche qualora nessuno ne fosse a conoscenza all’infuori del direttore dell’Istituto secolare e dei suoi membri.

7. Una promessa fatta a Dio che obbliga a non mangiare una pietanza per tutta la vita, che obbliga a compiere un’azione banale come farsi crescere la barba (magari per mortificare l’amor proprio) sono valide a quali condizione, possono essere sostituite da un sacerdote qualsiasi, dal direttore spirituale o deve essere altra autorità a farlo?

Anche qui dipende se sono semplici promesse o se si tratta di voti.
Qualora si trattasse di voti vale quello che ho scritto alla risposta n. 2.
Inoltre per quanto riguarda la commutazione in un opera inferiore o la dispensa dai voti privati non è sufficiente ricorrere a qualsiasi sacerdote, neanche al direttore spirituale. Ci vuole almeno un parroco. Non è detto il proprio parroco, ma un parroco.

La saluto assicurandole il ricordo nel Santo Rosario!

Ricambio anch’io il saluto. Ti ringrazio per il ricordo nel S. Rosario. Ci tengo.
Contraccambio volentieri.
Ti benedico.
Padre Angelo