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Quesito

Ottimo padre!
Come si concilia la seguente sentenza di Tommaso con la pura attualità di Dio? Se Dio è puro atto, ciò non significa dunque che egli mette in atto tutto ciò che può secondo natura (dunque già così si esclude il male)? La sentenza cui mi riferisco è questa: "Non è necessario che Dio realizzi tale capacità, come non è necessario che Dio faccia tutto ciò che può, ma soltanto quanto corrisponde all’ordine della sua divina sapienza" (III Sent., d. 1, q. 1, a. 3, ad 4).
Grazie
Paolo

 


 

Risposta del sacerdote

Caro Paolo,
1. quando Dio crea non passa dalla potenza l’atto, altrimenti non sarebbe più atto puro.
Al momento della creazione sono le cose che subiscono una trasformazione.
Prima esistevano solo nella mente di Dio e dopo la creazione esistono anche fuori della mente di Dio.

2. Tutte le mutazioni che avvengono nelle creature sono già presenti ed eterne nella sua mente.
Nella sua mente è previsto anche il loro passaggio da un’esistenza in mente Dei (nella mente di Dio) ad un’esistenza anche fuori della sua mente.
Il cambiamento pertanto non avviene in Dio, ma nelle creature.

3. Anche al momento dell’incarnazione del Verbo non è avvenuto nessun cambiamento in Dio.
Alla sua divinità non si è aggiunta come complemento anche l’umanità.
Questa infatti era già nella mente di Dio ab aeterno.
Al momento prefissato la natura umana di Gesù, che fu creata, venne unita alla divinità.
Sant’Agostino dice che “non è mutato il Verbo ricevendo la natura umana” (Lib. 83, quest. 73).

4. Affermare, come fa San Tommaso, che “non è necessario che Dio crei tutto ciò che è possibile creare ma solo quanto corrisponde all’ordine della sua divina sapienza" non toglie nulla alla perfezione di Dio, perché tutto è già nel suo pensiero.
E si concorda benissimo con un’altra grande affermazione di San Tommaso secondo il quale “assolutamente parlando, le cose naturali hanno un essere più vero in Dio che in se stesse, perché nella mente di Dio hanno l’essere increato, in se stesse, invece, l’essere creato” (Somma teologica, I, 18, 4, ad 3).

5. Il commentatore dell’edizione italiana della Somma teologica scrive: “Confrontando l’essere che hanno in Dio con quello naturale, questo è un nulla, o un riflesso bisognoso continuamente di venire tratto dal nulla e trattenuto dal ricadervi” (m. daffara, h.l.).

Ti auguro ogni bene, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo