Quesito

Caro Padre Angelo,
Sono arrivato a Lei facendo una ricerca in internet sulla monogenesi: in pratica Lei rappresenta quasi un caso unico (almeno in serietà). Dal numero di visite su questo argomento devo dedurre che nel bene o nel male l’argomento incuriosisce.
Le scrivo senza false ipocrisie io le rifarei le stesse domande che le ha fatto Random il 18/06/2005.
Non posso dire che Lei non abbia risposto (come potrebbe?) ma ha dato l’unica risposta possibile che pero ovviamente non dice esplicitamente “come”.
Quasi sicuramente Lei non mi potrà rispondere, ma mi faccio forte delle mie oneste intenzioni e le parlerò chiaro: per una persona di media ignoranza quale io sono (mi sto riavvicinando alla fede), quelle parole significano che, almeno le prime generazioni, sono dovute apparire in modo che oggigiorno definiremmo incestuoso.
Io però vorrei andare oltre questa frase “impensabile e impronunciabile”, affermando quanto segue: io penso che anche ammettendo un iniziale incesto, questo non sarebbe un fatto che in qualche modo avrebbe ulteriormente avvilito l’umanità ormai decaduta.
Se sbaglio, teologicamente parlando, me lo dica. Ai nostri progenitori in fondo non erano stato dettato il Decalogo o leggi comportamentari riguardo ai comportamenti sessuali: ci viene dato ad intendere che forse il sesso non doveva far parte del Disegno Divino iniziale (Peccato Originale).
Altro punto, Dio creò Eva da una costola di Adamo: in fondo Eva era in qualche modo consanguinea di Adamo.
Non ci scordiamo poi il Diluvio Universale che quasi riazzerò la razza eliminando quella parte che si era troppo abbrutita ( non scordiamo il ramo di Caino ), in fondo la razza è ripartita da Noè.
Molti Secoli dopo il Diluvio Universale in certe culture, come quella Egiziana, non era infrequente che il Faraone risposasse una figlia.
Se potesse rispondermi in modo semplice nei punti che sono andati troppo oltre il magistero Le sarei Grato.
Se per ragioni che ben capisco non potesse rispondermi direttamente le sarei grato se mi potesse indicare un testo (comprensibile) che tratti di questo argomento. Grazie
Ugo

Caro Padre Angelo,
Non avendo avuto risposta alla mia prima lettera sulla Monogenesi (nel frattempo ne ho trovata risposta in una sua del 24/07/2007) vorrei riprendere l’argomento, sperando in migliore fortuna.
Nella prima lettera avevo supposto che il fatto che Dio avesse usato una costola di Adamo per plasmare Eva, facesse di quest’ultima quasi una consanguinea.
Ho letto diverse sue risposte riguardo il Peccato Originale. A me sembrano troppo intellettualizzate rispetto al messaggio originale (che se non sbaglio risale al periodo della conquista Babilonese): E chiaro che il peccato grave sia stato la disobbedienza e il non chiedere il perdono, ma l’albero della Conoscenza del Bene e del Male sembra una forzatura intellettuale (moderna): sappiamo che i progenitori sapessero tutto ciò che era bene sapere, cioè almeno tutto il Bene in scienza e Sapienza, perciò quell’Albero i frutti del Bene non doveva avere.
Poi la spiegazione del fatto che si sentissero nudi per aver perso la padronanza delle facoltà dell’anima sul corpo è bella, è vera, ma a me sembra un giudizio a posteriori: erano consapevoli di tutte queste cose non avendo nessuna esperienza?
Le chiedo se questa sia stata l’unica spiegazione data dalla chiesa docente o ve ne sono state altre per cosi dire più semplici : <  Ge. 3 - Allora la donna vide che ….Allora si apersero gli occhi di tutte e due e si accorsero di essere nudi …>.Ge. 3/11 … <>.
Perché usare parole cosi allusive per qualcosa che riguardava la supremazia dell’anima sul corpo?
Altra domanda :
E la terribile punizione per loro e tutta l’umanità a noi poveri esseri umani limitati nel giudizio non è lecito considerare esagerata: per l’accumularsi del male che la concupiscenza ha provocato nei secoli.
E’ detto che Dio si pentì e mando il Diluvio Universale. Una punizione cosi estrema non avrebbe da sola costituire una espiazione per tutta l’umanità formatasi tra Adamo e Noè ?
Grazie in anticipo per la sua disponibilità
Ugo


Risposta del sacerdote

Caro Ugo,
1. Sono contento che ti stia riavvicinando alla fede.
Tuttavia questo riavvicinamento potrebbe essere viziato da una lettura non corretta della sacra Scrittura.
Ho l’impressione che spesso tu legga la prima parte della Genesi, che è un testo religioso e sacro e che si esprime attraverso immagini, con criteri storiografici moderni.
Non è questo l’intento dell’autore sacro.
Già nel 1948 il segretario della Pontificia Commissione Biblica, in una lettera molto autorevole scritta al Card. Suhard, scriveva: “i primi undici capitoli della Genesi… riferiscono in un linguaggio semplice e figurato, adattato alle intelligenze di un’umanità meno progredita, le verità fondamentali presupposte all’economia della salvezza e in pari tempo la descrizione popolare delle origini del genere umano e del popolo eletto” (16.1.1948).
Fatta questa doverosa premessa, rispondo ai tuoi quesiti.

2. Circa la creazione della donna.
Come emerge dalla Sacra Scrittura due sono i racconti della creazione dell’uomo e della donna.
Nel primo racconto i due sono stati creati insieme, come maschio e femmina.
Nel secondo la donna è tratta dalla costola di Adamo. La Bibbia di Gerusalemme commenta: “espressione figurata del rapporto che lega l’uomo e la donna e che li unisce nel matrimonio”.
Non va dimenticato che Adamo in ebraico significa anche marito.
La donna, che è la moglie, è tratta dalla sua costola: con lui è una cosa sola.

3. L’albero della conoscenza del bene e del male.
La Bibbia di Gerusalemme commenta: “È la facoltà di decidere da se stessi ciò che è bene e ciò che è male, e di agire di conseguenza: una rivendicazione di autonomia morale con la quale l’uomo rinnega il suo stato di creatura.
Il primo peccato dell’uomo è stato un attentato alla sovranità di Dio, una colpa di orgoglio. Questa rivolta si è espressa concretamente con la trasgressione di un precetto posto da Dio e qui rappresentato sotto l’immagine del frutto proibito”.

4. Circa la scoperta della nudità.
La Bibbia di Gerusalemme commenta: “È il risveglio della concupiscenza, prima manifestazione del disordine che il peccato introduce nell’armonia della creazione”.
La ribellione a Dio ha avuto come contraccolpo anche una ribellione all’interno della persona umana.
S. Caterina da Siena dice che l’uomo, diventato ribelle a Dio, divenne ribelle a se stesso.

5. Chi ti ha fatto sapere che eri nudo?
Più che sottolineare il primato dello spirito, il testo vuole dire che Adamo riconosce, spogliato della grazia e della giustizia originale, sente i primi moti di ribellione della carne contro lo spirito e ne prova vergogna.

6. Circa la punizione divina.
È sbagliato vedere Dio che castiga i nostri progenitori perché hanno disobbedito.
Adamo, peccando, si è privato dei doni di grazie e dei doni preternaturali e ha sentito tutta la sua miseria di uomo che ha voluto separarsi dal suo Creatore.

7. Dio si pentì.
Scrive la Bibbia di Gerusalemme: “questo pentimento di Dio esprime in modo umano l’esigenza della sua santità, che non può sopportare il peccato”.
In 1 Sam 15,29 viene detto chiaramente che “la Gloria di Israele non mentisce né può ricredersi, perché Egli non è un uomo per ricredersi”.

8. Circa il diluvio.
Mi dici che si tratta di una punizione estrema e avrebbe dovuto essere sufficiente per l’espiazione.
Dice ancora la Bibbia di Gerusalemme: “L’autore sacro ha caricato questo ricordo (di una alluvione devastante) con un insegnamento eterno sulla giustizia e sulla misericordia di Dio, sulla malizia dell’uomo e sulla salvezza accordata al giusto. È un giudizio di Dio che prefigura quello degli ultimi tempi come la salvezza a Noè raffigura la salvezza con le acque del battesimo”.
Va detto anche che l’uomo da solo non può riparare l’ingiuria fatta a Dio. La gravità dell’ingiuria si desume anche da chi viene offeso. Poiché la santità di Dio è infinita, anche l’ingiuria diventa infinita.
Solo Gesù, che è uomo Dio, la può riparare adeguatamente.

9. Circa l’incesto.
S. Agostino giustamente osserva che, se all’inizio del genere umano l’unione tra fratelli e sorelle fu una condizione necessaria per la propagazione del genere umano, col cessare di questa necessità, tale unione fu condannata dalla religione (S. Agostino, De civitate Dei, l. XV, cap. 16, PL 41, 457-58).

Ti ringrazio per i quesiti posti, ti prometto una preghiera e ti benedico.
Padre Angelo