Quesito

Caro padre Angelo,
l’antico testamento è stato scritto lungo i secoli prima di Cristo.
Gli ebrei consideravano l’antico testamento ispirato.
Ma mi chiedo: da dove ricavavano questa certezza? Avevano prove esteriori (anche altri testi di altre religioni si dicono ispirati)?
Dopo la nascita di Gesù l’ispirazione dell’ A.T. è stata da lui confermata, ma poi mi chiedo: chi ha deciso e con quali criteri che gli scritti degli evangelisti erano ispirati? (non penso che loro stessi dissero abbiamo scritto sotto ispirazione i vangeli).
La ricorderò nella preghiera.
Grazie come sempre.
Luca


Risposta del sacerdote

Caro Luca,
1. gli ebrei furono sempre fermamente convinti che Mosè sia stato l’unico a trasmettere a Israele la legge di Dio.
Fra il 400 avanti Cristo e il primo secolo dopo Cristo si fece strada nel giudaismo l’idea dell’origine divina dei libri sacri.
Per questo i rabbini attribuivano il più alto grado di ispirazione al Pentateuco, un grado inferiore ai profeti, e un livello ancora più basso agli altri scritti.
L’ispirazione era intesa come una dettatura per la quale Dio comunicava le parole del testo allo scrittore ispirato. Perciò nelle discussioni rabbiniche ogni versetto era considerato un oracolo divino contenente una rivelazione, un argomento perentorio capace di dirimere qualsiasi controversia.

2. Gli scritti dell’Antico Testamento sono citati nel Nuovo Testamento circa 350 volte.
Questo fatto è di grande importanza e sta a dimostrare che Gesù e gli scrittori del Nuovo Testamento condividevano la fede del giudaismo sull’origine divina e sull’autorità dei libri sacri.
L’idea dell’ispirazione è affermata esplicitamente in 2 Tm 3,14-16, dove Paolo dice a Timoteo: “Tu però rimani saldo in quello che hai imparato e di cui sei convinto, sapendo da chi l’hai appreso e che fin dall’infanzia conosci le sacre Scritture: queste possono istruirti per la salvezza, che si ottiene per mezzo della fede in Cristo Gesù. Tutta la Scrittura infatti è ispirata da Dio e utile per insegnare, convincere, correggere e formare alla giustizia, perché l’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona”.
La parola “ispirazione” è tratta dal testo di 2 Tm.
Tuttavia, questa parola non è spiegata, né fa pensare ad una dettatura parola per parola.

3. Si parla di ispirazione anche in 2 Pt 1,19-21: “E così abbiamo conferma migliore della parola dei profeti, alla quale fate bene a volgere l’attenzione, come a lampada che brilla in un luogo oscuro, finché non spunti il giorno e la stella del mattino si levi nei vostri cuori. Sappiate anzitutto questo: nessuna scrittura profetica va soggetta a privata spiegazione, poiché non da volontà umana fu recata mai una profezia, ma mossi da Spirito Santo parlarono quegli uomini da parte di Dio”.
Questo testo di 2 Pt riguarda esplicitamente la profezia: i profeti sono mossi dallo Spirito Santo. Ma anche qui non si fa riferimento ad una dettatura verbale. L’espressione fa pensare ad un impulso o movimento divino.

4. Per il Nuovo Testamento è la Sacra Tradizione a tramandarci il complesso dei libri ispirati.
Per Sacra Tradizione s’intende quello che dovunque, da sempre e da tutti è ritenuto conforme alla fede. Quest’affermazione la troviamo in Vincenzo di Lerin: “quod ubique, quod semper, quod ab omnibus creditum est” (Canone Leriniano, PL 50, 639.
Essa esprime il sensus fidei del popolo cristiano, che gode di una particolare assistenza dello Spirito Santo, secondo quanto afferma Il Concilio Vaticano II: “Il popolo santo di Dio partecipa pure dell’ufficio profetico di Cristo… La totalità dei fedeli, avendo l’unzione che viene dal Santo, (cfr. 1 Gv 2,20 e 27), non può sbagliarsi nel credere, e manifesta questa sua proprietà mediante il senso soprannaturale della fede di tutto il popolo” (Lumen gentium 12).
Questa Tradizione è stata espressa dottrinalmente dal Magistero della Chiesa.

5. La veridicità della Rivelazione cristiana è testimoniata, oltre che dai suoi contenuti perfettamente corrispondenti alla logica e alle esigenze della persona umana, anche dai prodigi esterni che ne danno testimonianza.
I principali sono: i miracoli, il compimento delle profezie, soprattutto la vita di Cristo di fronte alla quale anche il demonio è costretto a dire: “Io so chi tu sei: il Santo di Dio” (Mc 1,24), l’indefettibilità della Chiesa, la sua santità e la sua inesauribile fecondità di opere.

Ti ringrazio del quesito e della preghiera, che contraccambio volentieri.
Ti benedico.
Padre Angelo