Quesito

Caro Padre Angelo,
colgo l’occasione per ringraziarla per tutte le anime inquiete che ristora. Ho letto moltissime delle risposte che ha dato e mi hanno come illuminato su molte cose.
Sono una ragazza di 30 anni sposata e madre di una bambina di 3. Sono 14 anni tra matrimonio e fidanzamento con mio marito.
Sono stata cresciuta con un’educazione cattolica e posso dire di essere una cattolica praticante, però padre non avevo capito niente del Cattolicesimo.
Avevo molti dubbi sulla Chiesa e su molti dogmi. Però devo dirle che ho sempre confidato in Dio e ho ricevuto anche numerosi doni da Lui. In questo periodo però mi sono resa conto che non rendendomene conto non vivevo intensamente il Vangelo nella verità…
Iniziando a pregare il santo rosario ogni giorno mi sono sentita terribilmente in peccato e ho iniziato a vedere davanti agli occhi quali atroci peccati ho commesso e quanto posso aver ferito Gesù anche nell’Eucaristia…
Padre non sapendolo ho sempre praticato il coito interrotto perché non credevo fosse peccato. Ho capito che la sacralità del matrimonio è solo nella totalità del donarsi all’altro per non commettere peccato mortale…
Ora le chiedo mio marito anche lui cattolico come me un bravo ragazzo però non capisce questa mia conversione e questo ci sta provocando un pò di astio. Cosa devo fare oltre a pregare? Astenermi totalmente dal concedermi a lui visto che non vuole accettare i figli che verranno non perché non li vuole ma perché ha paura visto che lavora solo lui e non siamo benestanti? Oppure come moglie devo obbedire però poi non sono più degna di ricevere il corpo di Cristo.
E se non si è degni di ricevere il corpo di Cristo si va all’inferno giusto? Padre la prego preghi per me questo combattimento non tanto nella mia carne ma negli altri che credono che io sia impazzita volendo osservare i comandamenti nella verità di come sono mi sta portando a tanti dolori che però sono ristorati nella preghiera.
La ringrazio e la benedico grazie padre per tutto quello che fa oggi siamo in un mondo perverso dove se si ascoltasse l’insegnamento della Chiesa tutto questo male forse non ci sarebbe. Ho paura, padre, che tanti cattolici non rispettino i 10 comandamenti e si accostino al corpo di Gesù. Io ero una di questi.
Che Dio possa perdonarci tutti per tutte le insidie di satana.


Risposta del sacerdote

Carissima,
1. sono contento della grazia inestimabile che hai ricevuto mettendoti a recitare il Santo Rosario: tutto si è illuminato.
Non mi meraviglio di questo. La Madonna è sempre stata lodata dalla Chiesa come l’aurora della redenzione. L’aurora precede la luce.  La Madonna è la Madre della Luce. È la Madre di Colui che ha detto: “Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita” (Gv 8,12).

2. Sei stata illuminata sulla santità del matrimonio e dell’intimità coniugale, sulla donazione fra i coniugi che per essere vera e per introdurli sempre più nella vita di Dio deve essere totale. Diversamente è una bugia.

3. Ma adesso ti trovi a dover fare i conti con tuo marito che si trova spiazzato e impreparato a questa tua conversione.
Tuttavia il rimedio c’è ed è il più semplice che si possa immaginare: ricorrere ai tempi di infertilità che nel ciclo di una donna sono molto più numerosi di quelli della sua fertilità.
Non si tratta semplicemente di una variante della contraccezione, ma di un atteggiamento diverso a motivo del quale uno non si lascia trascinare semplicemente dagli istinti, diventa signore delle proprie pulsioni e di se stesso in tutti gli ambiti.
Nello stesso tempo questo gesto di intimità esprime la donazione vera e totale di sé all’altro in modo da risultare radicalmente diverso dalla contraccezione, come attestano felicemente i coniugi che percorrono questa strada.
E così, mentre i coniugi si donano vicendevolmente in questo modo, Dio rimane al centro della loro intimità e della loro vita e permangono nella strada della santificazione vicendevole che non può attuarsi senza il dominio di sé.
Infatti “quelli che si lasciano dominare dalla carne non possono piacere a Dio” (Rm 8,8).

4. Vi sono vari sussidi per riconoscere facilmente i tempi della fertilità e dell’infertilità. Basta andare in un consultorio cattolico, chiedere a qualche competente in materia. A volte è sufficiente anche l’uso di internet.
Questa conoscenza andrebbe attuata già nel tempo del fidanzamento perché fa parte della preparazione al matrimonio.
Ed è tanto più irrinunciabile quanto più tutti i metodi di contraccezione, a partire dall’interruzione dell’atto coniugale, hanno effetti negativi che si possono riscontrare su di lui o su di lei o su entrambi o sul piano fisico o su quello psicologico.
Del resto ci vuole poco a intuirlo: la contraccezione non è secondo il significato intrinseco e naturale della sessualità. Si introduce come elemento che la modifica e la altera.
E ogni alterazione, diversamente dall’aiuto, ha il suo costo in termini di effetti negativi, di cui i più gravi non sono solo quelli fisici o psicologici di cui si è accennato, ma quelli morali, che incidono fortemente sul rapporto di fondo di ogni persona con Dio.

5. Se il ricorso ai ritmi di fertilità e di infertilità risultasse difficile o impossibile da praticarsi tieni presente quanto ha detto il Santo Papa Paolo VI: “E se il peccato facesse ancora presa su di loro, non si scoraggino, ma ricorrano con umile perseveranza alla misericordia di Dio, che viene elargita nel sacramento della Penitenza” (Humanae Vitae, 25).
È doveroso dunque anche in riferimento al Sacramenti non comportarsi di proprio arbitrio e rimanere umili davanti Dio chiamando peccato il peccato, senza farlo passare per un’opera buona e meritevole per la vita eterna.
Papa Paolo VI non dice di non fare la Santa Comunione, ma di farla sempre previa confessione: “ricorrano con umile perseveranza alla misericordia di Dio”.

6. In riferimento a quanto hai scritto nella parte finale della tua mail, riporto quanto ha detto Santa Caterina da Siena. È quanto lei stessa riferisce al beato Raimondo da Capua, suo confessore e poi Maestro generale dell’Ordine dei domenicani: “Vidi anche le pene dei dannati e di quelli che sono nel Purgatorio, ma non vi sono parole adatte per descriverlo adeguatamente. Se i poveri mortali potessero intravedere la più piccola di quelle pene, preferirebbero certamente dieci volte la morte prima di sopportare per un giorno solo la pena più lieve.
Fui colpita in un modo speciale da come si puniscono coloro che peccano nello stato matrimoniale, non rispettandolo come è loro dovere, e cercandovi le soddisfazioni alla loro concupiscenza».
Le domandai allora, perchè quel peccato, che non era più grave degli altri, fosse punito gravemente. Rispose: «Perchè a quel peccato non gli danno importanza, e per conseguenza non ne hanno il dolore come degli altri, e, quindi, vi cadono più spesso e con più facilità».
E soggiunse: «Troppo è pericolosa quella colpa, anche per piccola che sia, perchè chi la commette, non si cura di allontanarla con la penitenza».

7. Pertanto ricordo di nuovo le parole di Paolo VI che quella volta ha parlato appellandosi al “mandato da Cristo a noi affidato” (HV 6): “E se il peccato facesse ancora presa su di loro, non si scoraggino, ma ricorrano con umile perseveranza alla misericordia di Dio, che viene elargita nel sacramento della Penitenza” (Humanae Vitae, 25).
Questa è vera paternità.

Augurandoti il più bel progresso nella vita cristiana, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo

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